
Incontro sulla Zes al Politeama
Favorire nuovi investimenti, aumentare la competitività e rendere più semplice e rapido l’avvio delle attività economiche: sono questi gli obiettivi della Zona Economica Speciale (Zes), protagonista dell’evento di presentazione che si è svolto oggi a Tolentino, al Politeama Franco Moschini.
All’incontro hanno partecipato il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Zes Giacomo Bugaro e il sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, seguiti dall’introduzione del sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Silvia Luconi. Presenti tra gli altri il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli, l’onorevole Elena Leonardi, l’europarlamentare Carlo Ciccioli, i consiglieri regionali Renzo Marinelli, Pierpaolo Borroni, Mirella Battistoni, Milena Sebastiani.

Francesco Acquaroli, presidente della Regione
«La Zes – ha spiegato Acquaroli – rappresenta una grandissima opportunità: una misura fondamentale per il territorio, ma anche parte di una strategia nazionale fortemente voluta dal governo Meloni per l’Italia. Si tratta di uno strumento decisivo di rilancio, crescita e attrazione degli investimenti, ma soprattutto di una leva concreta di semplificazione burocratica per le imprese marchigiane, indispensabile per restare al passo con i tempi e rafforzare competitività e capacità di sviluppo in una fase geopolitica complessa e imprevedibile. In questo contesto è essenziale che le nostre eccellenze manifatturiere possano continuare a produrre sul territorio e a esportare dal territorio verso i mercati di tutto il mondo. Stiamo lavorando con l’Unione Europea per estendere il credito d’imposta, all’intera regione. È un obiettivo che perseguiamo fin dall’inizio e che continueremo a sostenere nelle sedi istituzionali competenti».
«Dal 20 novembre al 2 dicembre sono state presentate 159 domande, che hanno attivato investimenti per 69,8 milioni di euro e un recupero d’imposta pari a 18,6 milioni – ha detto Bugaro – . Dati molto incoraggianti che confermano come la Zes Unica sia una misura concreta ed efficace per sostenere la crescita dell’economia marchigiana. La Regione sta inoltre predisponendo una proposta di aggiornamento della Carta degli aiuti, che sarà sottoposta alla Commissione europea in occasione di un prossimo incontro con la vicepresidente Teresa Ribera».
Secondo il sottosegretario di Stato al Mef Lucia Albano: «L’estensione della Zes è una grande opportunità per le Marche, come dimostrano i risultati già raggiunti nel Mezzogiorno in termini di investimenti, crescita economica e occupazione».
La sottosegretaria Silvia Luconi in apertura ha sottolineato: «La Zes è una leva strategica per competitività, investimenti e occupazione. In un’area che ha subito tre crisi sovrapposte: sismica, demografica e climatica. Le agevolazioni fiscali, le semplificazioni amministrative e gli incentivi agli investimenti non sono un privilegio, ma una necessità. Il sisma ha prodotto oltre 20mila pratiche di ricostruzione nelle Marche, con la provincia di Macerata che concentra più del 63% degli interventi, e con Tolentino e Camerino è ai primi posti. La scelta di organizzare questo convegno in questa città è anche per ricordare quanto sia cruciale questa fase, per Tolentino, che conta 1.065 decreti di ricostruzione approvati, per oltre 800 milioni di euro di contributi, ma anche per tutto l’entroterra ed in generale per il maceratese. Ma alla ricostruzione edilizia deve accompagnarsi quella economica».
Conta più 10 grandi che 1000 piccoli imprenditori. Contenti loro che ci mettono la faccia.
Un buon punto di partenza. Peccato che alla vera forza economica della regione, cioè gli agricoltori, le piccole e medie imprese o agli artigiani non arriverà un euro. Quindi ai soggetti economici, che sono veramente in difficoltà, solo "aria fritta".
· Fabio Montemarani ma quanto sei polemico ... bisogna pur ridare qualcosa a chi ha investito o meglio finanziato le compagne elettorali Che gli frega a questi, de dù contadì e qualche artigianu...
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Oggi ho partecipato a questo evento fortemente voluto da Silvia Luconi che lo ha organizzato in grande stile con lo straordinario supporto delle nostre istituzioni sia regionali che centrali. Di seguito mi permetto di condividere quanto ho percepito dai moltissimi interventi succedutisi, per relazionarvi sulla
ZES Unica Marche: un’occasione concreta per crescere (se sappiamo coglierla)
Al Politeama Franco Moschini, si è parlato di futuro. Un futuro fatto di imprese, lavoro, giovani e territori che non vogliono più rassegnarsi allo spopolamento.
L’incontro dedicato alla ZES Unica ha mostrato numeri e prospettive importanti anche per le Tolentino e per l’intera regione: in meno di due settimane, 159 domande presentate, 70 milioni di investimenti e quasi 19 milioni di euro di credito d’imposta attivato. Un segnale chiaro: lo strumento funziona.
Cos’è la ZES Unica (in breve)?
È una leva straordinaria per rendere le Marche più attrattive:
• meno burocrazia (autorizzazioni certe in 60 giorni),
• incentivi alle assunzioni,
• credito d’imposta per investimenti produttivi in aree definite dalla “carta degli aiuti”, comprese quelle del cratere sismico.
La vera rivoluzione non è solo fiscale, ma amministrativa: procedure snelle, tempi certi, superamento di blocchi che per anni hanno frenato le imprese.
Un’opportunità anche per i territori colpiti dal sisma
La ZES non è assistenzialismo, ma un acceleratore: serve a cambiare la narrazione delle aree interne, da “fragili” a convenienti per investire. La ricostruzione sta già generando migliaia di nuovi posti di lavoro, ma senza competenze adeguate il rischio è di non riuscire a reggere la crescita.
Il nodo vero: lavoro, giovani e competenze
È emerso con forza il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Imprese che cercano personale e non lo trovano. Da qui la necessità di:
• rafforzare la formazione professionalizzante,
• coinvolgere giovani, NEET e donne,
• costruire una vera alleanza tra scuole, enti locali e imprese.
Senza capitale umano formato, nessun incentivo regge nel lungo periodo.
PMI e agricoltura: luci e ombre
Il limite minimo di 200.000 € per accedere al credito d’imposta ZES esclude molte micro e piccole imprese. Per loro restano altri strumenti regionali e nuovi fondi in arrivo, ma il tema resta aperto.
Preoccupante anche il quadro dell’agricoltura, definita “un cratere aperto”: tanta innovazione possibile, ma ancora troppa burocrazia e poca attrattività per i giovani.
Una visione più ampia
ZES, infrastrutture, aeroporto, porti, interporto di Jesi, Mediterraneo che torna centrale, Adriatico come hub strategico. Le Marche possono giocare una partita importante, se sapranno fare sistema e comunicare meglio le proprie potenzialità.
In sintesi: la ZES Unica è una grande occasione.
Non risolve tutto da sola, ma può essere il motore di una nuova fase di sviluppo.
A una condizione: accompagnarla con formazione, infrastrutture, visione e – come è stato detto – una vera evoluzione mentale speciale.
Se sapremo coglierla…
Mi permetto una riflessione. Alle scorse regionali, tra le ragioni (diverse) della larga vittoria del cdx si può annoverare l’inserimento (in campagna elettorale, coup de theatre!) di gran parte della Regione Marche (comunque non si capisce perchè Porto Recanati no e Porto Potenza Picena si, pur confinanti) nella ZES.
Ovvio che molti hanno votato in modo interessato e non per approccio valoriale.
Acquisita la vittoria e iniziato il tempo delle responsabilità, ascoltiamo con grande stupore dai vincitori, che il “sistema” ZES potrà funzionare soltanto con una “vera evoluzione mentale speciale” (riporto testualmente quanto asserito da chi ha partecipato al convegno organizzato dalla Luconi).
Ne prendo atto però come a dire metaforicamente, “carissimi vi abbiamo dato il giocattolo e mò sono uccellini per diabetici vostri…”.
Anche la ZES dobbiamo quindi annoverarla tra le cose che F-U-N-Z-I-O-N-E-R-A-N-N-O?
I due cardini del programma di Acquaroli per il 2025-2030, sono la ZES e i giovani.
Il govenatore punta male poichè la ZES senza la compartecipazione attiva del privato non funziona; il concetto dei soldi pubblici a pioggia tanto cari all’imprenditore, soprattutto dell’ascolano a tutta ZES, orfano della Cassa del Mezzogiorno, non esiste più.
Oggi chi può, tende a vivere di rendita finanziaria e non di attività produttiva.
Poi i giovani… sempre meno (assistiamo alle prime folate gelide dell’inverno demografico in arrivo) e i pochi che vorranno tornare nelle Marche dopo aver “assaporato” il mondo là fuori, lontano dall’orizzonte delle tanto decantate dolci colline marchigiane, preferiranno comunque abitare sulla costa che intristirsi in mezzo ai monti.
Come ad esempio a Porto Recanati, ridente località turistica della Riviera del Conero, ma ahimè fuori dalla ZES…
Speriamo che non sia il solito tanto rumore (propagandistico) per nulla.