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«No ai campi da padel in spiaggia,
Civitanova non diventi come Ostia»

PETIZIONE e raccolta fondi per un ricorso al Tar da parte di Civitasvolta: contestata la modifica al regolamento che permette l'installazione permanente delle pedane. Tiziana Streppa e Lia Marchetti: «Passeggiando non potremo più vedere il mare perché coperto dai manufatti stanziali che oscureranno la bellezza del territorio. Queste strutture sarebbero più funzionali in zone periferiche»

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Un campo da padel sulla spiaggia (immagine di archivio)

 

Una petizione e una raccolta fondi per un eventuale ricorso al Tar contro i campi da padel sulla spiaggia. E’ l’iniziativa lanciata da Civitasvolta, che gestisce il progetto Biblioexpress in largo Melvis Jones, sul lungomare sud di Civitanova. Nel mirino dell’associazione la modifica al piano di spiaggia che introduce la possibilità di realizzare strutture sportive, anche coperte per il padel ma non solo, anche su spiagge date in concessione ad associazioni sportive, proprio come quella di fianco al Biblioexpress, sul lungomare sud. Il precedente regolamento consentiva l’installazione delle pedane fino a una superficie massima di 50 mq, da rimuovere entro il 30 settembre dello stesso anno. Ora, con la variazione al Piano di spiaggia, la superficie disponibile passa a 400 mq e c’è la possibilità di occupare l’arenile dodici mesi su dodici.

«La delibera di indirizzo – dicono le referenti dell’associazione Tiziana Streppa e Lia Marchetti – è divenuta urgente con una delibera di giunta nel giro di 4 giorni senza specificare la motivazione. Il provvedimento del dirigente non l’abbiamo trovato all’albo pretorio. Pertanto il ricorso al Tar sarà corredato dagli eventuali futuri allegati. Adottiamo questa iniziativa per sensibilizzare i civitanovesi tutti del fatto che anche solo passeggiando non potremo più vedere il mare perché coperto dai manufatti coperti e stanziali che oscureranno la bellezza del territorio come è successo ad Ostia. Vedremo quale sarà la risposta dei civitanovesi alla nostra richiesta. Noi siamo convinti che lo sport è terapeutico, salutare e serve a giovani e anziani, ma non serve alla spiaggia perché il mare è attrattivo di suo senza ulteriore inquinamento da elettromagnetismo e da combustione».

Per l’associazione «i campi di padel sarebbero stati più funzionali in zone periferiche, nei i cosiddetti non luoghi, i quartieri dormitorio con strade ammalorate all’inverosimile come via Verga che ospita anche una scuola superiore di primo grado. Lo sport – aggiungono – deve aprire le porte a tutti e dovrebbe essere al servizio della città. Noi non siamo contro i privati che oltre a prendere danno in cambio, ma sulla spiaggia oltre a pagare un canone inferiore agli stabilimenti balneari che vantaggi offrono alla città? Da domani inizieremo la raccolta firme e fondi per il ricorso, l’offerta sarà libera e ognuno degli aderenti avrà una ricevuta».

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