di Luca Patrassi
Una questione di primarie negate, questo il motivo dello strappo con il centrosinistra e con una parte degli iniziali componenti di Officina delle Idee secondo Marco Sigona, primario di Dermatologia all’ospedale di Macerata, che si appresta a correre alle prossime elezioni comunali da candidato sindaco con una lista autonoma.
Da dove vuole iniziare?
«Dai ringraziamenti. Innanzitutto ringrazio il movimento Officina delle Idee, e tutti coloro che facendone parte hanno proseguito fino ad oggi un percorso al suo interno, per la fiducia riposta nella mia persona, ed ho accettato, dopo averci riflettuto, non lo nascondo davvero a lungo, la proposta della mia candidatura sin dalla partecipazione ai lavori del tavolo di centrosinistra nel rispetto di un lavoro iniziato oltre un anno e mezzo fa e portato avanti con tanto impegno attraverso incontri partecipati, confronti e discussioni, talvolta anche aspre, ma sempre e solo nell’interesse della città».
Come ha maturato la decisione della candidatura?
«Vorrei partire dalla conclusione di un editoriale dello scorso novembre di Matteo Zallocco su Cronache in cui scriveva “… è ora che i maceratesi decidano che città vogliono essere, se un ricordo di come era o un capoluogo che punta a tornare vivo e ad avere peso”. Proprio per capire che città vogliono essere i maceratesi, con Officina delle Idee abbiamo voluto invertire il paradigma del “facciamo noi il programma e lo presentiamo alla città” con “la città fa il suo programma e ci si impegna a fare quello che abbiamo pensato insieme”. Un’idea innovativa che per prendere forma ha implicato giornate in cui ci siamo messi all’ascolto delle associazioni culturali, delle associazioni socio-ricreative, dei comitati cittadini, associazioni dell’assistenza, del volontariato, associazioni sportive e ambientali, alcune organizzazioni sindacali, Confartigianato Imprese Macerata, tutti incontri da cui è emerso che Macerata ha una comunità ricca, competente, generosa. Macerata ha tanta voglia di partecipare, di proporre, di costruire».

Marco Sigona quando lanciò “Macerata rinnova” alle amministrative del 2020
Bene, poi cosa è accaduto?
«Abbiamo raccolto davvero molte idee e suggerimenti, elaborato un interessante programma innovativo e sostenibile, e abbiamo partecipato al tavolo programmatico e politico del centro sinistra ma sempre con il preciso obiettivo di dare la matita in mano ai cittadini per permettere loro di esprimersi in modo democratico e trasparente e decidere quale potesse essere, tra quelli che si erano resi disponibili in quel tavolo , il loro candidato ideale. Così purtroppo non é stato e ce ne rammarichiamo poiché non comprendiamo le ragioni di una simile chiusura. Non è stato condiviso, anzi è stato negato anche dai nostri alleati, un punto per noi fondamentale ed irrinunciabile che rappresentava il naturale risultato di un cammino fatto con la città e che la città ci chiedeva in quella modalità. Una parte di Officina delle Idee ha deciso quindi di strutturarsi da movimento in una lista civica e proseguire un suo progetto con quei soggetti che si riconoscono più in un’area civica moderata e riformista e vogliono dare un loro contributo a questa tornata elettorale con un’idea di programma partecipato a sostegno di un proprio candidato».
Chi è Marco Sigona?
«Provengo da questa società civile grazie ad una crescita formativa che è passata attraverso un’educazione familiare impartita secondo principi moderni e spirito critico. Seppur anagraficamente romano vivo dall’età di tre mesi a Macerata e per anni, da ragazzo, ho frequentato l’associazionismo nello scoutismo , nello sport, nel volontariato, ho intrapreso studi scientifici fino alla laurea in medicina. Mio padre, persona di cui ancora oggi a distanza di 36 anni dalla sua morte improvvisa ricevo in città parole di grande stima, mi avrebbe visto ingegnere ma al momento della scelta universitaria mi sono fatto guidare da quello che sentivo dentro, l’impulso di mettermi a disposizione attraverso una professione che mi avesse permesso di dedicare il mio impegno a chi ne avesse avuto davvero bisogno. Non si fa di mestiere il medico, si è medico nella vita, in ogni espressione quotidiana, in ogni piccolo o grande gesto ed in ogni pensiero. Appassionato di musica, suono sin da ragazzo il basso elettrico in una band approfittando di questa opportunità di divertimento per fare servizio e iniziative di solidarietà. Da sempre innamorato e frequentatore dello Sferisterio, dal ruolo di comparsa a medico di sala, ho pubblicato nel 2014 un ricco volume fotografico che ho donato alla città e dedicato a tutti quei ragazzi maceratesi, oggi un po’ più grandi, che da comparse avevano avuto l’opportunità ed il piacere di calcare le tavole di quel prestigioso palcoscenico. Da anni direttore sanitario della Croce Verde di Macerata e recentemente insignito della carica di socio onorario, ho contribuito ad istruire e formare tantissimi giovani mossi da spirito di attivismo e di volontariato rivolto al sociale. Ho fatto della mia professione anche un’opportunità per stare affianco ai fragili , ho ideato e contribuito ad instituire in tutta la nostra provincia ambulatori medico infermieristici dedicati alla cura di tutti quei malati affetti da lesioni difficili spesso relegati in situazioni emotivamente impattanti».

L’approccio alla politica militante?
«Politicamente provengo da un’idea di civismo e testimonianza, ne è l’esperienza portata avanti con successo con la lista Macerata Rinnova che nelle scorse amministrative con il 3.8% , seppur nella minoranza, è stata la lista civica più votata di quella coalizione eleggendo un consigliere comunale. Con quella esperienza, come lista civica, abbiamo provato a portare un nostro contributo all’attuale amministrazione cittadina con le nostre proposte, ma è noto che quando si è all’opposizione purtroppo anche le buone idee restano tali e non trovano accoglimento. Con Officina delle Idee cercheremo di trasmettere il nostro slancio ed entusiasmo per fare di Macerata “quel capoluogo che torni vivo e ad avere peso” e rilanciarla per il posizionamento che merita, una città con una governance più coordinata, partecipata e trasparente e capace di rispettare in egual modo tutte le sue componenti, dai più giovani agli anziani, integrare il lavoro, la sua economia , la sua potenzialità di cultura e la qualità di vita. A prescindere dai tanti programmi elettorali , che in questo periodo leggeremo e spesso risulteranno sovrapponibili , vogliamo dimostrare di avere la capacità di affrontare, per risolverle, le problematiche per come si presenteranno giorno per giorno, consapevoli delle grandi difficoltà che sicuramente ci saranno ma anche delle soddisfazioni per esserci riusciti».
Capacità di risolvere i problemi, però vi presentate da soli dopo la rottura del tavolo di centrosinistra.
«Siamo assolutamente aperti a ragionare con chiunque sia interessato al dialogo ed inclusivi con coloro che condividono questa modalità di far politica, che auspichiamo possa essere valorizzata da tutti quei cittadini stanchi di sterili polemiche e diatribe e che non andando a votare non si sentono più rappresentati da troppo tempo dai tradizionali schieramenti».
Proseguono le trattative con il terzo polo (Azione, Partito Liberaldemocratico, Repubblicani europei, Base popolare, Civici Marche)?
«Al momento siamo in solitaria, il terzo polo sta portando avanti un suo percorso, potremmo in futuro dialogare, a mio avviso ci sono margini d’ascolto con tutte le forze moderate e centriste».
Lei è il direttore della Dermatologia della Ast di Macerata, come pensa di conciliare la politica con il suo lavoro?
«Questo è stato uno dei primi quesiti che mi sono posto. Innanzi tutto adesso giochiamo questa competizione elettorale in piena serenità, poi, in caso di un risultato affermativo, so di poter contare, per quanto riguarda la mia professione medica, su una validissima squadra di collaboratori che ho cresciuto e che hanno tutte le capacità di portare avanti nel migliore dei modi un percorso solidamente avviato anche senza l’obbligo della mia presenza fisica quotidiana. La mia esperienza professionale sarà ovviamente sempre a disposizione di tutti. Conosco e ho visto molte realtà in cui colleghi medici hanno ricoperto cariche politiche ed amministrative importanti con un ottimo impegno perché, come dico spesso, chi sceglie questa professione sente forte lo spirito di servizio e nella vita resta comunque medico in tutte le situazioni che si troverà ad affrontare quotidianamente».

Marco Sigona col camice da medico
Sono già in campo altri due candidati, Gianluca Tittarelli per il centrosinistra e Giordano Ripa con una civica. Come li valuta?
«Macerata è un piccola realtà cittadina per cui conosco davvero molto bene entrambi, ho un ottimo rapporto con loro e ne apprezzo sinceramente qualità e professionalità: ciò renderà ancora più stimolante ed interessante la sfida ed il confronto perché , sono sicuro, avverrà nel rispetto di un dialogo corretto e di alto spessore su contenuti e proposte per questa città a cui tutti noi teniamo».
Il giudizio sull’amministrazione Parcaroli?
«Sparare sull’amministrazione è troppo semplice, ha avuto un avvio difficile con il Covid ma poi ha avuto fondi enormi a disposizione e lascia tanti cantieri aperti. Toccherà a noi portare a termine le opere e innovare».
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