Area container, l’affondo di D’Este:
«Massi e Pupo si assumano le responsabilità,
hanno avallato le scelte di Pezzanesi»

TOLENTINO - Il consigliere d'opposizione: «Del solito giochetto di scaricare tutte le colpe sull’orco cattivo di turno non se ne può più. Continuiamo ad assistere a stucchevoli battibecchi fra ex compagni politici che hanno governato insieme Tolentino per 8 anni degli ultimi 11»

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Massimo D’Este

di Francesca Marsili

«Fa impressione che l’attuale maggioranza paia prendere le distanze da tutto ciò che con il villaggio container voluto da Pezzanesi abbia a che vedere. Eppure tra i banchi della stessa, fino al seggio più alto dell’aula consiliare seggono persone che quella scelta sciagurata l’hanno avallata senza esitazione». Le parole di Massimo D’Este, ex candidato sindaco della coalizione Tolentino Città Aperta oggi consigliere di minoranza, puntano principalmente verso il presidente del Consiglio Alessandro Massi e il vicesindaco Alessia Pupo. I due, che oggi sono in maggioranza, nel 2017, quando l’allora sindaco Giuseppe Pezzanesi decise di allestire il tanto discusso villaggio emergenziale container di via Colombo a causa del sisma, erano al suo fianco nel ruolo di assessori.

«Se fossero coerenti – aggiunge D’Este – dovrebbero ammettere lo sbaglio fatto, ma non si pronunciano». L’occasione per il “j’accuse” del consigliere di centrosinistra è data dal Consiglio comunale di giovedì scorso dove i container, in fase di chiusura, sono stati più’ volte al centro di un acceso dibattito. Sia per i costi che ha generato, sia perché la precedente amministrazione Pezzanesi li ha utilizzati anche per ospitare persone che non erano terremotate. Infatti, ad inizio anno, si è appreso che dal 23 maggio 2022 (negli ultimi giorni del governo Pezzanesi) ai primi giorni di gennaio scorso, la società agricola Penta (collegata alla Saipa) si è avvalsa per dei suoi dipendenti, del servizio di vitto e alloggio che all’interno del villaggio container il comune di Tolentino eroga (o per meglio dire erogava) in favore di cittadini senza più una casa a causa del terremoto. «Questo – sottolinea D’Este – pur in assenza di un qualsiasi necessario atto amministrativo, ma a quanto pare, solo dietro un accordo verbale di cui sono sconosciuti i termini tra l’ex sindaco Pezzanesi e, nell’interesse della Penta, il tolentinate Paolo Vissani». Lo stesso D’Este ha formulato due interrogazioni per avere chiarimenti in merito alla vicenda e le cui risposte fornite dall’attuale sindaco Mauro Sclavi, non lo hanno soddisfatto.

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Alessia Pupo e Alessandro Massi

Secondo D’Este «siamo di fronte alla violazione delle più elementari norme di diritto e buona condotta amministrativa. Non si può – aggiunge – non censurare con viva forza che ad un soggetto privato sia stato consentito per ben 8 mesi di godere gratuitamente e senza alcuna base giuridica di un servizio del Comune, salvo solo da ultimo raggiungere con esso un accordo per il pagamento rateizzato di un importo che neanche si sa se copre le spese dal comune stesso sostenute». È chiaro che D’Este si aspettava un’azione più incisiva da parte del nuovo sindaco Sclavi. Sebbene evidenzi che tutto è iniziato durante l’amministrazione Pezzanesi. «Non c’è dubbio – sottolinea – che è sulla sua amministrazione che le responsabilità di questa vicenda cadono. Ma non può non colpire come su questa vicenda il sindaco Sclavi mostri di non voler entrare nel merito, sostanzialmente glissando sulle domande più pregnanti che la coalizione Tolentino Città Aperta gli ha posto con le due interrogazioni presentate».

Ritornando su coloro che all’epoca avallarono la scelta dei container e che oggi sono in maggioranza sostiene: «Molto più serio e dignitoso sarebbe caricarsi la responsabilità di scelte sbagliate fatte. Del solito giochetto di scaricare tutte le colpe sull’orco cattivo di turno non se ne può più. Continuiamo ad assistere a stucchevoli battibecchi fra ex compagni politici che hanno governato insieme Tolentino per 8 anni degli ultimi 11 su questioni a dir poco irrilevanti – dice riferendosi ai continui botta e risposta tra Alessandro Massi e l’ex vicesindaca Silvia Luconi oggi all’opposizione, ma ex compagni di maggioranza -. Questo testimonia un livore e risentimenti personali che nulla hanno a che fare con il dibattito politico che attiene al governo della città». D’Este coglie l’occasione anche fare una denuncia.

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L’area container di Tolentino

«Tanto per rinfocolare la rissa politica e alimentare temi di distrazione di massa, in ordine alla chiusura dei container qualcuno ha pensato bene di gettare fango sul sottoscritto, reo a suo dire di aver assecondato l’operato dell’assessore Giombetti durante lo sgombero dell’area container di alcuni nuclei familiari, accompagnandoli ad una uscita sostenibile dai moduli. E questo non certo quale consigliere comunale, (i soliti noti spalatori di fango si sono dimenticati di dirlo) ma in veste di volontario Caritas, che per lungo tempo si è occupato di sostenere ed aiutare moralmente e materialmente alcune delle famiglie che si sono trovate in quella dolorosa situazione». Rispedisce al mittente le voci e risponde: «Chi con malizia e assoluta ignoranza fra le fila dei sostenitori della passata amministrazione, tira in ballo futili e false argomentazioni al solo fine di sviare l’opinione pubblica dal vero merito della questione, si preoccupi piuttosto di spiegarci come mai nell’ultimo bilancio consuntivo si evidenzia un aumento significativo dei residui attivi (indice di morosità in costante crescita), un peggioramento sul versante dei residui passivi (specchio di una situazione debitoria dell’ente decisamente preoccupante) o magari perché ancora dobbiamo continuare a sborsare cifre significative a cadenza mensili per l’area container a 7 anni dal sisma. Situazioni che di certo richiedono una assunzione di responsabilità da chi ha governato Tolentino in questi ultimi 10 anni».

 

 

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