
I soccorsi sul luogo dell’incidente
di Francesca Marsili
Tragico schianto in superstrada, un morto e due feriti. Il terribile incidente lungo la strada statale 77 “della Val di Chienti” è avvenuto intorno alle 14,30, al km 60,400, all’altezza dello svincolo di Caccamo a Serrapetrona in direzione mare.

Nel violentissimo impatto è morto un 50enne, Cristian Pesce. Viaggiava sul sedile posteriore dell’auto, una Renault Mégane, condotta da un 40enne e con loro, lato passeggero, c’era anche un 59enne. Tutti e tre di Ghisalba, in provincia di Bergamo.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale di Camerino, che si è occupata dei rilievi del caso e di stabilire la dinamica dell’accaduto, non risultano coinvolti altri veicoli.

Il conducente della vettura ha perso il controllo del mezzo per cause in corso di accertamento e si è schiantato sulla cuspide allo svincolo. Un impatto tremendo, un pezzo del guardrail è entrato nel lato posteriore della Mégane e il 50enne è stato catapultato fuori dall’abitacolo.

L’auto si è fermata una ventina di metri dopo, sulla rampa all’uscita. Immediati i soccorsi, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo. Il conducente è stato estratto dalle lamiere del mezzo dai vigili del fuoco di Tolentino, dopo essere stato stabilizzato dal personale medico, ed è stato portato in ambulanza al pronto soccorso di Macerata e poi trasferito a Torrette. L’altro passeggero, uscito da solo dal veicolo, è stato subito portato dall’ambulanza all’ospedale di Ancona.

Lo svincolo di Caccamo e la carreggiata a Serrapetrona in direzione Civitanova sono rimasti chiusi per l’intero pomeriggio per permettere gli accertamenti del caso, la pulizia della strada e le operazioni per la rimozione del veicolo. Il traffico è stato deviato sulla viabilità secondaria. Il personale Anas e i vigili del fuoco sono intervenuti per ripristinare la transitabilità. Sul posto anche i carabinieri di Caldarola in ausilio per regolare la viabilità. Al momento sono in fase di completamento le operazioni di rimozione del mezzo incidentato.
(Ultimo aggiornamento alle 19,45)
Il tratto di strada in quel punto curva a sinistra , sembra un curva lieve ma così non è, ti trovi se non fai attenzione in direzione proprio della cuspide del guard rail , se poi vai anche veloce è facile che succeda qualcosa di brutto.........
Innanzitutto speriamo che i feriti guariscano quanto prima,mi dispiace per la persona,deceduta sincere condoglianze alla famiglia .
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In galera chi ha progettato quella curva!!!!
Per noi Marchigiani o per chi percorre abitualmente quel tratto di strada, quella curva è conosciuta e quindi si fa attenzione e si rallenta la velocità, ma per chi la percorre per la prima volta diventa ad altissimo rischio; secondo me a 110Km/h con una macchina media e con l’asfalto umido diventa difficile per tutti passarla liscia. Anche io concordo che chi l’ha progettata ha fatto un pessimo lavoro,consiglio una segnaletica luminosa di pericolo molto visibile e un limite di velocità adeguato; Condoglianze per il povero deceduto,che il Signore gli doni l’Eterna Gloria e che i feriti possano cavarsela.
Si piazzano gli autovelox ogni dove li no?
In quella curva, da sempre, c’è il limite di 80km/h.
Premesso che chi ha progettato il tracciato avrebbe dovuto essere licenziato in tronco, resta il fatto che potrebbe anche invocarsi la responsabilità dell’Ente proprietario della strada. L’oggettiva pericolosità del tratto, unitamente alle ripetute segnalazioni e ai precedenti sinistri (ricordo che anni orsono sul posto decedette anche una giovane collega) avrebbero dovuto imporre a chi di dovere l’apprestamento di idonee cautele. Trattasi a tutti gli effetti di responsabilità omissiva
In effetti un piccolo cartello con l’avviso di rallentare c’è ma è posto sulla carreggiata destra e chi percorre la corsia di sinistra non è detto che riesca a notarlo. In più l’impianto lampeggiante è alimentato da un piccolo pannello solare che non sempre è funzionante.
Comunque sì, chi ha progettato quel tratto di strada statale è chiaramente un criminale incompetente.
Effettivamente è un tratto pericoloso. L’uscita va’ ridisegnata anticipandola sul rettilineo.