Tarlo asiatico,
via agli abbattimenti
CIVITANOVA - L'Amap ha comunicato l'avvio dell'intervento per la distruzione degli arbusti attaccati dal parassita che provoca la morte di aceri, olmi, pioppi, salici e ippocastani

La mappa delle zone infestate
Sono partiti in questi giorni i lavori per la bonifica delle specie arboree funestate dalla presenza del tarlo asiatico che ha attaccato migliaia di piante in aree pubbliche e private di Civitanova.

L’avvio del cantiere a partire dalla zona del Chienti
In questi giorni, l’agenzia Marche agricoltura e pesca (Amap) ha comunicato al comune l’inizio della fase esecutiva del progetto, finanziato dalla regione Marche per abbattere e distruggere il legname dove è presente il parassita e provvedere poi alla ripiantumazione di nuovi esemplari vegetali in parchi e giardini pubblici. Ad effettuare i lavori è la cooperativa agricola osimana “Ambiente e territorio”.
Attualmente a Civitanova sono circa 4500 le piante attaccate dal parassita e che dovranno essere sostituite nei prossimi anni con nuovi impianti di specie vegetali autoctone non attaccate dell’insetto. I generi botanici più soggetti all’infestazione sono acero, ippocastano, pioppi, salici, olmi.
«Stiamo ricevendo segnalazioni da parte di cittadini giustamente allarmati nel vedere l’abbattimento degli alberi – ha riferito l’assessore all’ambiente Giuseppe Cognigni – ma ribadiamo che tali interventi rientrano nel piano d’azione regionale per la lotta al tarlo asiatico. Tengo a comunicare che l’obiettivo dell’amministrazione comunale è di portare avanti la ripiantumazione di nuovi esemplari vegetali nei prossimi tre anni, scelti tra diversi generi botanici non attaccati dall’insetto quali roverella, il leccio, il cipresso comune e altri. Con il sindaco Fabrizio Ciarapica ci prendiamo questo impegno, utilizzando anche fondi dell’ente».
L’Amap nel frattempo puntualizza come il numero delle piante da abbattere siano circa 12mila in tutte le Marche: gli esemplari sono di poco superiori alle 7mila unità nel maceratese e circa 3mila nel fermano; mentre 2mila piante risultano essere coinvolte nell’anconetano. L’agenzia ricorda e ribadisce come il tarlo asiatico non comporti alcuna problematica diretta per gli esseri umani. Le piante scavate all’interno del proprio fusto se non sottoposte al taglio, potrebbero, tuttavia, cedere e di conseguenza creare danni alla viabilità o mettere a rischio l’incolumità delle persone che possano ritrovarsi nelle vicinanze.

Il taglio dei primi arbusti

L’area verde attorno al Varco sul mare dove saranno fatti gli abbattimenti
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