Alessio Galatolo
di Laura Boccanera
Stroncato dopo un’overdose, morto il 45enne Alessio Galatolo. L’uomo è stato soccorso oggi pomeriggio nella sua casa, poi il ricovero in ospedale a Civitanova nel reparto di Rianimazione dove si è spento a distanza di alcune ore. Troppo gravi i danni cerebrali riportati dopo un arresto cardiaco che ha avuto in seguito all’overdose.
Originario di Civitavecchia (Roma), da tempo residente a Civitanova dove per un periodo aveva lavorato come dipendente comunale. L’uomo è stato trovato privo di sensi in via D’Annunzio attorno alle 13, all’interno della sua abitazione. Subito è intervenuta un’ambulanza del 118 che ha condotto l’uomo all’ospedale di Civitanova, ma le sue condizioni sono apparse subito critiche. Ha avuto un arresto cardiaco provocato dall’overdose che gli ha procurato anche danni cerebrali. Ricoverato nel reparto di Rianimazione, le condizioni di Galatolo erano disperate. Il 45enne si è spento intorno alle 18.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Civitanova per capire i contorni della vicenda: se Galatolo fosse solo al momento dell’assunzione dello stupefacente che lo ha mandato in overdose e come si fosse procurato la droga. Al momento i carabinieri mantengono il riserbo sulle risultanze emerse dal sopralluogo nell’appartamento dove Galatolo viveva. A dare l’allarme sono stati due amici che non riuscendo a contattarlo sono andati a cercarlo a casa e lo hanno trovato riverso a terra.
Galatolo viveva da tempo nelle Marche: originario di Civitavecchia, aveva frequentato l’università di Camerino dove si era laureato in Giurisprudenza. Nella città camerte ha gestito in società una pizzeria e poi ha vinto nel Lazio un concorso pubblico. E’ grazie a questo che è arrivato a Civitanova tramite un trasferimento. Qui si era stato assunto come istruttore direttivo del servizio patrimonio. Era anche padre di due bambine. Poi la dipendenza dalle sostanze, il naufragio del matrimonio e il tunnel della droga che gli ha rovinato la vita. Sospeso dal lavoro nel 2018 e poi licenziato nel 2019 dal Comune, la settimana scorsa era stato salvato dopo aver avuto un malore mentre si trovava all’interno di una abitazione sfitta in via Vela (leggi ‘articolo). I vicini sentendo le grida avevano dato l’allarme salvandogli la vita. Stavolta invece per il 45enne non c’è stato nulla da fare.
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Mi dispiace.Una persona non dovrebbe morire così, assolutamente.Condoglianze
Un’altra morte per droga, l’ennesima in provincia e nella regione Marche.
E intanto il sig. Prefetto Ferdani continua ad affossare l’attività di prevenzione che prima, sia pure in maniera forse indufficiente, il Comitato “Uniti contro le droghe” tentava di svolgere a livello provinciale.
Adesso le Marche sono la prima regione d’Italia quanto a tasso di mortalità per overdose.
La speranza è che, con il nuovo governo entrante, vi sia, come di solito avviene in questi casi, un rimescolamento dei Prefetti, e che quindi il Ferdani venga trasferito e mandato da qualche altra parte. Così forse si potrà ripartire con una serie e organica attività di prevenzione, anche se la battaglia contro la droga è sempre impari.