Pane fresco e surgelato,
arriva la divisione dal Governo:
«Fondamentale per il nostro territorio»

CONFARTIGIANATO sostiene il ddl che ha ricevuto il via libera della Commissione industria del Senato. Lucia Biagioli, responsabile dei panificatori: «Tutela importante per un elemento identitario non solo a livello alimentare, ma anche culturale»

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Lucia Biagioli, responsabile settore panificatori di Confartigianato imprese Macerata-Ascoli-Fermo

I consumatori potranno finalmente distinguere con chiarezza il pane fresco da quello ottenuto da prodotti surgelati o precotti. È questa la novità principale del disegno di legge sulla produzione e vendita del pane, che nei giorni scorsi ha ricevuto il via libera della Commissione industria del Senato.

Il ddl introduce una definizione rigorosa di “pane fresco”, che potrà essere attribuita esclusivamente ai prodotti realizzati attraverso un processo produttivo continuo, senza congelamento o conservazione, e venduti entro tempi ben precisi dalla cottura. Una stretta che mira a eliminare definitivamente ambiguità e pratiche commerciali scorrette che negli anni hanno disorientato i consumatori. Stop, quindi, ai prodotti decongelati venduti come appena sfornati. Nei punti vendita, il pane fresco dovrà essere chiaramente distinto da quello ottenuto da impasti surgelati o precotti, con scaffali separati e informazioni trasparenti. Per chi viola le regole sono previste sanzioni severe: l’uso improprio della dicitura “pane fresco” sarà equiparato a una frode, con conseguenze fino alla sospensione dell’attività.

pane

 

«Questa normativa assume un rilievo particolarmente significativo per il nostro territorio, dove il pane artigianale rappresenta non solo un prodotto alimentare, ma un elemento identitario profondamente radicato nella tradizione e nella cultura locale – dice Lucia Biagioli, responsabile settore panificatori di Confartigianato imprese Macerata-Ascoli-Fermo – l’introduzione di criteri rigorosi e trasparenti consente finalmente di ristabilire condizioni di maggiore equità nel mercato, valorizzando il lavoro dei panificatori artigiani del territorio e garantendo ai cittadini un’informazione corretta e consapevole. Si tratta di un intervento atteso, che va nella direzione di rafforzare la fiducia tra produttori e consumatori e di tutelare la qualità delle produzioni locali. È ora fondamentale che il percorso legislativo si concluda in tempi rapidi e che le disposizioni previste trovino un’applicazione efficace, accompagnata da adeguati controlli. Solo così sarà possibile dare piena attuazione agli obiettivi della norma, evitando il ripetersi di pratiche scorrette e assicurando una reale valorizzazione del pane artigianale marchigiano».



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