Gli effetti del post-covid,
incontro con Giacomo Boncompagni

CIVITANOVA - Nell'evento di domani pomeriggio, organizzato da Andrea Foglia, il ricercatore e docente delle Università di Firenze e Verona presenterà il suo ultimo libro: “Uscire dalla società infetta. Politiche dell’informazione, della cura e della fiducia”

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Giacomo Boncompagni

Ripartire dalla crisi pandemia, esplorandola da dentro, per poi andare oltre, provando a reinventare e reinventarci per uscire dalla società ancora infetta. Verterà su questo tema l’incontro che si terrà sabato alle 17 all’auditorium Don Lino Ramini della parrocchia San Pietro di Civitanova.

Organizzato da Andrea Foglia della rete sociale Oltre e veder crescere con il dialogo, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Sentinelle del Mattino e Caritas, l’evento ospiterà Giacomo Buoncompagni, research fellow in sociologia dei processi culturali e comunicativi al Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze, docente di sociologia del giornalismo all’Università di Verona e membro del centro di ricerca Itstime (Università Cattolica di Milano). Prendendo spunto dal suo ultimo libro intitolato “Uscire dalla società infetta. Politiche dell’informazione, della cura e della fiducia” (Cultura e Salute Editore, Perugia), Buoncompagni sarà protagonista di un pomeriggio di approfondimento che vedrà lo scrittore dialogare in maniera serrata con Emanuele Follenti, docente di italiano, storia e latino nei licei. Un faccia a faccia che si prospetta coinvolgente, ricco di spunti e stimoli. Introdurrà l’incontro la giornalista e social media manager Silvia Del Beccaro.

Un momento di riflessione su come al giorno d’oggi nessuno abbia più tempo e voglia di ricordare, di parlare di quello shock globale chiamato covid-19. «Abbiamo accantonato ogni minima preoccupazione, qualsiasi dubbio sulla sua origine ed evoluzione, quello che è stato è stato – spiega Buoncompagni – ci nascondiamo dietro ai terribili ricordi, buttiamo le mascherine e i gel disinfettanti rimasti aperti da mesi e ancora presenti in qualche borsa, zaino o cassetto della nostra abitazione. Cerchiamo di rimuovere ogni traccia fisica, cognitiva e digitale di un tempo caratterizzato da distanza, dubbio e dolore. Ma qualche sintomo c’è ancora ed è ben visibile nella nostra comunicazione, nel nostro stile di vita, nel modo in cui ci rapportiamo con gli altri o progettiamo le nostre giornate».

L’incontro, fortemente voluto da Andrea Foglia, aspira ad essere un invito alla riflessione e un appello al senso di responsabilità individuale dell’intera comunità, coinvolgendo anche chi non si occupa prettamente di informazione e divulgazione per professione. «Il mutamento di cui parla Buoncompagni è il chiaro sintomo di una società sempre più individualista e irresponsabile, caratterizzata da un vuoto etico che sta svalorizzando i concetti di fiducia e cooperazione sociale. È dunque importante fare appello al proprio senso civico e al risveglio di valori collettivi, provando a sconfiggere quei sentimenti di spaesamento e insicurezza su cui si basa, in maniera precaria, la società odierna», sottolinea Foglia.


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