L’applauso di Macerata
per l’addio a Mario Monachesi
«Le sue poesie nel cuore di tutti»
ADDIO - La chiesa di Santa Maria della Pace gremita per il funerale del poeta, per 40 anni usciere del Comune. Tra i presenti il sindaco Sandro Parcaroli, gli ex sindaci Romano Carancini, Giorgio Meschini, Carlo Cingolani e l'onorevole Adriano Ciaffi

Il funerale di Mario Monachesi questa mattina nella chiesa di Santa Maria della Pace
di Alessandra Pierini (foto di Fabio Falcioni)
“Dolce sentire”: con le note di questa canzone ispirata a San Francesco e al suo cantico delle creature, una delle poesie più belle della storia, Macerata ha salutato questa mattina per l’ultima volta il poeta Mario Monachesi, morto a 69 anni dopo una lunga malattia.

Mario Monachesi
Tra l’altro questa canzone è stata utilizzata per “Fratello Sole, sorella Luna”, il film di Franco Zeffirelli. Un accostamento di arti differenti che di sicuro Mario avrebbe molto apprezzato. Lui stesso nella sua vita è stato protagonista di legami con artisti maceratesi come Silvio Craia, Gabriella Cesca e tanti altri e ha combinato diverse forme di arte, non solo nelle sue poesie visive, ma anche in mostre, eventi, pubblicazioni. Era innata in lui la capacità di mixare elementi in un mosaico non perfetto ma di certo affascinante.

Il sindaco Sandro Parcaroli con l’ex sindaco Romano Carancini
Questa mattina nella chiesa di Santa Maria della Pace, si è riunito questo suo microcosmo e un pezzo di storia della città fatto di tanti colleghi e colleghe del Comune di Macerata, di tanti amici e amiche di Madonna del Monte, località in cui viveva, che amava e alla quale ha dato tanto. C’erano poi i sindaci Sandro Parcaroli che, pur essendo stato eletto dopo il pensionamento di Mario che ha lavorato per 40 anni in Comune, ha voluto essere presente.
In chiesa anche gli ex sindaci Romano Carancini, Giorgio Meschini e Carlo Cingolani e l’onorevole Adriano Ciaffi. «Non sapevo neanche che fosse malato»: sono le parole che hanno risuonato più spesso tra i tantissimi intervenuti. Mario ha tenuto per sé la sua malattia continuando a donare versi, parole e ironia attraverso tutti i canali possibili. E a fianco a quella sua aria sempre scherzosa e scanzonata, restano le sue poesie a parlare di lui, di come era veramente. E’ lì che si rivelava davvero, più che nell’uniforme che ha indossato per anni, più che nelle battute, a volte anche taglienti, che riservava a chiunque incontrava. Nei suoi versi c’è il cuore.

Il funerale è stato celebrato da don Krzysztof Pawel Strzelecki
«Ha rallegrato tante persone, ha scritto tanto per tutti e ora continuerà a vivere tra noi» ha detto il parroco don Krzysztof Pawel Strzelecki. Un grande applauso si è levato dal piazzale della chiesa gremito all’uscita della bara dalla chiesa, un ultimo applauso per un grande artista e cultore delle tradizioni che lascia Macerata un po’ più povera per la sua assenza, ma molto più ricca delle tante opere che le ha donato con una generosità sconfinata.
Addio a Mario Monachesi, una vita da usciere del Comune tra dialetto, poesie e tradizioni

Gli ex sindaci Carlo Cingolani e Giorgio Meschini

Gli ex colleghi uscieri Mario Pazzarelli e Sandro Cipolletti
CIAO MARIO.. CI MANCHERAI.! SI.! CI MANCHERANNO; QUEI VERSETTI POETICI DEDICATI CON AMORE ED ATTACCAMENTO ALLA FAMIGLIA, ED ALLE NOSTRE UMILI TRADIZIONI, “MACERATESI”, IN PRIMIS, MARCHIGIANE E NAZIONALI. PER NON PARLARE POI DI QUEI ANEDDOTI IN DIALETTO, CHE SOLO TU SAPEVI IMPRIMERE QUEL PIACEVOLE PIZZICO D’ORGOGLIO, RIPORTANDOCI ALLA NOSTRA UMILE E SPENSIERATA INFANZIA..! UN FORTE ABBRACCIO AD AMORINA, CHIARA, CLAUDIO, FERNANDA ED I TUOI AMATISSIMI NIPOTI..! R.I.P. ” SUPER – MARIO “…!
Da Carlo Iacomucci riceviamo: “Lo ricordo con ammirazione il caro amico Mario, costernazione e rimpianto per questa improvvisa scomparsa. Poeta e poeta visivo. Scrittore e artista umile e buono, ma nello stesso tempo dimostrando sempre la massima disponibilità con tutti, fatto si che venisse apprezzato e stimato da quanti hanno avuto l’onore di conoscerlo. Aveva un bagaglio ed una preparazione culturale che lo distinguevano in qualsiasi incontro culturale –artistico. Le sue poesie visive o gli scritti in dialetto maceratese denotano un alto un alto grado di sensibilità, rigore e meticolosità.
Ci mancherà”.