Sos dei sindaci: «Chienti ai minimi storici»
Coldiretti: «Crescita anticipata dei cereali,
rischiamo un calo del 40%»

CRISI IDRICA - Emiliano Nardi (Serravalle): «Il fiume nel nostro comune è in secca per molti tratti». Mario Baroni (Muccia): «La portata dovrebbe essere di 700 litri d'acqua, siamo a livelli bassissimi». Il Potenza a Fiuminata è alto 10 centimetri. Fucili: «La trebbiatura è stata anticipata. Ci sono poche olive e anche la produzione di vino sarà ridotta, se non piove»
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di Monia Orazi

Dieci centimetri scarsi di acqua lungo il Potenza a Pontile di Fiuminata, dove solo il cane di nome Misa sguazza felice in un afoso pomeriggio d’estate. Il Chienti che in questo periodo dovrebbe portare 700 litri d’acqua al secondo è in affanno sin dalle sorgenti, mentre a metà provincia dopo gli sbarramenti per i laghi è già in secca.

Il Genio Civile sta iniziando a vietare i prelievi dai canali e dai fiumi, per innaffiare l’agricoltura, le cui produzioni nei prossimi mesi sono a forte rischio, come denuncia il presidente provinciale di Coldiretti, Francesco Fucili.

In attesa di provvedimenti che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, per cui si parla di razionamento dell’acqua o chiusura nelle ore notturne, l’entroterra già fa i conti con la siccità. I sindaci della parte iniziale del Chienti sono molto preoccupati.

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Il cane Misa nel Potenza

A Serravalle, Emiliano Nardi, ha già firmato nei giorni scorsi, l’ordinanza per vietare l’uso di acqua per annaffiare ed irrigare: «Il fiume Chienti è in secca per buona parte del percorso che attraversa il territorio di Serravalle. Le sorgenti che forniscono d’acqua sia il capoluogo che le sue ventitré frazioni sono veramente in affanno.

Riusciamo tranquillamente a fornire acqua alla popolazione tutta per mezzo di pozzi collegati alla rete idrica, proprio per le emergenze. Purtroppo con gli attuali costi dell’energia elettrica pompare l’acqua giorno e notte da questi pozzi ha dei costi elevatissimi per un comune di piccole dimensioni come il nostro. A sud ovest rispetto al capoluogo, ancora un po’ di acqua dalla sorgente sgorga».

Mario Baroni, sindaco di Muccia ricorda come il periodo di emergenza idrica e siccità di solito si verifica a settembre: «Il fiume è ai minimi storici, questa situazione ricorda l’estate torrida del 2003, da noi per fortuna non ci sono aziende che prelevano acqua dal Chienti ma quando il livello del fiume calerà ancora dovremo abbassare il livello d’acqua del canale, fermeremo la centrale elettrica di nostra proprietà, che non potrà più funzionare. Ci sono dei pesci sia nel canale che nel fiume, trote in prevalenza e dobbiamo garantire il flusso minimo vitale, la portata in questo periodo dovrebbe essere di 700 litri al secondo, siamo a livelli bassissimi. Ho invitato i cittadini a fare un uso corretto, a non sprecare l’acqua. Il periodo più duro sarà il prossimo settembre, il periodo di massima siccità di solito. Speriamo che piova prima possibile, sennò saranno guai».

E’ in costante contatto con gli agricoltori associati Francesco Fucili, per monitorare la difficile situazione della siccità, che rischia di mettere in ginocchio le produzioni agricole nostrane: «Il mese di maggio è stato insolitamente caldo ed asciutto, ha fatto anticipare di un mese, provocando l’anticipo della trebbiatura del grano, che di solito avveniva a fine giugno, inizio luglio. Stiamo registrando la crescita anticipata dei cereali, se continuerà questa siccità il calo produttivo che già stiamo registrando attualmente, potrà arrivare al 30, 40 per cento. Lungo le colline ci sono mais e girasoli che fanno bella mostra di sè, ma se entro quindici giorni non pioverà risentiranno della secca eccessiva e la quantità prodotta subirà un netto calo».

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Anche sul fronte vendemmia rischiano di esserci conseguenze, anticipa Fucili: «Gli associati segnalano la presenza di uva di ottima qualità, per ora non ha risentito della situazione, ma sarà inevitabile se non pioverà, avere un prodotto di alta qualità, ma scarso per le quantità prodotte. Le prime conseguenze della siccità ad esempio si notano negli ulivi, che hanno avuto una scarsa allegagione e di conseguenza poca fioritura, produrranno poche olive, con conseguenze facilmente immaginabili per la produzione di olio. E’ ancora presto per stabilire con certezza l’entità del danno, ma già si avverte la tendenza al calo produttivo dovuto alla siccità».
Dalla montagna alla costa, l’agricoltura è in sofferenza, denuncia Fucili: «Per quanto riguarda le coltivazioni in campo della parte più pianeggiante della provincia, sono dotate di impianti irrigui, ma il Genio Civile sta iniziando a vietare di attingere dai fiumi per irrigare le produzioni agricole, sarà un grosso problema poter avere la consueta produzione di un periodo normale. L’ultima pioggia risale all’8 e 9 giugno, sono caduti circa 80 millimetri di pioggia, che hanno dato una piccola tregua, ma questa purtroppo non durerà. I più penalizzati dalla siccità sono gli allevatori che attualmente hanno i loro animali in alpeggio, scontano le conseguenze della crisi idrica sotto due profili: la carenza di acqua, un problema aggravatosi dopo il terremoto per la perdita di portata d’acqua di diverse sorgenti, inoltre la siccità ha fatto seccare il foraggio che gli animali trovavano sui pascoli, i costi dei mangimi sono aumentati per il caro energia».

 

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