
L’equipe guidata da Michele Riccio, primario della Chirurgia ricostruttiva e chirurgia della mano
Un’operazione multidisciplinare molto delicata quella portata a termine lo scorso 6 gennaio all’ospedale di Torrette. Il paziente era il 14enne di Macerata che, nella notte dell’Epifania, era rimasto gravemente ferito da un petardo esplosogli in mano, riportando lesioni molto importanti al volto, al collo, al tronco e agli arti superiori.
Buona parte dell’intervento eseguito dalla Clinica di chirurgia plastica è stata dedicata alla gestione dei complessi danni a carico dei tessuti muscolari, nervosi e vascolari del volto interessati dallo scoppio grazie a particolari sistemi di ingrandimento che hanno permesso di recuperare e rimettere in funzione le diverse parti distrutte dallo scoppio. In particolare, particolarmente lungo e complesso il recupero dei tessuti a fronte di numerosi frammenti di polvere esplosiva e materiali vari che avevano colpito il volto. Altro danno al tronco, e soprattutto al volto ed al collo, è stato causato dalla ustione legata allo scoppio che ha costretto l’equipe ad un attento recupero dei tessuti danneggiati dalle alte temperature sviluppatesi, grazie a macchinari molto avanzati che sono presenti all’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche, e le profonde ferite riportate, in particolare alla guancia e allo zigomo sinistri. Questo per evitare possibili infezioni e future tracce evidenti sul viso. I chirurghi hanno dovuto lavorare a lungo poi per ricostruire tutta la parte funzionale, dai tessuti nervosi alla parte muscolare. Altra complessa ricostruzione è stata quella portata a termine dalla Chirurgia ricostruttiva e chirurgia della mano che ha dovuto procedere a ricostituire i tessuti ossei e quelli molli di entrambe le mani ed avambraccio con la complessa procedura di recupero in particolare di tutte le componenti ossee letteralmente esplose. Nonostante ciò l’abilità e la competenza dell’equipe guidata da Michele Riccio ha permesso una corretta osteosintesi di metacarpi esplosi e il recupero della cute e dei tessuti muscolari delle mani.

Alessandro Scalise, medico della della Clinica di chirurgia plastica e ricostruttiva
«Ora il 14enne si trova ricoverato a Torrette dove resterà il tempo necessario per il decorso post-operatorio – fa sapere l’ospedale – le dimissioni, tuttavia, potrebbero avvenire forse già entro questa settimana e presto il giovane potrà riacquistare le sue funzioni compromesse dal grave trauma».
L’intervento ricostruttivo a cui è stato sottoposto il giovane ha visto coinvolte una serie di unità operative che hanno collaborato assieme mettendo in campo una vera equipe, a partire dalla Clinica di chirurgia plastica e ricostruttiva, diretta dal Giovanni Di Benedetto, e dai colleghi della Chirurgia ricostruttiva e chirurgia della mano diretta da Michele Riccio. In sala hanno operato Alessandro Scalise, Alberto Pau, Xhoni Gorreja e Rebecca Mariani della Clinica di chirurgia plastica e ricostruttiva, Francesco Di Francesco e Pasquale Gravina in servizio all’Unità operativa complessa di Chirurgia ricostruttiva e chirurgia della mano coadiuvati da Caterina Spurio Venarucci della divisione di Anestesia e rianimazione dei trapianti e chirurgia maggiore diretta da Elisabetta Cerutti.
Esplode un petardo, 14enne finisce in ospedale: ferite al volto e alle mani
Complimenti bravissimi
Immensamente grati a voi tutti
Ragazzi, fate attenzione, divertitevi diversamente. Sono una nonna di 3 ragazzi di 14, 15 e 16 anni e non faccio altro che raccomandarmi alla prudenza. Troppe disgrazie!
Conosco l'equipe, veramente un'eccellenza, ricostruita la mano di mio figlio dopo grave trauma della strada, tutta la gestione è stata eccellente. Comunque da sempre sono contraria all'uso dei botti, non sono soldi spesi bene. Auguri di pronta guarigione.
Coplimenti
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Per detenere petardi occorre avere il porto d’armi.
Complimenti allo staff medico che ha riparato i danni a questo giovanotto sperando sia rimasto per lui solo un brutto ricordo