di Luca Patrassi
Sconfortante la visione dei dati legati alla redditività delle farmacie del comune di Macerata. Numeri tragici, quasi leopardiani nel senso delle progressive sorti. Fra circa un mese Apm – la municipalizzata che gestisce le tre farmacie di proprietà del Comune – renderà noto il bilancio 2025 e l’andamento dei vari settori di cui si occupa, dal servizio idrico al trasporto urbano passando appunto per le farmacie.
In attesa del bilancio 2025, è possibile affrontare la questione osservando i bilanci pubblicati sul sito della municipalizzata, dal 2018 al 2024.
Sette lunghi anni di gestione delle tre farmacie che svolgono l’attività in locali di proprietà comunale in corso Cavour, alla Pace e a Piediripa: farmacie storiche che operano in zone densamente popolate ed anche di forte transito.
I numeri, giusto per farsi un’idea: nei sette anni i ricavi sono stati mediamente di quattro milioni e 905mila euro, l’utile netto (tolto il 24% di imposte) è di 18.497 euro l’anno, 1.541 euro mensili. Immaginate quindi di avere un’azienda, e i locali di proprietà, che ha ricavi per cinque milioni l’anno e vi rende netti 18mila euro l’anno.
Più o meno quanto un impiegato dipendente: a un imprenditore privato che dichiara meno di un dipendente per più di un anno si presenterebbero Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza ed anche i sommozzatori per vedere cosa c’è sotto. Qui invece la gestione è pubblica e le farmacie hanno in teoria un ruolo anche sociale. A Macerata, per la verità, queste misure sociali non è che si vedano molto: di sicuro non si sono viste ai tempi del Covid quando, per limitarsi ad un solo esempio, i privati hanno attivato (non per beneficenza) i test antigenici e Apm lo ha fatto solo alla fine della pandemia e dopo una infinita serie di proteste.
Ecco i dati. Nel 2018 i ricavi netti sono stati di quattro milioni e 917mila euro, il margine operativo netto (l’Ebit) di 70mila e 212 euro per tutte e tre le farmacie. All’Ebit va tolto il 24% di imposte. Nell’ultimo anno i cui risultati sono pubblicati, il 2024, i ricavi sono stati 4 milioni e 904mila euro e il margine operativo netto di 97mila e 624 euro, sempre per le tre farmacie e sempre con il 24% di imposte da togliere. Tra il 2018 e il 2024 i ricavi sono oscillati da un minimo di quattro milioni e 798mila euro (2021) a un massimo di cinque milioni e 33mila euro (2022). Il margine operativo netto oscilla tra i circa 2.280 euro nel 2021 e i 162mila del 2019 con la perla di una chiusura in passivo nel 2020 quando la gestione si è chiusa con un meno 41mila e 656 euro. Infine un ulteriore dato di riflessione: l’utile netto delle farmacie Apm è di poco superiore all’1% dei ricavi.
Ultima annotazione per i politici in ansia da presentazione elettorale: le farmacie comunali registrano dati economici dolenti da decenni, da sempre. Diversi decenni fa un consigliere comunale di centrosinistra (Pietro Marcolini) analizzò il dato economico delle farmacie, ne consigliò la vendita per impostare altre tipologie di investimenti realmente sociali. Come è andata a finire? La proposta non fu nemmeno presa in considerazione e da decenni gli amministratori di turno si arrampicano sugli specchi per giustificare dati economici sconfortanti per un’attività che dovrebbe avere ben altri numeri.
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