Trapianti nelle Marche,
riforma del post-intervento:
controlli decentrati sul territorio
ANCONA - La Giunta regionale approva il piano per alleggerire gli ospedali centrali. Agende riservate nelle Ast per 1.300 pazienti di rene e fegato. Fissati protocolli unici per esami e visite
Cambia l’assetto organizzativo per i malati che hanno subito un trapianto nelle Marche. La Giunta regionale ha approvato un piano di riorganizzazione che punta a spostare una parte delle prestazioni e dei controlli periodici dagli ospedali centrali alle strutture sanitarie del territorio, introducendo agende dedicate per i pazienti e percorsi definiti “preferenziali”. Il provvedimento si concentra sulla gestione del post-intervento, una fase in cui il monitoraggio costante della funzionalità dell’organo è necessario per evitare rigetti e gestire le terapie farmacologiche.
La ristrutturazione logistica impatta su una platea complessiva di 1.388 marchigiani attualmente in fase di follow-up. I dati clinici indicano che la quota principale è formata dai trapiantati di rene, pari a 972 persone, seguiti dai 416 pazienti che hanno ricevuto un trapianto di fegato. Finora, la forte centralizzazione dei controlli costringeva i residenti delle province periferiche a frequenti spostamenti verso i poli ospedalieri principali anche solo per esami di routine.
Il piano assistenziale, illustrato dall’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, dichiara l’intenzione di integrare le tre fasi della rete: la sorveglianza dei malati in lista d’attesa, l’assistenza post-operatoria e il protocollo di tutela del donatore. All’atto pratico, il provvedimento impegna le singole Aziende Sanitarie Territoriali (Ast) ad aprire canali di prenotazione interni e riservati. L’obiettivo formale è evitare che i trapiantati debbano subire i tempi di attesa della diagnostica ordinaria per esami del sangue o accertamenti strumentali, provando a garantire l’accesso alle prestazioni in strutture vicine ai comuni di residenza.
La delibera prova anche a mettere ordine nella frammentazione dei protocolli clinici. Il testo definisce infatti uno standard unico regionale per stabilire quali visite ed esami siano necessari prima e dopo il trapianto, decretando la frequenza dei controlli in base agli anni trascorsi dall’operazione. Il protocollo è stato elaborato attraverso un tavolo di lavoro che ha coinvolto il Centro regionale trapianti e l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.
La necessità di alleggerire i presidi centrali emerge anche dall’analisi dei registri storici. Tra il 2002 e la fine del 2025, nelle Marche sono stati eseguiti 1.664 trapianti complessivi, ripartiti tra 840 interventi al fegato e 824 al rene. Nell’ultimo anno i report indicano 52 trapianti di fegato, 32 di rene, 2 da donatore vivente e un intervento combinato rene-fegato.
