
I rappresentanti del Terzo polo
«L’ennesimo cortocircuito della politica». L’affondo lo firma la coalizione composta da Azione, Partito Liberaldemocratico, Mre e Base Popolare sulla vicenda del mattatoio di Villa Potenza, tornata ieri sui banchi del Consiglio comunale di Macerata ma discussa a porte chiuse.
«Il sindaco Sandro Parcaroli chiede ed ottiene dal Consiglio comunale il via libera alla partecipazione all’asta di aggiudicazione per un importo di 375mila euro – ricostruisce la vicenda il “Terzo polo” in una nota – all’ultimo decide di non partecipare perché le casse comunali non permettevano l’esborso di tale somma. L’asta viene aggiudicata ad un privato poi annullata e ora si chiede all’amministrazione comunale di partecipare nuovamente, ma con un importo superiore alla precedente asta. Se un amministratore di condominio si comportasse così non esiteremmo a sbarazzarcene».
Tempo fa, ricordano i quattro partiti, «il consigliere Del Gobbo del gruppo misto aveva ben ricostruito la storia recente del mattatoio. Una parabola discendente che ha portato al fallimento della società. Da struttura di macellazione provinciale a spreco di denaro pubblico. Tante sono le domande da porre al sindaco e a tutti gli attori politici, di destra e di sinistra, che hanno governato negli ultimi anni: qual è il vero stato del bilancio comunale? Cosa intende fare il Comune acquisendo la struttura? Svolgerà attività di impresa gestendo direttamente il mattatoio? Affiderà in gestione a privati l’azienda con gara pubblica? Si sono calcolati gli investimenti necessari? Qual è la posizione delle organizzazioni del settore? Per troppo tempo il pubblico ha gestito direttamente o indirettamente aziende in settori concorrenziali, con pessimi risultati e spreco di risorse pubbliche. Per noi è giunto il tempo che il privato si occupi di economia e il pubblico di assumere il ruolo di arbitro e controllore. Se si sceglie il contrario sarebbe doveroso informare i cittadini dei costi cui siamo destinati ad andare incontro».
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