Femminicidio di Gentiana, la perizia:
«La capacità d’intendere dell’ex marito
era compromessa al momento del fatto»

TOLENTINO - Depositato l'accertamento disposto dal Gip. Nikkollaq Hudhra, 56 anni, per lo psichiatra Luciano Secchiaroli è in grado di stare a processo ed è socialmente pericoloso. L'esame si è svolto in incidente probatorio. Udienza il 2 marzo

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Nikkolaq Hudhra al tribunale di Macerata

di Alessandro Luzi

Omicidio di Gentiana Kopili, depositata la perizia: «Capacità di intendere e di volere dell’ex marito Nikkollaq Hudhra grandemente scemata al momento del fatto».

Nikollaq Hudhra

Nikkollaq Hudhra

E’ quanto emerge dalla perizia psichiatrica sul 56enne albanese accusato di omicidio volontario.

In base a questo accertamento l’uomo avrebbe un disturbo psichiatrico e la patologia ha inciso in modo importante sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto. L’uomo, secondo la perizia, è socialmente pericoloso e in grado di stare a processo.

L’esame è stato disposto dal gip Daniela Bellesi del tribunale di Macerata in incidente probatorio. Il giudice ha affidato la perizia allo psichiatra Luciano Secchiaroli, libero professionista di Ancona.

All’esame ha partecipato anche il consulente della difesa, il professor Gabriele Borsetti, nominato dagli avvocati Michelangelo Strammiello e Sendi Simicija. I due legali sono subentrati all’avvocato Lucia Testarmata.

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Il medico Luciano Secchiaroli

La famiglia, assistita dall’avvocato Guglielmo De Luca, ha deciso di non partecipare all’esame tramite un proprio consulente.

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Gentiana Kopili

Da quanto emerge, Hudhra ha una patologia psichica già presente il 14 giugno scorso, quando uccise l’ex moglie, 45 anni, con 17 coltellate. In base alla perizia Hudhra è in grado di seguire il processo. Dalla perizia è però emerso che la capacità di intendere e volere dell’uomo al momento del fatto era grandemente scemata. Sempre da quanto emerge dalla perizia, il 56enne è socialmente pericoloso ed è stato indicato di trasferirlo dal carcere di Ferrara, dove si trova attualmente, in una Rems con un trattamento farmacologico.

La perizia è stata disposta dal gip in incidente probatorio per valutare la capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento del fatto, per comprendere se ci sia la pericolosità sociale, e la sua capacità a partecipare al processo. Il 4 febbraio c’era stata un’udienza al tribunale di Macerata che è stata rinviata al 2 marzo perchè la perizia non era stata ancora depositata.

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L’avvocato Lucia Testarmata

Il precedente avvocato di Hudhra, Lucia Testarmata tiene a sottolineare: «Ritengo di aver compiuto ogni attività difensiva utile e necessaria alla tutela dell’assistito, ma quando la linea di difesa scelta non concordava con la volontà del cliente ho ritenuto giusto che il nostro percorso professionale si interrompesse e lo stesso si munisse di nuovo avvocato».

Hudhra aveva ucciso l’ex moglie Gentiana a Tolentino, in viale Benadduci, la sera del 14 giugno scorso. L’uomo ha colpito la 45enne con 17 coltellate dopo averla inseguita in strada.

L’aveva colpita alla schiena e dopo averla uccisa si è seduto su una panchina in attesa dell’arrivo dei carabinieri che lo hanno arrestato.

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L’avvocato Guglielmo De Luca

Il 55enne ha confessato l’omicidio e nel corso dell’udienza di convalida aveva detto: «Era la terza volta che volevo farlo, l’ho raggiunta con il monopattino perché lei conosce la mia auto. Lo dovevo fare, volevo rendere liberi i miei figli».
L’uomo, bracciante agricolo, lavorava a Passignano sul Trasimeno e quel 14 giugno era partito da lì per raggiungere Tolentino. In auto aveva un set di coltelli che aveva comprato tempo prima.

Uno di questi, con lama di 18 centimetri, l’ha avvolto in una busta e se lo è infilato in una salopette che usava per lavorare. Questo per evitare che qualcuno vedesse il coltello.

Poi ha preso il monopattino che aveva in auto e ha raggiunto viale Benadduci: sapeva che Gentiana passava per quella strada per andare al lavoro. E lì ha ucciso la donna. A coordinare le indagini il pm Enrico Riccioni.

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