
Foto d’archivio
«Non spacciavo droga ma eravamo lì per consumarla insieme». E’ quanto ha raccontato al gip Aaron Eremeuno, 29 anni, nigeriano, arrestato venerdì pomeriggio nel blitz della Squadra mobile in un’abitazione di Macerata con un via vai sospetto. Dentro i poliziotti hanno scoperto 50 grammi tra cocaina, metanfetamine e hashish. Insieme al 29enne è finito agli arresti domiciliari anche Niki Padalino, 46 anni, maceratese. Oggi per entrambi si è svolta la convalida dell’arresto al tribunale di Macerata davanti al gip Daniela Bellesi.
«Non ero lì per spacciare ma stavamo consumando droga insieme. Le sostanze erano per uso personale» è quanto ha detto il 29enne al giudice durante l’udienza. Il gip, dopo aver convalidato gli arresti, ha confermato il carcere per il giovane e disposto la custodia cautelare in carcere anche per il 46enne.
I poliziotti, venerdì scorso, sono entrati in azione a seguito di alcune segnalazioni su un’abitazione dove è stato notato un sospetto via vai. Così è scattata la perquisizione. Lì gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato oltre 50 grammi tra cocaina, metanfetamine e hashish, tutti suddivisi in involucri termosaldati. I poliziotti hanno anche trovato circa 2.300 euro in banconote di vario taglio, materiale per il confezionamento, una carta di debito e una patente.
I due sono stati accompagnati in questura e, sentito il pm di turno Rosanna Buccini, sono stati arrestati.
«Prendiamo il tempo necessario per valutare gli atti e predisporre la linea difensiva – ha detto l’avvocato del 29enne, Raffaele Napolitano -. Quello che ha detto il mio assistito è coerente e credibile». A difendere il 46enne il legale Ilaria Soricetti.
(A. Lu.)
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