
La presentazione di stamattina
di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)
Obiettivo superare le 16mila presenze della scorsa edizione. E i numeri in crescendo nel 2026 indicano che questo traguardo è alla portata della sesta edizione di Sferisterio Scuola, presentato stamattina alla Gran Sala Piero Cesanelli.

Da sinistra: Katiuscia Cassetta, assessora comunale alla cultura: Giuseppe Rivetti, vicepresidente del Mof; Lucia Chiatti, sovrintendente del Mof; Sandro Parcaroli, sindaco di Macerata e presidente del Mof; Marco Vinco, direttore del Mof
Le iscrizioni sono ancora in corso ed al momento, limitato alle sole scuole primarie e secondarie di primo grado, sono 11.600 le adesioni, mentre restano aperte per la fascia dell’infanzia ed i nidi e le iscrizioni delle scuole superiori. Anche con soli questi primi numeri le iscrizioni hanno superato l’ultima edizione. Sferisterio Scuola è il progetto educativo con cui il Macerata Opera Festival apre le porte dello Sferisterio alla comunità scolastica, accompagnando bambini, ragazzi, docenti e famiglie alla scoperta dell’opera e della musica come esperienza condivisa. I due percorsi di Sferisterio Scuola, dedicati rispettivamente alle scuole dell’infanzia e alle primarie e secondarie di primo grado, sono pensati per accompagnare bambini e ragazzi all’incontro con l’opera attraverso strumenti e linguaggi adeguati alle diverse età. Sferisterio Scuola presenta un denso calendario di appuntamenti da marzo fino alle soglie del Mof per unire, nel nome dell’opera lirica e della sua diffusione, bambini, ragazzi, scuole fino all’Università, insegnanti e famiglie, per un percorso collettivo di avvicinamento all’opera e alle grandi produzioni di luglio e agosto, ma anche di crescita personale e sociale in una irresistibile commistione di scientificità dei contenuti e giocosità della forma.

Chiatti e Parcaroli
L’iniziativa realizzata dal Mof in collaborazione con l’Assessorato alla cultura e all’istruzione del Comune di Macerata si aprirà il 24 marzo al teatro Lauro Rossi con “Incontra l’Opera” dedicato alle scuole secondarie di secondo grado e studenti dell’Università degli Studi di Macerata, un incontro-spettacolo con il maestro Fabio Sartorelli musicologo e docente del Conservatorio di Milano e dell’Accademia Teatro alla Scala. Dal 21 al 27 maggio sempre al Lauro Rossi “C’era una volta… Pinocchio” per le scuole dell’infanzia in collaborazione con la Scuola civica di musica Scodanibbio mentre dal 5 al 10 giugno allo Sferisterio ecco “Rigoletto. Il mistero del teatro” per le scuole primarie e secondarie di primo grado. «Questo progetto formativo ogni anno apre le porte dello Sferisterio alla comunità scolastica maceratese e regionale – ha affermato il sindaco e presidente Mof, Sandro Parcaroli – Sferisterio Scuola non è solo un cartellone di spettacoli ma un percorso di scoperta, un invito a vivere l’opera e la musica come esperienza condivisa. I numeri dello scorso anno raccontano la valenza di questa iniziativa, un risultato straordinario che ci incoraggia a continuare e migliorarci ogni anno. Il programma pensato anche quest’anno è mirato a tutte le scuole e tutte le età coinvolte con le rappresentazioni del “Rigoletto” e di “Pinocchio”».

Altro appuntamento irrinunciabile sarà quello delle Anteprime Giovani Under 30 dei giorni 14, 15 e 16 luglio, che quest’anno tornano a caratterizzarsi con una divertente call colori per rendere il pubblico sempre più protagonista degli spettacoli: i ragazzi saranno invitati a indossare almeno un dettaglio del colore guida delle locandine, azzurro per “Nabucco”, verde per “Il barbiere di Siviglia” e rosso per “Il trovatore”, così da rendere lo Sferisterio un colpo d’occhio indimenticabile. Sempre per le Anteprime Giovani Under 30 arriva anche una novità pensata per agevolare gli spostamenti e ridurre costi e traffico: quest’anno un adulto potrà partecipare acquistando un biglietto da 40 euro, a condizione che accompagni quattro Under18 e che l’acquisto dei cinque biglietti avvenga contestualmente in un’unica soluzione.

Cassetta e Rivetti
Dal canto suo Giuseppe Rivetti, vicepresidente del Macerata Opera Festival ha ribadito come «questa sia un’iniziativa che si apre ai giovanissimi e che ci proietta verso il futuro, verso quelle nuove generazioni che sarà il nuovo pubblico della lirica» mentre Lucia Chiatti, sovrintendente del Mof ha ricordato come «sin dall’anno scorso sono rimasta profondamente colpita dall’importanza del progetto Sferisterio Scuola e dalle dimensioni enormi che esso ha acquisito negli anni grazie all’impegno di tutti e alla sensibilità di questo territorio». Marco Vinco, direttore artistico Mof, ha detto come «lo Sferisterio e Macerata hanno un compito importantissimo, unico a livello nazionale. Non esiste in Italia un altro spazio in cui vengono rappresentate opere per bambini e giovani, uno spazio così grande, così bello e significativo come l’Arena che fa innamorare della lirica le nuove generazioni».

Chi ha sempre creduto fortemente e si è spesa in questo progetto è l’assessora alla cultura Katiuscia Cassetta. «Sono davvero emozionata perché questa è la sesta edizione di Sferisterio Scuola –ha detto Cassetta – ogni anno ci impegniamo a scoprire nuove strade per integrare la proposta formativa con iniziative che favoriscano una partecipazione sempre più attiva e ampia di tutta la comunità. Sento il dovere di offrire a tutti la possibilità di conoscere e riconoscere la bellezza e l’importanza del patrimonio operistico che in esso racchiude la storia e l’identità della nostra nazione. Dai più piccoli del nido e dell’infanzia fino ad arrivare ai ragazzi delle superiori e dell’università. E’ un progetto a tutto tondo che guarda all’educazione, a creare una comunità che diventa consapevole del valore storico che rappresenta l’opera per Macerata. Abbiamo la fortuna di avere dei luoghi unici come lo Sferisterio e il teatro Lauro Rossi, nati come spazi per condividere momenti di spettacolo, che rinnovano ogni anno, anche attraverso queste iniziative, la loro funzione ideale. Abbiamo avuto il plauso della valenza culturale di questa iniziativa dal ministro Valditara, che quest’anno abbiamo invitato a venire a Macerata, ed abbiamo scritto anche al Presidente della Repubblica Mattarella affinché ci venga riconosciuta la medaglia d’oro a suggello dell’alto valore culturale di un progetto destinato alle nuove generazioni».

La biglietteria per le Anteprime Giovani Under 30 è già aperta online e presso la biglietteria dei teatri di Macerata, con biglietto unico a 12 euro per tutti gli Under 30 e con il voucher accompagnatore a 40 euro per gli Over 30 che accompagneranno 4 ragazzi compresi tra i 14 e 18 anni. L’appuntamento con Incontra l’Opera del 24 marzo alle 21 al teatro Lauro Rossi è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a partire dalle ore 10 di lunedì 16 marzo su EventBrite.

Marco Vinco
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Se Sferisterio Nido c’è già ora mancano solo Sferisterio Battesimo, Sferisterio Parto, Sferisterio Feto, Sferisterio Embrione e Sferisterio Fecondazione.
Massimo Giorgi…e Sferisterio ospizio
Quello ospizio spero di no, non vorrei che in vecchiaia toccasse qualche sferisteriata obbligatoria anche a me.
Ho voluto immaginare un futuro distopico in cui il culto della lirica è diventato obbligatorio, pura fantasia.
Io invece mi riferivo all’età oramai avanzata di alcuni dei relatori
L’essere non è una cosa là fuori che sta ferma come una pietra
né un’idea che ti fluttua nella testa come un palloncino di elio.
No! L’essere si fa parola,
si spacca, si apre, si getta fuori come acqua da una crepa nella roccia
e quella crepa è il poeta.Hölderlin non scrive poesie per dire cose belle,
non fa rime per farti commuovere la zia la domenica.
Lui ascolta
ascolta l’essere che balbetta
e poi lo ripete a voce più alta,
come un bambino che ha appena scoperto che la parola “luce” fa venire la luce nella stanza quando la dici.Heidegger arriva e dice:
«Aspetta… aspetta un secondo…
questo non è un ornamento, non è zucchero sulla torta della metafisica.
Questo è il fondamento!
La poesia non decora l’essere,
la poesia lo istituisce, lo pianta come un palo nel terreno vuoto
e da lì tutto il resto può cominciare a stare in piedi.
Il cartellone di Grok:
Richard Strauss – Der Rosenkavalier (1911)
L’apice assoluto della raffinatezza novecentesca: valzer viennesi stilizzati, conversazione musicale di una eleganza suprema, ironia sofisticata, orchestrazione di velluto. Un’opera che profuma di polvere d’oro e crema pasticcera.
Wolfgang Amadeus Mozart – Così fan tutte (1790)
Perfezione formale, eleganza disarmante, ironia tagliente mascherata da grazia. È la più “cinica” e insieme la più aristocratica delle opere mozartiane.
Claude Debussy – Pelléas et Mélisande (1902)
Raffinatezza estrema: orchestra che sussurra, armonie fluttuanti, assenza quasi totale di “numeri chiusi”. È l’opera lirica che più si avvicina alla poesia simbolista pura.
Wolfgang Amadeus Mozart – Le nozze di Figaro (1786)
Forse l’opera più perfetta in assoluto dal punto di vista della costruzione drammatico-musicale. Il flusso di ensemble è di una eleganza e di una fluidità intellettuale insuperate.
Richard Wagner – Tristan und Isolde (1865)
Raffinatezza armonica e cromatismo estremo portati alle estreme conseguenze. Il preludio e il Liebestod sono tra le pagine più “preziose” e ipnotiche di tutta la storia della musica.
Gioachino Rossini – Il barbiere di Siviglia (1816)
Quando Rossini è in forma crea un’eleganza cristallina, ritmica e spiritosa. L’ouverture e i concertati sono gioielli di precisione meccanica e grazia.
Giuseppe Verdi – Falstaff (1893)
L’ultima opera di Verdi è anche la sua più raffinata: commedia lirica sofisticatissima, orchestrazione trasparente, dialoghi musicali velocissimi e arguti. Un miracolo di tarda età.
Pyotr Ilyich Tchaikovsky – Eugene Onegin (1879)
Eleganza slava malinconica, lirismo da camera, scene di ballo di rara finezza. La lettera di Tat’jana e la polacca sono momenti di suprema distinzione.
Christoph Willibald Gluck – Orfeo ed Euridice (1762)
La riforma gluckiana in versione più pura: nobiltà classica, linee melodiche levigate, rifiuto dell’ornamento superfluo. Raffinatezza neoclassica ante litteram.
Francis Poulenc – Dialogues des Carmélites (1957)
Eleganza francese del Novecento, spiritualità austera, dialoghi musicali di una limpidezza quasi monastica. Una delle opere più “distinte” del secolo scorso.
Menzioni onorevolissime (che potevano entrare tranquillamente) Alban Berg – Wozzeck / Lulu
Maurice Ravel – L’heure espagnole
Leoš Janáček – La volpe astuta
Benjamin Britten – The Turn of the Screw
Richard Strauss – Capriccio
Mozart – Don Giovanni (però ha momenti più “popolari” rispetto a Così)