
Giorgio Meschini
di Luca Patrassi
Una avvertenza per la lettura, l’articolo vuole solo dare conto del fatto che, probabilmente per la prima volta nella storia moderna del Comune di Macerata, un ex sindaco (con altri componenti della sua famiglia) ha citato in giudizio l’ente per un intervento deliberato e fatto ai tempi della sua amministrazione (la delibera ovviamente non fu votata dal primo cittadino).
Oggetto del contendere l’intervento di valorizzazione del complesso storico di Ficana avviato nel settembre 2004 con un paio di milioni di euro di fondi europei per la gran parte (1,5 milioni) e comunali per il tramite dell’accensione di un mutuo.
Si tratta di interventi di restauro e di risanamento conservativo delle case in terra in funzione del valore di testimonianza storica del complesso: il Comune attiva una particolare procedura, nel senso che coinvolge i privati proprietari delle abitazioni e stipula con loro una convenzione con la quale il Comune si fa carico delle spese di recupero del complesso immobiliare in cambio della essa a disposizione gratuita degli immobili per un decennio, una volta ultimato l’intervento.
Il Comune attiva le procedure, assegna gli incarichi professionali del caso, si avvale anche della consulenza scientifica del Dipartimento di Architettura della Università Politecnica delle Marche che sulle case di terra era il soggetto promotore di una ricerca su scala nazionale. Viene approvato un progetto che accorpa le singole unità edilizie in quattro comparti. Il 10 giugno del 2005 viene adottato il piano di recupero di Villa Ficana, vengono eseguiti i lavori a cura della Crucianelli Rest/Edile che ha vinto il relativo appalto e arriva il collaudo nel giugno 2006. Nel contratto di comodato d’uso il Comune si impegna ad utilizzare il complesso immobiliare di Ficana per attività di ricerca universitaria, come alloggio temporaneo per studenti. Poi, in realtà, gli studenti universitari non sono mai andati perchè sommessamente l’allora dirigente della Regione fece notare che le case proposte non rispondevano ai requisiti di abitabilità richiesti per gli studentati. Ma questa è un’altra storia.
Nel dicembre 2017, al governo c’era ancora una amministrazione di centrosinistra con alla guida Romano Carancini, arriva al Comune una comunicazione con la quale la famiglia Meschini – tra i componenti l’ex sindaco Giorgio – proprietaria di due alloggi, rende noto che “dopo aver preso visione degli alloggi” ha constatato alcune difformità nello stato di fatto e rinuncia al ritiro delle chiavi riservandosi ulteriori iniziative. La riserva non si scioglie subito, ma qualche anno dopo e parte la citazione in giudizio dei proprietari di quei due immobili che chiedono al Comune – nel frattempo guidato da una maggioranza di centrodestra con sindaco Sandro Parcaroli – danni anche esistenziali ed indennizzi vari per complessivi 85mila euro.
Secondo i ricorrenti il recupero degli immobili di Villa Ficana è stato peggiorativo dello stato dei due immobili di proprietà della famiglia Meschini, il Comune ha dato un incarico legale all’avvocato Pierpaolo Persichini per seguire la causa e intanto c’è stata la corposa e documentata relazione del consulente tecnico d’ufficio che ha ripercorso la vicenda ricordando appunto le fasi salienti della questione, come erano le case di terra, come sono ora, gli interventi fatti, il valore di allora e quello stimato di oggi, nella fattispecie dei due alloggi della famiglia Meschini il valore complessivo sarebbe raddoppiato.
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