
Il taglio del nastro
di Monia Orazi
Si riavvolge il nastro a prima del terremoto, un pezzetto della Corsa alla Spada di Camerino torna in centro. Riaperti oggi pomeriggio gli storici locali della taverna dell’Armigero in via Pieragostini, sede storica del terziero biancoazzurro di Muralto, nei sotterranei del palazzo ex magistrali oggi sede del rettorato Unicam.
Sono stati giorni di intenso lavoro per tutto il gruppo che ha tenuto il ritmo del presidente e atleta Stefano Re: «Tornare in centro fa vibrare il cuore, è un’emozione fortissima come rientrare a casa, abbiamo dato un segnale importante alla città per far tornare a rivivere anche se in piccolo gli spazi del cuore. Sotto queste volte, in questi locali sono passate tante generazioni, si sono formate amicizie che continuano ancora oggi, si sono conosciute persone che si sono innamorate, formando famiglie, bambine e bambini sono cresciuti e continuano insieme a noi la tradizione della corsa alla Spada. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato permettendoci di tornare in centro».
Emozionata anche Donatella Pazzelli presidente della Corsa alla Spada: «È festa per l’intera Corsa alla Spada. Non è stata facile la decisione di Muralto di tornare negli storici locali della taverna dell’Armigero in centro, ma è stata condivisa con tutto il direttivo, perché nonostante i colori questa è la festa di tutti. Qua sono passate intere generazioni, penso alla storica presidente del terziero Ines Marcoaldi, è come entrare un po’ anche a casa sua». Ha parlato di passo in avanti importante il sindaco Roberto Lucarelli invitando tutti a godere della bellissima festa.
Si è definito l’inquilino del piano di sopra il rettore Unicam Graziano Leoni: «Vedere in questo luogo attività ulteriori rispetto a quella universitaria ci riempie di gioia, in città deve tornare tutto il resto oltre all’università. Riappropriarsi di questi spazi rimasti deserti per oltre sette anni regala forti emozioni. È il segno che come università quello che abbiamo fatto riportando il rettorato in centro è servito a qualcosa». Presente anche il “signore” di Camerino per un giorno, il pro rettore Andrea Spaterna, che darà vita a Giulio Cesare Da Varano. La cerimonia si è aperta con l’inconfondibile suono dei tamburini di Emma Magini, alla presenza dei portacolori del terziero biancoazzurro. Subito dopo il taglio del nastro decine e decine di curiosi sono scesi nei sotterranei, implacabile ad attenderli l’armigero nella sua armatura luccicante, le lunghe tavolate in legno sotto le volte a botte, come se il terremoto non ci fosse mai davvero stato.



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