
L’area dove sorgerà l’ospedale
di Luca Patrassi
Grande interesse per il risvolto archeologico dell’operazione legata alla realizzazione in località Pieve di Macerata del nuovo ospedale. L’emersione del muro romano ha riacceso un dibattito oramai secolare sulle presenze dei romani nelle (quasi) pianure adiacenti il capoluogo.
Confermata la scoperta del reperto che i tecnici stanno valutando mentre proseguono i rilievi preliminari – a cura della Regione – che dovrebbero essere portati a termine entro la settimana. Per ora le analisi archeologiche preliminari, peraltro obbligatorie, hanno portato all’individuazione dei resti di un muro che sarebbe di epoca romana.

Due gli interessi in ballo in questa fase: da un lato c’è l’esigenza di riscoprire la propria storia attraverso le testimonianze anche architettoniche e sull’altro versante c’è la necessità di dar corso a un’opera pubblica di particolare rilievo sociale come l’ospedale.
In ogni caso, ad oggi, le due esigenze non sono entrate in rotta di collisione nel senso che – se non dovessero emergere altri reperti in altre aree – il muro romano è stato scoperto in un terreno dove i progettisti hanno ipotizzato di realizzare la zona riservata alla sosta delle auto e quindi sarebbe relativamente facile “valorizzare” anche visivamente il muro romano spostando il parcheggio altrove.

In ogni caso il progetto del nuovo ospedale è pronto, è stato consegnato da alcune settimane alla Regione che lo sta esaminando prima di presentarlo ufficialmente. Resta appunto da definire la posizione sui reperti archeologici e la decisione sarà appunto presa una volta definita la fase degli accertamenti preliminari.
Il tutto si spera in tempi rapidi visto che si tratta di entrare nel vivo delle operazioni per la realizzazione del nuovo ospedale della Pieve, vale a dire presentazione del progetto appena eseguito e messa a gara dei lavori per alcune centinaia di milioni di euro.
Spunta muro romano alla Pieve nell’area per costruire l’ospedale
Spero siano più antichi...
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