
Sefro
di Monia Orazi
Dall’alta valle del Potenza a Monte Primo: il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli propone un accordo di programma tra cinque comuni: Camerino, Castelraimondo, Pioraco e Fiuminata, con l’Università di Camerino come supporto tecnico. «I confini amministrativi non devono fermare lo sviluppo» dice il sindaco, che chiede di «partire da turismo, cultura e sviluppo territoriale, chiedendo all’Università di Camerino di essere il motore per scrivere e sviluppare questa visione strategica». La sintesi è netta: «Insieme siamo una potenza, divisi restiamo piccoli». L’idea non parte da zero. Il consorzio turistico dell’Alta Valle del Potenza e dello Scarzito include già i comuni di Pioraco, Fiuminata e Sefro, all’interno dell’Unione montana alte valli del Potenza e dell’Esino, che comprende anche Castelraimondo. Alla nascita del consorzio, Tapanelli aveva già dichiarato che si trattava di «un punto di partenza, aspettando che altri comuni si uniscano».
I dati demografici fotografano piccole realtà in calo. Sefro conta 455 abitanti su 42 chilometri quadrati, Fiuminata supera di poco i 1.250 residenti, Pioraco si aggira intorno ai 1.200 abitanti, Castelraimondo ne conta circa 4.700. Camerino, sede universitaria, è il polo principale dell’area.

Nel 2022 i sindaci di Pioraco, Sefro e Fiuminata si presentarono in conferenza stampa congiunta per opporsi al progetto del consorzio di bonifica delle Marche che prevedeva la captazione delle sorgenti del Potenza a Fiuminata, dello Scarzito a Sefro e del Chienti a Valcimarra per alimentare l’invaso di Castreccioni a Cingoli. Fu un esempio concreto di coordinamento tra comuni su una questione di interesse comune.
Il rettore Graziano Leoni ha indicato tra gli obiettivi dell’ateneo il contributo allo sviluppo e all’innovazione del territorio, in sinergia con le amministrazioni comunali. Un accordo di programma con il ministero dell’Università e della Ricerca impegna Unicam a fungere da riferimento per il tessuto economico e sociale del proprio territorio.
Resta da vedere come la proposta, affidata a un post social, si traduca in atti formali: delibere di giunta, tavoli tecnici, risorse. Le aggregazioni tra comuni nell’entroterra maceratese hanno già dimostrato di poter intercettare fondi regionali ed europei, ma richiedono strutture e tempi che vanno oltre la dichiarazione d’intenti.
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