Giordano Ripa: «Deluso dai partiti
Ospedale essenziale ma ci vorranno 7-8 anni
Parcheggio all’ex cinema Corso» (Video)

LE INTERVISTE AI CANDIDATI SINDACO DI MACERATA - L'ex consigliere di maggioranza è molto critico con l'amministrazione Parcaroli: «L'inadeguatezza del sindaco ha portato a nove "micro sindaci", ognuno andato per la sua strada senza una visione complessiva. Ci deve essere un timoniere alla guida della città». Sanità e rifiuti le priorità

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L'intervista completa al candidato sindaco Giordano Ripa

di Luca Patrassi (foto-video di Federico De Marco)

Videointerviste nella redazione di Cronache Maceratesi ai cinque candidati sindaco in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il secondo ospite è Giordano Ripa, medico ospedaliero in pensione, alla guida della lista civica “Futuro per Macerata”.

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Giordano Ripa

Nel 2020 è stato eletto consigliere comunale con la Lega, poi è passato a Fratelli d’Italia ed infine nel gruppo misto. Oggi si candida a sindaco, come è maturata questa decisione?

«Mi sono affacciato alla politica nel 2020, nonostante in precedenza mi fosse stato chiesto di adoperarmi,  non l’ho mai fatto perché ero molto impegnato con il mio lavoro di medico ospedaliero. Nel 2020 mi è stato chiesto espressamente dalla dirigenza della Lega di candidarmi, perché in ambito sanitario, vista la mia esperienza, avrei potuto apportare le mie idee, le mie riflessioni per fare in modo di migliorare la sanità maceratese. Dopo le elezioni, quindi a ottobre 2020, c’è stata la seconda ondata di pandemia, per cui in quella fase ho dovuto prestare le mie attenzioni prevalentemente a quella grave emergenza, tant’è vero che mi è stata data a ottobre, un mese dopo le elezioni, la delega funzionale alla sanità. Per due anni mi sono dedicato quasi esclusivamente a quello, non tralasciando però altri aspetti della sanità maceratese, altre criticità. Finita la pandemia, nel maggio 2023, ho allargato gli orizzonti per quanto riguarda la sanità e ho cercato di richiamare l’attenzione. Nel frattempo, per delusioni sopravvenute all’interno dei rapporti tra me e i dirigenti della Lega, ho lasciato la Lega e sono passato a Fratelli d’Italia, sperando di essere ascoltato di più rispetto a quanto successo precedentemente. Sono stato ascoltato di più effettivamente, però le mie istanze sono state del tutto disattese anche con questo gruppo, tant’è vero che ho deciso di uscire definitivamente dalla maggioranza a giugno 2024, perché non trovavo più rispondenza in quelle che erano le mie aspettative politiche».

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La prima cosa che le viene in mente tra le questioni da affrontare subito?

«Ci sono almeno tre priorità. Una è l’ospedale nuovo, un’opera essenziale. Macerata ha un ospedale costituito da vere e proprie eccellenze, con dei professionisti di altissimo livello, con dei servizi di altissimo livello. Il contenitore è vecchio, risale a tantissimi anni fa. E qui, purtroppo, devo riscontrare una totale negligenza da parte sia dell’ente regionale che di quello comunale, in quanto dopo quasi sei anni dalle elezioni precedenti, non abbiamo ancora un progetto di massima, che è il punto di partenza per procedere poi al progetto definitivo, all’appalto integrato e via dicendo. Per cui se andrà avanti – dubito, è una questione anche di fondi regionali, mi risulta che non ci sono al momento garanzie dal punto di vista economico – comunque sono fiducioso, ma nella migliore ipotesi non vedremo sorgere l’ospedale, a mio modo di vedere, prima di 7-8 anni, vista l’esperienza anche di Fermo, dove poi c’è il problema delle attrezzature e non riescono neanche ad aprire, nonostante sia tutto pronto da mesi, perché ci sono svariati milioni di euro da investire. Secondo problema importante: i rifiuti. Credo che si debba arrivare a una gestione in house e aspettiamo il piano regionale. L’hinterland maceratese ha bisogno al momento di una discarica. Adesso dove posizionarla, questo non spetta a me, però si deve trovare una soluzione oltre a quella prospettata per Macerata. Questa è una problematica molto attuale, perché comporta un aumento esponenziale dei tributi comunali».

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In questi ultimi cinque anni ha osservato nella sua veste di consigliere comunale le mosse dell’amministrazione Parcaroli. Una cosa che ha condiviso e cosa invece non avrebbe mai realizzato.

«Non ho condiviso quasi niente dell’amministrazione Parcaroli, se non piccoli dettagli. Fin dall’inizio ho colto, quando stavo ancora in maggioranza, quelli che sono i problemi dei partiti, soprattutto a Macerata, nel senso che le dinamiche intrapartitiche e interpartitiche sono state tali, in questi anni, che secondo me hanno portato a decisioni estemporanee da parte dei singoli assessori senza una visione completa della città. Per cui anche sul fiore all’occhiello che sbandiererà questa amministrazione uscente, cioè i lavori pubblici — avrei delle osservazioni critiche da fare. In particolare sottolineo tre cose: il ritardo (se le elezioni fossero state a settembre, a scadenza naturale, questa amministrazione non avrebbe inaugurato niente); le costanti varianti in corso d’opera che hanno portato a un progressivo ed esponenziale aumento dei prezzi; e in qualche caso opere inutili, tipo la strada di collegamento da Villa Potenza verso via dei Velini».

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Centro storico, c’è una ricetta per invertire una situazione che vede il costante calo dei residenti, delle attività economiche e dei servizi?

Le criticità del centro storico sono note: lo spopolamento, gli esercizi commerciali che si sono drasticamente ridotti, e la viabilità con particolare riferimento ai parcheggi. Noi nel nostro programma elettorale, che illustreremo a ridosso della presentazione della nostra lista, abbiamo enucleato degli elementi che possono concorrere a migliorare sia il ripopolamento degli abitanti sia il ripopolamento degli esercizi commerciali. In particolare voglio citare una cosa: c’è un problema dei parcheggi a Macerata. Sono quarant’anni che si parla di Rampa Zara, non è stato mai fatto, e neanche questa amministrazione credo lo farà. C’è un immobile, l’ex cinema Corso. L’acquisizione dell’ex cinema da parte del Comune e la sua riconversione – c’è già un progetto, fatto da un privato, dal proprietario -permetterebbe di usufruire di minimo 120 posti auto e fino a un massimo, a seconda della volumetria che si vuole utilizzare, di 220. Questo sarebbe una manna dal cielo per gli abitanti del centro storico. Senza perdere di vista Rampa Zara, che non dovrebbe essere a mio avviso un parcheggio costoso ma un parcheggio a raso, sostenibile dal punto di vista economico, che andrebbe a contribuire agli altri parcheggi per chi arriva a Macerata».

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A proposito di ricette, c’è un assessore della giunta Parcaroli o di qualunque altra amministrazione precedente che vorrebbe nella sua squadra?

«Direi di no. Anche se in qualcuno ho notato maggiore impegno, maggiore dedizione e qualche risultato rispetto agli altri, però c’è stata un’amministrazione costituita dalla mancanza di una figura apicale. Il sindaco, la sua inadeguatezza ha portato a nove “micro sindaci”: in questi cinque anni abbiamo avuto nove assessori ognuno andato per la sua strada, ha perseguito i propri obiettivi, e questo non va bene. Ci deve essere un timoniere alla guida di una città, e Parcaroli, oltre a una funzione di rappresentanza, non è riuscito a concretizzare altre funzioni».

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Se non dovesse essere eletto al primo turno, chi sosterrebbe al ballottaggio?

«Come lista civica Futuro per Macerata abbiamo le idee molto chiare. Siamo nati da soli, stiamo proseguendo da soli, nonostante qualche tentativo di convergenza con le altre civiche che però non è stato possibile per vari motivi. La nostra aspirazione è ovviamente arrivare noi al ballottaggio. Qualora ciò non avvenisse, non precludiamo scelte fin da adesso: vorremmo vedere prima il panorama che si crea, sia dal punto di vista delle persone che andranno a costituire le eventuali nuove maggioranze, ma soprattutto i programmi che ancora devo vedere. E soprattutto noi non decideremo niente riguardo a eventuali alleanze senza aver consultato i nostri sostenitori, perché la nostra lista è partita in simbiosi con i cittadini e vogliamo rispettare questo patto anche dopo il primo turno».

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