La polizia celebra San Michele Arcangelo,
medaglie di commiato ai neo pensionati
MACERATA - Ieri la cerimonia: prima la messa nella chiesa di San Giovanni, poi la consegna delle onorificenze alla Mozzi-Borgetti

La cerimonia alla Mozzi Borgetti
La polizia celebra il suo patrono San Michele Arcangelo. Medaglie di commiato ai poliziotti andati in pensione di recente. La cerimonia si è svolta ieri a Macerata. Prima la celebrazione nel corso della messa domenicale, officiata dal delegato del vescovo don Gianluca Merlini, nella chiesa di San Giovanni di Macerata, come segno di vicinanza ai cittadini maceratesi, alla presenza dei rappresentati dell’Anps (Associazione nazionale polizia di Stato), del questore Gianpaolo Patruno e delle le massime autorità militari e civili, tra cui il prefetto Isabella Fusiello.

La celebrazione nella chiesa di San Giovanni
Presenti alla cerimonia anche il vicepresidente della Regione Filippo Saltamartini, il procuratore Giovanni Narbone, il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, i comandanti provinciali dei carabinieri, della guardia di finanza e dei vigili del fuoco, il comandante della polizia locale di Macerata, i funzionari e il personale della Questura, del Commissariato di Civitanova Marche e delle sezioni polizia stradale e polizia postale, nonché i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Al termine della messa, alla biblioteca “Mozzi Borgetti”, con una cerimonia che ha suscitato grande emozione in tutti i presenti, sono state consegnate le medaglie di commiato conferite dal capo della polizia ai poliziotti che per raggiunti limiti di età sono andati in pensione nell’ultimo periodo. Durante il suo saluto, il questore ha ribadito e ricordato a tutti che «il senso di appartenenza, di prossimità ai cittadini, di collaborazione con le altre ostituzioni militari e civili, sono, tra gli altri, i valori a cui si è ispirata nel corso degli anni la polizia di Stato e che, ancora oggi, sono a fondamento della propria missione».
In un’aula gremita di autorità e poliziotti si sono avvicendati tutti coloro i quali hanno fatto a lungo parte della grande famiglia della polizia per salutare e raccogliere l’omaggio dei colleghi ancora in servizio e per ricordare l’impegno profuso durante l’intera carriera in modo tale da essere di esempio. Il questore ha perciò sottolineato «l’importanza di questo fil-rouge tra vecchie e nuove generazioni di poliziotti affinché – ha aggiunto – il bagaglio conoscitivo accumulato negli anni dai chi non più in servizio, non vada disperso ma rappresenti per le nuove generazioni un fondamentale bagaglio professionale necessario per affrontare con maggiore efficacia e consapevolezza la professione di poliziotto».