L’Appennino Foto Festival torna nel 2026 con una nuova edizione che segna un passo ulteriore nel percorso iniziato nel 2019 dall’associazione Ph3. Dopo sei edizioni che hanno contribuito a valorizzare il territorio attraverso la fotografia naturalistica, il festival cresce ancora: coinvolgerà sei Comuni – Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona e Tolentino – ampliando la rete e rafforzando il legame tra cultura e territorio. Uno sviluppo che trova riscontro nella sua presentazione ufficiale avvenuta questa mattina fuori dai confini regionali, nella Galleria Still di Milano, proprio dove la fotografia è al centro dell’obiettivo, con una introduzione di Denis Curti, punto di riferimento nazionale nel settore.
Il tema scelto per il 2026 è “Rigenerare. Dove il cammino cura”. Una parola che per queste comunità ha un significato concreto: «Rigenerare significa ricostruire, custodire la memoria, trasformare le ferite in possibilità – ha detto il direttore artistico Stefano Ciocchetti durante la conferenza di presentazione -. Il cammino diventa metafora e pratica di cura, in sintonia con gli 800 anni dalla morte di San Francesco e con la rinascita dell’ex monastero di Belforte del Chienti, destinato a diventare Scuola di Fotografia Naturalistica».
Il colore simbolo sarà il verde. Il 2026 sarà scandito da tre momenti principali: l’apertura, il 2 aprile, con la mostra antologica del collettivo Photonica3 al Forte Malatesta di Ascoli Piceno, aperta per tutto il mese, dal titolo “Nel segno della luce” (realizzata con il patrocinio della Regione Marche, della Struttura Commissariale e del Comune di Ascoli Piceno, oltre che con il contributo di Next Appennino e del partner privato NextLab).
Le summer weeks tra fine giugno (26-29) e inizio luglio (3-5), cuore del festival, con incontri, laboratori e premiazioni dei concorsi internazionali Asferico e Ibc Photo Award. E infine la sessione autunnale con nuovi ospiti, mostre e approfondimenti legati al concorso Impressum. «Un evento – hanno spiegato la curatrice Arianna Iommi e l’assessore alla cultura di Tolentino, Fabio Tiberi – che è nato e cresciuto a Tolentino e che ha unito le forze con Aff per crescere ancora, mantenendo il sostegno dell’amministrazione che ha deciso di fare squadra con il territorio dei Cinque Comuni».
Tra i fotografi coinvolti figurano già Emiliano Cribari (autore del manifesto 2026 del festival, intervenuto questa mattina in conferenza stampa), Alessandro Bergamini (è sua la fotografia utilizzata come copertina dell’edizione) e Cinzia Canneri. Il team organizzativo è inoltre al lavoro per altri ospiti internazionali, tra cui il super ospite che verrà svelato tra qualche settimana. «La mostra “Nel segno della luce” – come ha spiegato il presidente di Ph3, Marco Gratani – raccoglie sedici anni di ricerca condivisa e rappresenta una sintesi matura dello sguardo del collettivo, nato e cresciuto nel dialogo costante con il paesaggio appenninico, in particolare con i Monti Sibillini».
L’Appennino Foto Festival si propone così non solo come evento, ma come piattaforma culturale che, partendo dall’Appennino, costruisce una agorà aperta al mondo della fotografia e della riflessione contemporanea sul paesaggio. Tema affrontato dai rappresentanti istituzionali intervenuti in conferenza. «All’interno delle foto di Photonica 3 e del lavoro del festival – le parole della Sottosegretario alla presidenza della giunta della Regione Marche, Silvia Luconi – c’è un nuovo modello culturale e di turismo. C’è la volontà, che è la stessa della Regione e della Struttura commissariale che si occupa della ricostruzione post sisma, di far passare un messaggio: tornare a vivere questi luoghi, perché ci sono più validi motivi per farlo, e restare perché non c’è alcun motivo al mondo per andarsene. Riempiamo – il suo invito – i luoghi ricostruiti con la bellezza, l’arte, la passione e il lavoro. Presentare Aff nel tempio della fotografia ci fa capire dove il festival vuole arrivare: ha gambe e cuore per correre veloce e noi, come istituzioni, faremo di tutto per favorire questo cammino».
Le ha fatto eco il senatore Guido Castelli, Commissario alla ricostruzione, parlando del progetto finanziato nell’ambito della Misura B2.2 di Next Appennino che porterà alla nascita della Scuola di fotografia a Belforte del Chienti, insieme ad hub e laboratori negli altri quatto Comuni: «Un progetto che ammonta a poco più di tre milioni – ha detto – che, nello spirito della misura di finanziamento, ci permette di far vivere una struttura pubblica attraverso una eccellenza del territorio e che altrimenti sarebbe stata molto più difficile da gestire senza il sostegno di partner privati».
Fotografia e cultura per ri-abitare i borghi, dunque, come ha sottolineato il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti: «Il nostro territorio – ha detto – sembra povero per chi lo abita, ma attraverso l’obiettivo di chi lo fotografa con passione è un luogo che si apre alle nuove forme dell’abitare. Come ente sosteniamo il festival sin dalla sua nascita, oggi il bambino è diventato un gigante e racconta le aree interne come luoghi di equilibrio per una dimensione di vita più lenta e sostenibile. I suoi eventi rappresentano sicuramente un caso unico di turismo vero: basti pensare alle premiazioni di Asferico che portano nel territorio fotografi da tutto il mondo. Questo significa che dalla passione è stato creato un valore economico».
La chiosa affidata agli amministratori locali (presenti i sindaci dei Cinque Comuni: Alessio Vita, Giuseppe Fabbroni, Massimiliano Micucci, Giuseppina Feliciotti e Silvia Pinzi, e l’assessore alla cultura di Tolentino, Fabio Tiberi. «Appennino Foto Festival – ha detto Vita in rappresentanza dei suoi colleghi – è stato il motore per dar vita al progetto della Scuola di fotografia citato da Castelli. Il nostro territorio diventerà un polo culturale importante. L’obiettivo è creare una attività che possa sostenersi entro i prossimi cinque anni, permettendo anche a professionisti e appassionati di trasferirsi nel nostro territorio per una realtà di formazione unica in Italia. È questo il nostro sogno e credo che il lavoro fatto in questi anni e che continueremo, anche insieme al partner privato NextLab, saprà dare i suoi frutti».
Cari psudopolitici, non vi lamentate se poi vi arrivano maledizioni e insulti.
Dopo si lamentano che la gente intasa il 118
Sabato non c'è stata a Treia per tutto il giorno, mi hanno detto che avrei dovuto recarmi a Macerata. È come una coperta troppo corta,copre da una parte e scopre dall'altra. Del pronto soccorso meglio non parlare.
Facciamo proprio schifo è una vera vergogna
Come dicono che siamo una regione virtuosa, però li hanno rivotati perciò non lamentatevi.
Sempre meglio,mi dispiace solo che le conseguenze del voto,anzi del rivoto, non siano selettive
Vergogna! Capita anche a Civitanova purtroppo.
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