Unimc fulcro del cambiamento:
un manifesto per il futuro
delle discipline umanistiche

MACERATA - Giovedì e venerdì sono attesi in città i direttori dei Dipartimenti degli Studi umanistici. Il rettore John McCourt: «L’obiettivo è aprire un confronto approfondito sul valore, sul ruolo e sulle prospettive delle discipline umanistiche nel sistema universitario e nella società italiana»

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John-McCourt-e-Roberto-Mancini

John McCourt e Roberto Mancini

Un manifesto sulle discipline umanistiche. Sarà elaborato a Macerata tra giovedì e venerdì quando Unimc ospiterà i direttori dei dipartimenti di studi umanistici d’Italia.

Secondo l’ateneo le discipline umanistiche «attraversano una fase critica. In un sistema universitario sempre più orientato verso parametri quantitativi, innovazione tecnologica e logiche di mercato, i saperi che formano il pensiero critico, la capacità di interpretare la complessità, il discernimento etico e il senso della responsabilità pubblica rischiano di essere progressivamente marginalizzati. Non è in gioco solo l’equilibrio tra aree disciplinari, ma la qualità stessa della formazione universitaria e il contributo che l’università può offrire alla società nel suo insieme».

Da qui l’incontro nazionale delle direttrici e dei direttori dei Dipartimenti di Studi Umanistici, promosso dall’Università di Macerata e che si svolgerà nella sala Sbriccoli della Biblioteca didattica di ateneo, in piazza Oberdan.

L’appuntamento, intitolato “Il futuro delle Humanities nell’università italiana” e organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici di Unimc, riunirà per la prima volta a Macerata le responsabili e i responsabili delle strutture accademiche che in tutta Italia si occupano di lingue, mediazione linguistica, storia, lettere e filosofia. «L’obiettivo – spiega il rettore John McCourt – è aprire un confronto approfondito sul valore, sul ruolo e sulle prospettive delle discipline umanistiche nel sistema universitario e nella società italiana».

Il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Roberto Mancini sottolinea che l’iniziativa nasce da una «progressiva marginalizzazione di questi ambiti, spesso penalizzati nella distribuzione di risorse e spazi a favore di logiche che privilegiano esclusivamente indicatori quantitativi, tecnicizzazione dei processi e modelli aziendalistici. Una deriva che rischia di compromettere non solo la qualità della ricerca e della didattica, ma anche la capacità dell’università di generare cultura critica e coesione sociale».

I lavori si apriranno il 12 marzo alle 15. Obiettivo elaborare, al termine dell’incontro, un testo condiviso che raccolga le istanze per il rinnovamento dell’umanesimo e la valorizzazione delle discipline umanistiche nel sistema universitario. Una sorta di Manifesto da diffondere al Ministero dell’Università e della Ricerca, ai responsabili dei settori Cultura, Università e Scuola delle forze politiche e sindacali, ai giornalisti e agli operatori dell’informazione specializzata.



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