Chi sono i giovani
che non studiano nè lavorano:
questionario di Unimc

IL PROGETTO Neet.less è dei comuni di Macerata e Recanati e l'ateneo cura la parte della ricerca (con la supervizione della docente Paola Nicolini). Sinora il 35% dei partecipantii dice di non conoscere le opportunità offerte ai giovani e il 45% crede che potrebbe trovarsi un giorno nella condizione di Neet

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Paola Nicolini

Giovani che non studiano e non lavorano, dal questionario di Unimc del progetto Neet.less il 45% dei partecipanti crede che potrebbe trovarsi un giorno nella condizione di Neet (ossia che non studia né lavora), mentre al 5,6% dei rispondenti è già capitato. Il 35,6% dice di non conoscere le opportunità offerte ai giovani. Il progetto Neet.Less, è dei comuni di Macerata e Recanati e risponde all’avviso pubblico “Link! Connettiamo i giovani al futuro” della presidenza del Consiglio dei ministri in collaborazione con Anci.

Ha come scopo quello di creare un sistema integrato di azioni e strumenti che permetta una migliore comprensione del fenomeno Neet, ma anche quello di intercettare con maggiore efficacia i giovani al fine di fornire loro la possibilità di accedere alle opportunità a loro dedicate, semplificando la transizione dal mondo scolastico/universitario a quello lavorativo e stimolando la partecipazione attiva.

L’Università di Macerata, che si occupa delle azioni di ricerca con un gruppo supervisionato dalla docente Paola Nicolini, ha svolto una prima fase di desk research, raccogliendo bibliografia e buone pratiche esistenti sul territorio nazionale e regionale, e analizzando i dati quantitativi e qualitativi disponibili dalle fonti statistiche europee, nazionali e locali. In questo modo si è potuta dare una prima definizione del fenomeno, delle persone che si trovano in questa condizione e dei fattori che possono influenzarla, o rappresentare una difficoltà nell’inserimento o reinserimento in percorsi educativi o nel mondo del lavoro.

Dopo questa prima fase di raccolta di dati, i lavori sono proseguiti attraverso il confronto con i partner di progetto e la costruzione di un questionario indirizzato ai e alle giovani che vivono, lavorano o studiano nelle Marche. Il questionario si propone di rilevare i loro comportamenti, le loro percezioni e opinioni riguardo al fenomeno dei Neet. L’obiettivo è quello di ascoltare le voci di chi è o potrebbe trovarsi nella condizione di Neet, comprendere le specificità del nostro territorio, così da poter mettere in campo – nelle successive fasi progettuali – iniziative e azioni mirate.

Il questionario prevede la raccolta di dati in forma aggregata, e si propone di ottenere informazioni che spaziano dai dati statistici, all’informazione circa le opportunità e i servizi a disposizione, fino alla percezione dei e delle rispondenti sulla condizione di Neet e sulle emozioni provate da chi in questa condizione si è trovato, si trova o potrebbe trovarsi in futuro. Al momento sono state ricevute 343 risposte, in prevalenza da persone di genere femminile (69.1%) e giovani che studiano (84,8%). In questo piccolo campione si iniziano a intravedere delle linee di tendenza: il 35,6% dice di non conoscere le opportunità offerte ai giovani, come corsi di formazione, borse lavoro, tirocini o servizio civile, e il 79,6% afferma di non aver mai avuto contatti con il Centro per l’impiego, gli sportelli di orientamento, Eures o l’Informagiovani. Il 45,3% crede che potrebbe trovarsi un giorno nella condizione di Neet, mentre al 5,6% dei rispondenti è già capitato. Per il 37,5% di coloro che credono si troveranno in questa condizione, il motivo principale di questa convinzione è la difficoltà di entrare nel mondo del lavoro. Anche chi ritiene non possa capitargli, dice comunque che sarebbe spaventato se ciò dovesse accadere (60.4% sulla percentuale del “sicuramente no”).

Per partecipare al questionario, a cui si può rispondere in pochi minuti dal proprio smartphone e in modo anonimo, si trova al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeRTLHo-sGkFQtWLvVv_qc9hHVPQZbZMTap_QPrESl_6Hsm9w/viewform.


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