Frontale con l’auto dei carabinieri
dopo una fuga di dieci chilometri,
arrestato un 39enne

PORTO RECANATI - L'uomo è stato notato dai militari mentre era al volante, sapevano aveva la patente revocata e doveva trovarsi ai domiciliari. Dopo un inseguimento c'è stato l'incidente e l'uomo è finito in manette per resistenza ed evasione. Il giudice oggi ha convalidato l'arresto

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carabinieri-archivio-arkiv-notteEsce dai domiciliari e con la patente revoca si mette alla guida di un’auto, i carabinieri lo vedono, gli segnalano di fermarsi e alla fine, dopo un inseguimento durato circa 10 chilometri l’uomo a un frontale con l’auto dei militari: arrestato un 39enne di Recanati. I fatti sono avvenuti tra Osimo (dove vive l’uomo) e Porto Recanati, dove si è concluso l’inseguimento, a Scossicci, nel parcheggio di un market. Ieri pomeriggio l’uomo, che si trovava agli arresti domiciliari, ha lasciato la casa e si è messo alla guida dell’auto. Mentre percorreva la statale Adriatica ha incrociato una pattuglia dei carabinieri.

I militari a bordo lo hanno riconosciuto e hanno deciso di fermarlo per controllare visto che sapeva era sottoposto ai domiciliari e aveva la patente revocata. Gli hanno fatto segno con i lampeggianti. L’uomo in un primo momento ha accostato ma poi è ripartito a razzo verso Porto Recanati inseguito dai carabinieri.

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L’avvocato Giorgio Di Tomassi

Tra sorpassi, cambi repentini di direzione e velocità elevata l’uomo è arrivato sino a Porto Recanati e su via Scarfiotti dove ha poi svoltato verso il parcheggio di un supermercato e lì è finito sullo spartitraffico dopo aver perso il controllo dell’auto.

Giunto al parcheggio l’uomo ha fatto inversione a U e ha provato a riprendere via Scarfiotti. È stato allora che ha fatto un frontale con l’auto dei carabinieri. I militari lo hanno arrestato per resistenza ed evasione.

Oggi si è svolta la direttissima al tribunale di Macerata davanti al giudice Andrea Belli, pm Raffaela Zuccarini. Il pm ha chiesto la misura degli arresti domiciliari. L’uomo, difeso dall’avvocato Giorgio Di Tomassi nel corso dell’udienza ha reso spontanee dichiarazioni: ha detto di aver informato la polizia di Osimo con una pec che doveva uscire per una questione di lavoro ed era convinto di avere il permesso. Sull’inseguimento ha detto di essersi fermato in un primo momento, e di essere ripartito e quando gli hanno intimato nuovamente l’alt ha continuato perché si era impaurito.

Il giudice ha convalidato l’arresto del 39enne e non ha applicato misure cautelari, resta comunque ai domiciliari restando in essere la misura a cui era già sottoposto. L’udienza è stata poi rinviata al 29 aprile, il legale del 39enne ha chiesto un termine a difesa. 

(Gian. Gin.)



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