Permessi di soggiorno bluff, 5 truffe:
in fumo quasi 20mila euro.
Raggiro orchestrato da un 34enne

MACERATA - Tra gli indagati anche marito e moglie di Macerata che si sarebbero occupati di reperire le abitazioni per le vittime della frode. Inchiesta della Squadra mobile. Tutto partiva da Instagram. Una coppia di peruviani aiutata dal Comune col fondo morosità incolpevole

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Anna Moffa, capo della Squadra mobile

di Gianluca Ginella

Sono cinque le truffe che sarebbero state orchestrate (sei le vittime) a cittadini peruviani e argentini con il miraggio di ottenere un permesso di soggiorno in Italia. Nel complesso avrebbero versato all’incirca 18mila euro. Il raggiro, scoperto nel corso di una indagine della polizia, sarebbe nato su Instagram, su di una pagina che prometteva di poter ottenere il permesso di soggiorno in Italia.

Quattro gli indagati, a vario titolo, per truffa e violazione del testo unico sull’immigrazione.

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L’avvocato Ivan Gori

Al centro della truffa un argentino di 34 anni domiciliato a Macerata. Sarebbe stato lui il promotore del presunto raggiro, avrebbe reperito le richieste provenienti da cittadini sudamericani che necessitavano di documentare la sussistenza dei requisiti per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno e avrebbe offerto loro un alloggio in affitto. Inoltre avrebbe spesso riscosso in prima persona, sostengono gli inquirenti, i canoni di locazione.

La ex moglie dell’uomo, una 29enne argentina, pure avrebbe reperito le richieste dei cittadini extracomunitari e si sarebbe spesso occupata di riscuotere i compensi. Oltre alla coppia argentina sono indagati marito e moglie, lui maceratese, 47 anni, lei 39enne, residente a Macerata.

La coppia si sarebbe occupata, su incarico del 34enne, di reperire le case da affittare ai truffati e spesso avrebbero riscosso canoni d’affitto e pagamento di utenze.

avvocato alessandro marcolini

L’avvocato Alessandro Marcolini

A svolgere le indagini la Squadra mobile di Macerata. Tutto è cominciato dalla denuncia, nel novembre del 2024, di una coppia di peruviani, lui amministratore aziendale, lei odontotecnica, che volevano lasciare il loro Paese per venire in Italia con la figlia piccola. Hanno creduto a quanto veniva promesso sulla pagina Instagram, e sono arrivati in Italia. In tutto hanno pagato 5mila euro, questo quanto poi denunciato alla polizia.

Nel frattempo la coppia di peruviani si è trovata in difficoltà per reperire il lavoro e non è riuscita più a pagare l’affitto della casa che avevano trovato a Macerata, grazie al 34enne. La coppia è stata aiutata dal Comune grazie al fondo morosità incolpevole, a far fronte al pagamento degli affitti. Marito e moglie in questa vicenda sono assistiti dall’avvocato Ivan Gori.

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L’avvocato Marco Poloni

Intanto le indagini della Squadra mobile, diretta dal commissario capo Anna Moffa, sono continuate, coordinate dal pm Francesco Carusi.

Nel corso delle indagini sono emerse anche, all’Ufficio immigrazione della questura, delle richieste di visto ritenute sospette perché apparivano tutte uguali. Altre persone poi si sono presentate a sporgere denuncia. In tutto sono 5 gli episodi di truffa contestati. Gli inquirenti non escludono che possano essere di più.

Secondo le indagini una volta agganciata su Instagram la persona interessata a venire in Italia veniva chiesta una caparra. Dietro il compenso pattuito veniva trovata una sistemazione in una casa in affitto e poi veniva promesso che sarebbe stato seguito l’iter per ottenere la documentazione per stare in Italia. I truffati venivano inoltre accompagnati in vari uffici, per rendere più credibile la truffa, secondo gli inquirenti. Ad accompagnarli sarebbe stato il 34enne. Stando alle indagini i truffati avrebbero pagato somme tra 1.900 e 5mila euro.

Intanto la procura ha chiuso le indagini e ora i legali degli indagati, gli avvocati Alessandro Marcolini (per la coppia di italiani) e l’avvocato Marco Poloni, avranno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere che i loro assistiti vengano interrogati.

Bluff sui permessi di soggiorno, truffa orchestrata su Instagram. Denunciate quattro persone



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