
Mauro Falcucci
di Monia Orazi
A Castelsantagelo, quasi dieci anni dopo il terremoto del 2016, in un paese di 205 residenti, la ricostruzione è ancora al palo secondo la minoranza e il consiglio comunale si trasforma in una battaglia politica. Tre documenti, oltre dieci pagine di accuse e controaccuse sul tema che segna il futuro del comune: quando e come si ricostruirà. La minoranza: «Promesse tradite, Comune scomparso dai tavoli».
La bocciatura del bilancio 2026-2028 da parte di Impegno civico è netta. «A oltre nove anni dagli eventi sismici, un Comune completamente devastato non ha ancora visto avviati gli interventi fondamentali di mitigazione del rischio idrogeologico e di consolidamento dei versanti», denunciano Mauro Falcucci, Ovidio Valentini e Angela Ceccarelli. «Cantieri inesistenti, opere non avviate, progetti bloccati, procedure rinviate sine die. Non si tratta di fatalità, ma del risultato di scelte politiche sbagliate e di una guida amministrativa inadeguata. Alla popolazione erano state fatte promesse precise: una ricostruzione rapida, un cambio di passo. Quelle promesse, puramente strumentali alla campagna elettorale, sono oggi completamente naufragate».
Manca tutto, secondo la minoranza: strategia per la sicurezza del territorio, azione verso gli enti sovraordinati, cronoprogramma certo, visione per il ripopolamento. «Il rischio non è più solo lo spopolamento, ma la definitiva cancellazione di Castelsantangelo sul Nera». L’accusa più pesante riguarda la gestione interna: «Gravissima è la situazione della macchina comunale. L’assenza di indirizzi chiari e la gestione approssimativa del personale hanno determinato una progressiva fuga di dipendenti verso altre sedi, privando il Comune di competenze, continuità e memoria amministrativa. È il sintomo di un’amministrazione che non è in grado di governare nemmeno la propria struttura interna, figuriamoci la ricostruzione post-sisma».
La minoranza cita anche errori che sarebbero presenti nel documento unico di programmazione: progetti già archiviati ma indicati come futuri, come la pista ciclabile «La porta della Sibilla», «da tempo archiviato e che non verrà mai realizzato». «Chi ha redatto e approvato il documento non lo ha neppure letto», accusano. Nella controreplica, Impegno civico mette sul tavolo i numeri: «Attivati oltre 120 milioni di euro di interventi pubblici. Pari a 571mila euro per residente». E l’accusa: «Oggi il Comune è assente dai tavoli decisionali intercomunali, regionali e nazionali: di fatto non pervenuto. Sembra scomparso da ogni contesto istituzionale. In passato sono stati raggiunti risultati inimmaginabili. Oggi manca la capacità di dare continuità e di restituire al Comune il ruolo che si era guadagnato».

Alfredo Riccioni
Il sindaco Alfredo Riccioni ribalta la prospettiva temporale: «Si parla di “nove anni dopo il sisma” come se l’attuale amministrazione avesse governato la ricostruzione per quasi tutto il periodo e la minoranza solo per 19 mesi. È l’esatto contrario. La precedente amministrazione ha gestito circa sette anni e mezzo di ricostruzione, dal sisma fino a giugno 2024. È scorretto attribuire all’attuale amministrazione responsabilità storiche che appartengono in larga parte al passato».
Sui cantieri: «Dire “cantieri inesistenti” senza distinguere tra ciò che è in fase di studio, progettazione, autorizzazione, finanziamento e cantiere significa banalizzare un processo complesso. Noi non abbiamo interesse a fare promesse: abbiamo interesse a far procedere pratiche secondo percorsi verificabili». Per quanto riguarda il Pua, il piano urbanistico attuativo: «Ricordo alla minoranza un fatto oggettivo: il nostro Comune risulta essere l’unico dell’intero cratere ad avere l’intero territorio ricompreso nel Pua e nelle perimetrazioni. Siamo stati più bravi di tutti? Oppure questa condizione è frutto di scelte che oggi non possono essere rimosse?». Secondo Riccioni, Pua e perimetrazioni «hanno introdotto vincoli e complessità che hanno rallentato i percorsi per i cittadini».
Sul rischio idrogeologico: «Questa criticità è stata gestita per circa sette anni e mezzo dalla precedente amministrazione. È paradossale imputare il ritardo a chi amministra da poco più di un anno». Mentre sulla fuga dei dipendenti: «I Comuni piccoli soffrono da anni di carenza di personale. Ridurre una criticità strutturale a uno slogan è ingiusto e una ricostruzione comoda per chi ha governato fino a giugno 2024».
Impegno civico rivendica con orgoglio il Pua: «Castelsantangelo è stato l’unico Comune del cratere a perimetrare l’intero territorio, diventando un riferimento. Il bando europeo aggiudicato al Gruppo Mate, con l’architetto Stefano Boeri, l’ingegner Franco Braga e il geologo Alberto Prestininzi, ha prodotto un risultato scientifico riconosciuto come modello, replicato dal Comune di Arquata del Tronto».
Alla domanda retorica del sindaco: «La risposta è sì, senza esitazioni: non per autocelebrazione, ma per riconoscimenti oggettivi. Che il sindaco ponga una simile domanda è allarmante e conferma una preoccupante insipienza amministrativa, ancor più grave considerando il suo duplice ruolo di sindaco e presidente di consorzi per la ricostruzione». Sul tema Monte Prata, definito dal sindaco «spreco di denaro pubblico»: «Se davvero è uno spreco, rinunciatevi. Dite no alla seggiovia, no al laghetto, no al sottopassaggio. Il sindaco è consapevole che gli impianti scioviari sono l’unica risorsa economica invernale? Siete riusciti a far tagliare dal Parco nazionale oltre 100 metri della nuova seggiovia senza alcuna opposizione, in modo supino». La chiusura è al vetriolo: «Chi ha svolto esclusivamente la professione di amministrativo pubblico difficilmente riuscirà a diventare un vero amministratore pubblico».
Domanda. Da chi dipende??
Incompetenze ..ormai e' chiaro.
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e comme te sbagli…Mancava a Castelsantangelo qualcuno che dicesse ” quelli di prima “
Pua..h!! E la terra ricomincia a tremare sensibilmente forte.