Un tavolo di confronto con Coldiretti, Comuni, associazioni di categoria e agricole e realtà economiche e sociali del territorio. L’idea la lancia direttamente il sindaco Sandro Parcaroli per dare un futuro al mattatoio di Villa Potenza, all’indomani del voto in Consiglio comunale che ha dato l’ok bipartisan all’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla vicenda.
«Sono pronto ad aprire un dialogo vero, trasparente e inclusivo, non riservato soltanto alle amministrazioni di Treia, Appignano, Caldarola, Montecassiano, Montefano, Montelupone e Porto Recanati che, subito dopo l’asta di gennaio, mi avevano richiesto un incontro urgente, ma aperto a tutto il comprensorio e a ogni soggetto interessato – dice Parcaroli – perché il destino del mattatoio non riguarda un singolo Comune: riguarda un intero sistema produttivo, centinaia di famiglie, allevatori, trasportatori, lavoratori e imprese dell’indotto».
In Provincia, dai dati che lo stesso Parcaroli mette sul tavolo, ci sono 16mila bovini e 726 allevamenti. «Si tratta di un numero significativo, che dimostra quanto sia strategico mantenere sul territorio una struttura funzionante ed efficiente – prosegue il sindaco – senza un mattatoio operativo, gli allevatori sarebbero costretti a spostarsi fuori provincia, con un aumento dei costi, delle difficoltà logistiche e un impatto negativo sulla competitività delle nostre aziende. Il mio obiettivo è chiaro: costruire insieme una soluzione sostenibile, concreta e duratura. Serve responsabilità istituzionale, serve una visione condivisa e serve la volontà di superare divisioni e polemiche. Mettiamo al centro il lavoro, la filiera agroalimentare e la tutela del nostro tessuto economico. Io ci sono, con spirito di collaborazione e con la determinazione di chi sa che difendere il mattatoio di Villa Potenza significa difendere una parte importante dell’economia e dell’identità del nostro territorio».
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