
Il messaletto
di Monia Orazi
Ad un secolo esatto dal misterioso furto del messaletto di Frontale di Apiro, l’architetto Luca Maria Cristini lancia un appello al ministro della cultura Alessandro Giuli per riportare dagli Stati Uniti il prezioso manufatto.
Era una sera del febbraio 1925 quando un sacerdote di Cupramontana, conosciuto dal parroco locale, chiese ospitalità in canonica.
La mattina seguente, lasciò la casa portando furtivamente con sé il messaletto di San Domenico Loricato, un sacramentario manoscritto dell’undicesimo secolo con copertine in argento sbalzato e avorio scolpito. Denunciato il furto ai carabinieri, il parroco e i suoi successori non ebbero più notizie della reliquia fino a quando lo storico Raoul Paciaroni, ispirato dai racconti di monsignor Quinto Domizi, nel 2011 ricostruì la vicenda del prezioso oggetto esportato tramite la Svizzera e oggi conservato alla Morgan library di New York.
Da anni è in corso un contenzioso per riavere indietro il manufatto, e recentemente la Cassazione ha stabilito che il messaletto deve tornare in Italia.

Luca Maria Cristini
«È facoltà del governo – scrive Cristini – aprire una trattativa per la restituzione definitiva del bene, come avvenuto per altri beni culturali illecitamente trasferiti all’estero. Dopo tanti appelli ai predecessori, oggi, nel centenario esatto del furto, rinnovo la richiesta al ministro della Cultura Alessandro Giuli, nella speranza che possa avere successo dove altri hanno fallito».
Prosegue Cristini: «Questa dolorosa ricorrenza secolare merita uno sforzo in più. Per questo motivo, il Circo del Grillo di San Severino, che dal 2000 organizza la manifestazione Salva l’Arte dedicata al patrimonio storico-artistico delle nostre terre, insieme al comune di Apiro e alla parrocchia di Sant’Anna, sta preparando una petizione per sollecitare il governo a compiere quest’ultimo necessario sforzo. Riuscirà la piccola parrocchia di Frontale a prevalere sulla Pierpont Morgan Library di New York, con la sua sede milionaria su Madison Avenue progettata da Renzo Piano? Noi ci proviamo». La storia del messale ritrovato grazie ai carabinieri è rocambolesca: si tratta di un codice pergamenaceo di 128 fogli con copertina in argento sbalzato e inserti in avorio scolpito, risalente a prima dell’anno Mille molto venerato dai fedeli.
Il parroco di Frontale, don Nazareno Binanti presentò denuncia e i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona hanno svolto indagini che hanno permesso alla procura di Macerata di avviare il procedimento per confiscare il bene. Nel marzo 2020, la Cassazione ha emesso una sentenza definitiva a favore della confisca.
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Che meraviglia la copertina!
Complimenti a tutti quelli che hanno fin qui lavorato per l’individuazione del bene. Ora che chi di dovere faccia il suo. Speriamo nel rientro in Italia
Occorre una rogatoria internazionale?
Musk dacché responsabile del D.O.G.E. , per non incrinare i rapporti con la presidente della Garbatella, lo rimanderà subito indietro su un volo di stato.
Complimenti all’arch. Luca Maria Cristini ed al Circolo del Grillo di San Severino Marche che periodicamente ricordano a tutti noi questa problematica, ma sopratutto l’amore per i beni artistici.
Confidiamo nell’interessamento del Ministro Giuli su tutta l’infosfera globale.