I redditi 2021 dei dirigenti Asur,
al vertice un cardiologo:
supera i 200mila euro
MACERATA - Al top della graduatoria anche molti amministrativi che hanno emolumenti superiori ad importanti direttori medici: il capo del personale è arrivato a 167mila euro

L’ingresso dell’ospedale di Macerata
di Luca Patrassi
Si parte, ovviamente, da Ippocrate e si arriva alle diffide di questi giorni per via del contenzioso sui milioni di euro da destinare ai premi per i dirigenti. Ci sono stati anche in mezzo due anni di pandemia con il personale sanitario messo nel novero dei prossimi beati, ma ora che la mascherina è un optional e si guarda al futuro, riemerge la sanità di sempre, con i problemi irrisolti di sempre. Mancano i medici, mancano gli specialisti da assumere per far fronte ai vuoti di organico, c’è il tetto di spesa per il personale (alcuni lo hanno scoperto da poco), ci sono privilegi duri a morire.
La pubblicazione da parte di Asur degli stipendi 2021 erogati ai dirigenti è stimolo per diverse riflessioni, al di là delle singole cifre. Ci sono medici, sicuramente tanti, che interpretano la professione come una missione pubblica, entrano in ospedale, vedono, ascoltano, visitano quanti si presentano con la ricetta rossa, nessun ambulatorio privato, nessun ambulatorio intramoenia.
Uno di questi è l’ex direttore di Neurologia dell’Area Vasta 3, Francesco Logullo che lo scorso anno se ne è andato per quel di Pesaro. Nel 2021 dall’Av3 ha avuto 91mila euro lordi. Se si considera che è stato uno dei vertici professionali dell’Av3, se ne dovrebbe dedurre che nel pubblico non sempre i migliori sono i più pagati. Però appunto sono tanti i medici di grande livello che scelgono la sanità pubblica per il piacere di farlo, senza fare i conti con le attività libero-professionali. Altro elemento che balza agli occhi dalla lettura delle centinaia di posizioni è il fatto che diversi dirigenti amministrativi superano nei compensi anche illustri direttori medici: un esempio arriva dal dirigente del personale Fabrizio Trobbiani che nel 2021 ha percepito 167mila euro lordi, il quinto maggior emolumento tra tutti i dirigenti dell’Area Vasta 3. Guadagna più del suo direttore generale. Infine l’attività libero professionale: in Av3 il top della graduatoria 2021 sono alcuni medici che fanno centomila euro di attività professionale intramoenia e si attestano o sfondano quota duecentomila euro. Per la verità, occorre anche specificare che si tratta di redditi derivanti dall’attività svolta, anche intramoenia, per l’Asur: ovviamente ci sono diversi medici e direttori che guadagnano molto di più con l’attività professionale svolta all’esterno che non finisce evidentemente negli emolumenti Asur. Tutto lecito e a norma di legge regionale: le Marche, sono tra le (poche?) Regioni italiane che consentono ai primari di svolgere attività professionale all’esterno.
Ultima riflessione legata alla mancanza di differenziazione economica tra l’attività prestata in trincea (come possono essere i Pronto Soccorso ed alcune altre specialità) e quella svolta in reparti meno asfissianti e a minor rischio di azioni legali. Fatte queste premesse, il primo nella graduatoria 2021 per l’Av3 risulta essere il cardiologo Francesco Pellone con 207mila euro (125 di attività intramoenia), poi un altro cardiologo, Claudio Palpacelli, a 195 (101 di attività professionale), il direttore del dipartimento di Oncologia Nicola Battelli a 177, lo psichiatra Stefano Nassini a 169 e il dirigente amministrativo Fabrizio Trobbiani a 167.
Tra i dirigenti amministrativi più pagati ci sono Alberto Carelli (155mila euro), Adriana Carradorini (140), Zelinda Giannini (120). Tra i medici Giambattista Catalini (143mila), Giuseppe Felicianceli (150), Diego Gattari (152), Angelo Leo (138), Carlo Di Falco (128), Massimo Palazzo (120), Mario Luzi (156), Francesco Manglaviti (161), Francesca Marchesani (138), Clelia Perfetti (149), Giovanni Pierandrei (161), Maurizio Pincherle (121), Giovanni Ribichini (142), Emanuele Rossi (146), Walter Siquini (164), Franco Sopranzi (145), Alberto Tibaldi (135), Ermanno Zamponi (116) e Valeria Zompanti (120).
E ci si preoccupava che i medici no vax sospesi potessero finire sul lastrico….E un dirigente che guadagna più del suo direttore generale… Una vera giungla senza regole.
Tra 3 giorni è la festa dell’ Infermiere. C’è ancora chi aspetta i soldi della premialità COVID.Molti colleghi a tempo indeterminato si licenziano, cosa impensabile fino ad una quindicina di anni fa, anche cambiando tipologia di lavoro magari dopo venti o trent’anni di lavoro; chi può permetterselo va in part-time pur di star meno tempo in ambienti tossici.Il rapporto con i medici è sempre piuttosto conflittuale e l’ infermiere si trova sempre più spesso a rispondere in primis al paziente, al medico, all’ O.s.s. ed al familiare.Dopo tanti anni di lavoro giungo alla conclusione del “Gattopardo” : tanto e’ cambiato per restare come era quando io iniziai questo lavoro e ancora mi risuona in testa quello che diceva con sguardo di scherno un vecchio primario: Sotto lo stemma araldico del medico c’è scritto TUTTO PER I SOLDI!
Il problema non sono gli stipendi, alla fine sono lordi e per un manager non sono molti, poi però ci sarà da capire se tutti i dirigenti sono all’altezza del ruolo che ricoprono, penso che il problema sia il secondo
mancano i dentisti! Come mai?
il dott Pellone è il numero uno
sempre disponibile e gentile
Dopo la debacle del settore sanitario, facciamo ancora regali, bisogna anche sopportare stipendi astronomici. Ma andate a cagherr !!