
Il direttore generale Massimo Tombolini
Utile netto oltre i 15 milioni di euro, un aumento del +20,5% , 140 milioni di nuove erogazioni, circa 400 famiglie e giovani aiutati ad acquistare la prima casa e 300 piccole imprese sostenute nei loro progetti di crescita. Questo il bilancio 2025 del Banco Marchigiano, un anno d’oro per l’istituto di credito che chiude con risultati positivi e incoraggianti consolidando il proprio percorso di sviluppo tra solidità patrimoniale e sostegno concreto al territorio.
Un risultato importante, che però il direttore generale Massimo Tombolini invita a leggere all’interno di un percorso più ampio: «È stato sicuramente un anno molto positivo, ma più che parlare di “anno d’oro” è corretto leggerlo come il risultato di un percorso costruito negli ultimi tre anni. I dati confermano la solidità di una crescita costante, fondata su scelte prudenti e su una visione di lungo periodo».
Non solo redditività, ma anche solidità patrimoniale. Il Cet1 ratio, sigla che per i non addetti ai lavori significa poco, ha però raggiunto il 28,2%, un parametro che, spiegato facile, significa per clienti e soci garanzia e affidabilità. «Un livello di patrimonializzazione così elevato consente di affrontare con serenità anche contesti complessi – prosegue il direttore generale – e rappresenta una garanzia concreta per soci e clienti, che possono contare su una banca solida e ben strutturata».
A rafforzare il quadro, i numeri: un patrimonio netto che ha superato i 115 milioni di euro e una raccolta complessiva cresciuta di oltre 300 milioni negli ultimi tre anni. «La solidità è proprio ciò che consente di sostenere famiglie e imprese in modo continuativo. Nel 2025 le nuove erogazioni sono cresciute in modo significativo (+16.6%) e abbiamo consentito a circa 400 famiglie e giovani di acquistare la loro prima casa e a circa 300 piccole imprese di finanziare i loro progetti di crescita». Un’azione portata avanti senza rinunciare alla prudenza, come dimostra il rapporto tra riserve per i rischi su crediti e totale degli impieghi deteriorati, che supera il 76%. «Prudenza e sostegno all’economia non sono in contrapposizione: vanno di pari passo». Dietro i risultati, sottolinea Tombolini, non ci sono scorciatoie ma un lavoro condiviso: «Nessun segreto particolare, solo un grande gioco di squadra. Questi risultati appartengono a tutte le persone che lavorano nel Banco Marchigiano: negli ultimi tre anni abbiamo assunto circa 20 giovani neolaureati. Abbiamo costruito un modello basato su efficienza e una relazione diretta con la comunità. Far parte del Gruppo cassa centrale ci dà gli strumenti di un grande player nazionale, ma il nostro cuore resta orgogliosamente locale e mutualistico». Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con l’obiettivo di consolidare una crescita equilibrata e restituire valore al territorio. «Continuare su un percorso di crescita equilibrata e sostenibile, trasformando la solidità economica in benefici concreti per il territorio. La nostra forza e solidità ci consentono di “restituire valore”: è qui che si misura la differenza di una banca del territorio, dove il profitto non è un fine, ma uno strumento per sostenere crescita, inclusione e coesione sociale». Un impegno che nel 2025 si è tradotto anche in oltre 800 mila euro destinati a iniziative sociali, culturali e sanitarie.
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