Colpo da un’anziana e inseguimento:
quattro donne condannate per rapina
La figlia parte civile «per dare un messaggio»

CIVITANOVA - Avevano portato via gioielli e soldi da un'abitazione, poi erano state bloccate dai carabinieri e arrestate. Oggi la sentenza del gup del tribunale di Macerata. Presente la figlia dell'anziana: «Quando sono entrata in casa mia madre era come inebetita, erano spariti anche gli anelli che aveva alle dita»
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I carabinieri dopo aver fermato l’auto delle quattro donne

di Gianluca Ginella

Prima il furto a casa di una donna anziana e della figlia (che era uscita), poi la fuga inseguite dai carabinieri: quattro donne condannate per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Oggi la sentenza davanti al gup del tribunale di Macerata dove si è svolto il processo con rito abbreviato. Parte civile si è costituita la figlia dell’anziana derubata. Sotto accusa tre sorelle e una loro cognata, il giudice ha stabilito pene che vanno da cinque anni a sei anni e due mesi.

I fatti risalgono al 24 giugno scorso. Quel giorno i carabinieri della Compagnia di Osimo hanno seguito un’auto con a bordo quattro donne fino a Civitanova. Due delle donne sono poi entrate all’interno di una casa dove c’era una donna anziana. «Io ero uscita, mi sono assentata per circa un’ora – racconta la figlia -. Quando sono tornata ho trovato un uomo, che ha detto di essere un carabiniere, che cercava la casa di una anziana. Siamo saliti insieme in casa e ho trovato mia madre inebetita, diceva che lei aveva dell’oro, si guardava intorno. Quando sono uscita aveva quattro anelli alle dita, al mio ritorno erano spariti. Non sono mai stati trovati».

La donna ha deciso di costituirsi parte civile, assistita dall’avvocato Mariangela Ascenzi, perché, spiega il legale: «non solo per il danno ma è anche in maniera simbolica per dare un messaggio. Perché la mia assistita è arrabbiata per questa vicenda, la madre ancora oggi domanda dove siano gli anelli, l’oro». Tornando a quel 24 giugno. In casa, secondo l’accusa, erano stati rubati 4mila o 5mila euro e vari oggetti d’oro.

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L’avvocato Mariangela Ascenzi che assiste la parte civile

Ad entrare nell’abitazione sarebbero state Dora Di Giorgio e Stefania Di Giorgio, mentre le altre due donne, Loreta Guarnieri, che guidava l’auto, e Adelina Di Giorgio, erano rimaste sulla vettura. Una volta fatto il colpo, continua l’accusa, le donne si erano allontanata in auto (una Mercedes Classe A) che era stata intercettata dai carabinieri ed era nato un inseguimento a Civitanova.

Dall’auto le donne avrebbero buttato oro, soldi e gioielli rubati. Quando i carabinieri le avevano bloccate, Dora e Adelina Di Giorgio avrebbero afferrato la maniglia dell’auto per non farla aprire, poi tutto di un tratto avrebbero spinto la portiera con violenza colpendo un carabiniere che era caduto a terra e avrebbero poi cercato d’investirlo ma il militare era riuscito ad evitare di essere investito (il carabiniere aveva riportato 3 giorni di prognosi). Quindi erano fuggite ed erano state bloccate circa un quarto d’ora dopo. Alla fine la contestazione è stata di rapina, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il gup ha deciso per la condanna di tutte e quattro. Sei anni per Adelina Di Giorgio, residente a Villarosa, 53enne, 5 anni per la 43enne Dora Di Giorgio, residente ad Alba Adriatica, 5 anni e due mesi per la 41enne Stefania Di Giorgio, residente ad Alba Adriatica e sei anni e due mesi per Loreta Guarnieri, residente a Villa Rosa, 57enne. Sono assistite dall’avvocato Gianfranco Di Marcello.

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