
Angelo Sciapichetti, segretario provinciale del Pd
«Un vero delitto perfetto a danno di molte comunità locali di cui ancora non si è compresa fino in fondo la sua rilevanza». Non usa mezze misure il segretario provinciale del Pd Angelo Sciapichetti per definire la nuova classificazione dei Comuni montani, diventata legge lo scorso 20 febbraio e che nel Maceratese esclude Cingoli, Treia, Sant’Angelo in Pontano, Colmurano, Belforte e Loro Piceno.
«Cosa ancora più grave è che a pugnalare alle spalle alcuni dei nostri comuni montani sono state le Regioni Marche e Calabria, che in Conferenza Stato regioni hanno presentato la proposta per stabilire i nuovi criteri per essere dichiarati montani, proposta fatta propria poi dal Ministro degli affari regionali e della montagna Calderoli – dice Sciapichetti – come se ciò non bastasse, oltre al danno si è aggiunta pure la beffa perché questa volta la destra non potendo dire che la colpa è chi c’era prima, si è esibita in una serie di dichiarazioni tra le quali quella più stupefacente è stata quella del presidente del Consiglio regionale, rappresentante di Forza Italia, che ha addirittura esultato accogliendo con grande soddisfazione ed enfasi la modifica. Una vergogna, uno schiaffo senza precedenti che in altri tempi avrebbe provocato la rivolta politica e sociale dei comuni esclusi. Un provvedimento che entra nella carne viva delle loro famiglie perché mette a rischio incentivi fiscali per le piccole imprese artigiane e commerciali, perché comporta l’esclusione dall’esenzione dall’Imu sui terreni montani, perché ci saranno minori contributi per scuole, trasporti, strade, per i servizi sanitari, perché le giovani coppie perderanno l’accesso a bandi e incentivi pensati esclusivamente per le zone svantaggiate di montagna».
Secondo Sciapichetti, la situazione più paradossale è quella di Cingoli. «Un comune che si trova escluso con i suoi 631metri sul livello del mare del suo capoluogo perché la media di quel comune è di 337, mentre il criterio di esclusione stabilito è quello di altitudine media pari o superiore ai 350 metri – afferma il segretario dem – la perdita di status di comune montano, si ripercuoterà anche sul ridimensionamento e sulla sopravvivenza del presidio ospedaliero: consiglio a Saltamartini e agli amministratori di Cingoli di andare a fare un buon carico di neve sugli appennini da scaricare, questa volta sì, davanti alla regione. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se un provvedimento così importante e vessatorio per cittadini ed imprese fosse stato adottato dal centrosinistra. Il Pd dice no e non si rassegna e visto che la tanto sbandierata filiera istituzionale ha dimostrato di non esistere, sul punto fa appello all’unità delle forze economiche e sociali per una mobilitazione generale, ritiene al tempo stesso necessario un immediato ricorso al Tar come già avviato dai comuni esclusi del Pesarese e sul piano politico, si adopererà in sede parlamentare con tutti i propri rappresentanti, unitamente alle regioni governate dal centrosinistra Emilia Romagna, Toscana, Unbria e Sardegna che hanno già votato contro il provvedimento in conferenza Stato Regioni, affinchè si arrivi ad una revisione immediata della norma e si metta fine ad una vuota retorica che allontana sempre di più i cittadini dalla politica, secondo la quale con una mano si mettono risorse per la valorizzazione delle aree interne e con l’altra si impoveriscono le stesse creando le condizioni per spogliarle di quei provvedimenti che combattono lo spopolamento delle zone montane».
Sciapichetti chiude poi con una stilettata al presidente della Regione Francesco Acquaroli. «E’ impegnato in una campagna acquisti di transfughi del centrosinistra pagata a suon di incarichi pubblici da dare ai voltaggabbana, mentre come al solito, nel merito balbetta e non ha il coraggio di alzare la testa per intervenire concretamente – finisce l’esponente Pd – i partiti di centrodestra se va bene fanno finta di niente o peggio ancora, in alcuni casi esultano e i suoi assessori si sono resi protagonisti e responsabili di una proposta offensiva per tanti comuni che i cittadini dei comuni montani pagheranno a caro prezzo sulla loro pelle».
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