
I sindacati nella scorsa conferenza stampa
«Sabato scorso a Macerata c’erano solo due autobus attivi. Potrebbe ripetersi», così Giovanni Guglielmo della Fit Cisl. Da qui i sindacati sono balzati dalla sedia: «Comune e Apm hanno pensato di continuare a ridurre il servizio pomeridiano feriale, ad uno festivo, riducendo di fatto le linee e rimanendo a casa, in ferie d’ufficio, diversi autisti». Nel mirino di Filt Cgil, Fit Cisl e Faisa Cisal la riduzione delle linee per il primo sabato dopo le festività.
Sabato con la maggioranza degli autobus fermi ai box e gli autisti a casa. E’ quanto successo lo scorso fine settimana nel nostro capoluogo. Ad approfondire la situazione a Cronache Maceratesi, Giovanni Guglielmo: «Sabato le linee rimaste attive con orario festivo, a partire dalle 13,30, sono state la 6, la 7, la 9 e la 10. Gli autisti sono arrabbiati. Se l’azienda non provvede con nuove assunzioni la situazioni potrebbe ripetersi». Per Guglielmo le criticità «derivano da questioni legate al bilancio del trasporto pubblico».
Già le segreterie provinciali dei sindacali si erano già fatte sentire nella conferenza stampa del 18 dicembre dove avevano parlato di «tagli alle corse, pochi autisti e messi sempre più vecchi». I sindacati chiedevano a Comune e Apm di convocare un incontro dopo le feste per affrontare le varie criticità.
«Nonostante la conferenza stampa dove venivano evidenziate le forti criticità, chiedevamo chiarimenti agli attori principali (Comune e azienda) – proseguono i sindacati – tutt’altra risposta di chiarimento c’è stata. Anzi, nel primo sabato dopo le festività, Comune e Apm hanno pensato di continuare a ridurre il servizio pomeridiano feriale, convertendolo ad uno festivo. Il tutto senza comunicazione preventiva alla Rsu aziendale, alla cittadinanza che si è ritrovata “appiedata” da un momento all’altro».
E concludono: «Rimaniamo fermi sull’idea che il servizio pubblico locale, in quanto servizio di sociale utilità, è un diritto della cittadinanza, non un costo da comprimere, ma soprattutto non devono essere gli autisti e la popolazione a pagarne le spese».
«Taglio di corse, pochi autisti e bus sempre più vecchi. Così Apm mette a rischio il servizio»
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Se le linee attive sono 4 i bus sono almeno 4.