Politiche, Perticarari al vetriolo:
«Assurdo presentarsi alle urne
con chi ha firmato solo sconfitte»

MACERATA - Secondo il consigliere comunale del Partito Democratico va colta questa occasione per rischiare promuovendo volti nuovi ed innovare idee e modo di fare politica
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Andrea Perticarari, consigliere comunale del Pd

di Luca Patrassi 

I dem si attrezzano per le prossime candidature, in attesa di conoscere le alleanze fioccano gli interventi anche polemici sui primi movimenti. A muoversi oggi è il consigliere comunale Andrea Perticarari che non sembra aver gradito le indiscrezioni finora trapelate  a Macerata (tra gli altri i nomi dell’ex sindaco Romano Carancini e dell’ex deputata Irene Manzi) e chiede il coinvolgimento della base e degli organismi periferici nelle scelte per le candidature alle elezioni politiche. «Il Pd – rileva Perticarari – non commetta gli stessi errori e sfrutti l’occasione. 25 Settembre, una data importante per i prossimi 5 anni di questo Paese. Una data che viene dopo gli anni più difficili di questo Paese a livello politico, sociale ed economico della storia della Repubblica dal dopoguerra. Un periodo nel quale il Pd – per l’ormai leggendario “senso di responsabilità” – ha costantemente piegato la testa a questo o a quello schieramento politico di volta in volta alleato, snaturandosi, perdendo consensi o comunque non guadagnandone e via via rendendosi ai molti più apparato di governo che forza politica progressista, innovativa, punto di riferimento per giovani, classi sociali più deboli, lavoratori, minoranze. Dopo anni di barcamenarsi, il Governo è caduto, come quello prima, come quello prima ancora, smascherando il vero problema di questo Paese non da 5 anni a questa parte, ma da 10-15 ormai: le personalità all’interno del Parlamento, figlie ovviamente di un sistema partitico ormai al collasso e sempre più autoreferenziale che è – oggettivamente – terreno fertile per il populismo più becero, il nazionalismo 2.0 ed in generale per una politica che non pensa più ai prossimi 10-20 anni, ma al dopodomani».

Il no alle proposte finora circolate: «In questi giorni – attacca Perticarari – leggo i più svariati nomi di papabili candidati alle prossime elezioni del 25 settembre, tutti con un profilo ben definito: o attualmente in Parlamento, o ex Parlamentari o comunque con ruoli istituzionali da oltre 20 anni che spesso – ahimè – non bene hanno fatto viste le cocenti sconfitte elettorali nelle province di Macerata, Fermo ed Ascoli (oltre che a livello Regionale) negli ultimi 2/3 anni. Sconfitte a cui ovviamente hanno contribuito una serie di fattori esterni (sisma, covid, crisi economica ecc …), ma che ci sono state e che dunque sono anche figlie proprio delle mancate risposte a quei fattori. La domanda allora sorge spontanea: perché? Perché non si legge alcun nome dei pochi, ma bravi Sindaci “giovani” delle province di Macerata e Fermo? Perché non si leggono i nomi di Segretari di Partito che tanto stanno lavorando sul territorio? Perché non si vuole dare nemmeno l’idea di un qualcosa di nuovo e di diverso rispetto al passato?».

La proposta finale: «Leggendo i sondaggi, il Pd probabilmente uscirà sconfitto alle prossime elezioni quale occasione migliore per far crescere in Parlamento delle figure nuove – con voglia soprattutto! – e non obbligatoriamente con esperienze politiche di oltre 15-20 anni. L’unica soluzione praticabile in un contesto in cui la sconfitta sembra certa è rischiare: con i nomi e con le idee. Un programma progressista seguendo gli esempi di Spagna, Francia o Germania per cercare di recuperare i voti di chi non è più interessato a votare e votarci. Rischiare mostrandosi come unica forza politica concretamente focalizzata sui temi dell’educazione, dei diritti sociali e civili, dell’ambiente, sulla lotta alle diseguaglianze e la protezione delle classi sociali più deboli, anche attraverso una tassazione più equa ed una concreta lotta alla precarietà. Tutto ciò non vuol dire snaturarsi, ma si concretizzerebbe in uno stop alla deriva del Partito degli ultimi anni che per assurdo ha indirettamente aperto le porte delle classi sociali più deboli al M5S ed alla Lega! Essere eventualmente all’opposizione deve essere colta come occasione sia di crescita che di percorso di autodeterminazione. Occasione in cui il Pd – slegato da quel “senso di responsabilità” – ben potrà ritornare ad essere un Partito moderno con idee ben chiare, definite, forti, ma soprattutto proprie. Purtroppo, sembra che il Pd stia perdendo anche tale occasione di rinnovarsi al suo interno ed agli occhi dei cittadini. Mi sarei aspettato – pur con le enormi ed oggettive difficoltà dettate dai tempi – che il Partito ricorresse al solo ed unico strumento che lo qualifica rispetto alle altre forze politiche e che è forza propulsiva e di stimolo dell’elettorato: le primarie, magari anche online…d’altronde siamo nel 2022. Non sarà così, ma almeno che i rappresentanti del Pd siano portatori di una concreta volontà di rinnovamento e di rilancio del Partito, di un Partito più di lotta e meno di governo».

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