
Maurizio Del Gobbo
di Luca Patrassi
La questione dell’asta per il mattatoio di Villa Potenza, a Macerata, resta all’ordine del giorno del dibattito cittadino. Ad occuparsene oggi è il consigliere del gruppo misto, ex Pd, Maurizio Del Gobbo: «Nel consiglio comunale di lunedì e martedì scorsi – osserva preliminarmente Del Gobbo – la discussione sulle due proposte di deliberazione relative alla questione del mattatoio (variazione di bilancio e commissione di indagine) si è incentrata su interventi di natura prevalentemente tecnico-legale poco comprensibili dai più fatta eccezione per gli addetti ai lavori. Alla discussione è sfuggita purtroppo la sostanza politica della vicenda che potrebbe invece presentare dei risvolti assolutamente positivi. Fatte queste premesse l’emendamento presentato dalla maggioranza alla delibera sulla commissione di indagine sul mattatoio, che di fatto estende la valutazione della gestione sin dalla nascita del Cemaco (1992), consentirà di mettere in luce la gestione di quegli anni caratterizzata da una situazione finanziaria in progressivo deterioramento».
Del Gobbo entra nel dettaglio: «Cito infatti i 750mila euro ricevuti dalla Commissione Europea nel 2003 utilizzati solo per far fronte ai debiti, il ricorso a cospicui finanziamenti bancari sempre per far fronte alla situazione debitoria, i diversi piani di risanamento deliberati dalle amministrazioni comunali dell’epoca, l’incomprensibile rifiuto dell’allora consiglio di amministrazione del Cemaco rispetto all’offerta di 800mila euro del Cozoma che voleva acquistare la struttura di mattazione. Dati questi che emergeranno sicuramente dall’analisi delle delibere comunali».
La conclusione: «Quindi alla luce di questo triste panorama, che fortunatamente appartiene al passato, l’iniziativa della Amministrazione comunale di acquistare il mattatoio alla prossima asta non può che essere valutata positivamente in quanto apre un’orizzonte di speranza per ripristinare e valorizzare l’attività di mattazione che, al pari del Centro Agroalimentare, costituisce un cardine fondamentale per il nostro territorio a vocazione agricola».
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