Lago delle Grazie, operazione bonifica
«Lo riporteremo al vecchio splendore»
TOLENTINO - Partito il secondo step, un intervento di 5 milioni che servirà a togliere il fango e a creare una barriera che impedisca alla diga di ostruirsi. Il punto del sindaco Pezzanesi

Le operazioni di bonifica
di Francesca Marsili
Partito in questi giorni il secondo step di bonifica del lago delle Grazie: a disposizione ci sono 5 milioni di euro messi sul piatto dal ministero dell’Ambiente. Serviranno ad un’ulteriore rimozione di fanghi, dopo la prima avvenuta nel 2015, e alla costruzione di briglie di sbarramento necessarie ad impedire l’ostruzione della diga.
«Si ricollega alla forte volontà dell’amministrazione comunale di riportare il lago allo splendore dei decenni scorsi che ha fatto vivere ai residenti e non, momenti indimenticabili», commenta il sindaco Giuseppe Pezzanesi illustrando il progetto e ricordando che la prima parte dell’opera di sfangamento «è stata possibile attraverso altri 2,5 milioni di euro ottenuti attraverso l’allora Ministro Lupi». Attualmente sono in corso le operazioni preliminari di carotaggio che serviranno a fornire l’ok per lo sversamento della fanghiglia da rimuovere. «E’ un’analisi che si fa con dei macchinari destinati a stabilire la composizione dei fanghi che si sono accumulati nel lago – spiega il primo cittadino – si scende in profondità, si prelevano e si analizzano le sostanze contenute all’interno. Fino ad oggi, dalle analisi del primo sfangamento, è emerso che i fanghi non contengono sostanze inquinanti e sono ideali per il rifacimento di sponde di fiumi e il livellamento di terreni anche a uso agricolo. Ci auguriamo che pure in questo caso le analisi diano lo stesso risultato». In tal senso, l’amministrazione, nei giorni scorsi, ha emesso un bando dove si chiede, soprattutto a chi vive nella vicinanze del bacino, l’interesse a mettere a disposizione terreni dove riversare i fanghi. «Stiamo ricevendo delle offerte di spazi importanti – aggiunge – meno costano i trasporti più possiamo dedicare le risorse allo sfangamento del lago».
Il sindaco anticipa le fasi di questo secondo intervento di bonifica che come dicevamo avrà un costo complessivo di 5 milioni di euro già finanziati. «Si procederà con il progetto che prevede la costruzione di briglie di sbarramento per impedire che la terra, che in grande parte scivola con le piogge torrenziali dal fosso delle Entogge, possa depositarsi sul fondo dell’invaso. L’apparato che verrà costruito all’altezza del lago è un’opera di prevenzione per il futuro che ci fa pensare che una volta tolto il fango all’interno del lago, non ci sarà più possibilità che si depositi nuovamente. Quest’opera avrà un costo di circa 2,5 milioni di euro. L’altra metà – spiega – verrà dedicata all’asportazione di un’altra parte importante di fango con tecniche tutt’ora al vaglio con il Ministero dell’Ambiente, assieme all’Università di Perugia, all’Assm e al provveditorato delle opere di Ancona che si sta occupando del carotaggio in corso. Ora stiamo definendo gli ultimi tratti progettuali. Questo secondo intervento di sfangamento, non sarò risolutivo, ma stiamo pensando un terzo intervento per l’estate dell’anno prossimo 2023-2024».
Una bonifica, quella dell’invaso artificiale delle Grazie di Tolentino che l’amministrazione comunale ha ritenuto necessaria per molteplici aspetti. Tra essi il migliore funzionamento degli impianti di produzione di energia elettrica gestiti da Assm che poi vende ai partner stabili dalla legge. «Proprio a questo si ricollega il problema dell’interramento e della scarsa piovosità degli ultimi anni – aggiunge – Il lago delle Grazie correva il rischio che riempendosi di terra perdesse il suo significato di riserva idrica. Non ci dimentichiamo che abbiamo l’acquedotto del Nera che è acqua minerale, ma se dovesse succedere qualcosa a questa conduttura, e non ce lo auguriamo, dovremmo tornare a bere acqua attraverso il lago delle Grazie e i potabilizzatori che sono ancora in Assm». C’è poi la questione dell’irrigazione a valle. «I bacini che sono a monte del lago e lo stesso in particolare, sono fondamentali per la produzione di beni di prima necessità come ortaggi e beni agricoli che sono sulla vallata del Chienti».
Non ultimo l’aspetto turistico ambientale poiché l’area dove insiste l’invaso, formato dallo sbarramento sul fiume Chienti, è un’oasi faunistica di circa 167 ettari, denominata appunto delle Grazie. E proprio su questo ultimo aspetto, il sindaco uscente Pezzanesi, non più ricandidabile alle prossime elezioni dopo dieci anni di amministrazione, ma che vedrebbe una continuità nella candidata del centrodestra Silvia Luconi, ripercorre quello che era il piano da lui imbastito per il lago delle Grazie. «Nel 2017 abbiamo pensato un progetto sulle sponde del lago, una volta tolto il fango, che potesse ripristinare tutte quelle attrazioni che c’erano un tempo e che vogliamo implementare: dal beach volley al tennis, al minigolf, alla pesca sportiva, oltre alla costruzione di una struttura in legno sulla ex spighetta dove c’erano le piscine – conclude – abbiamo pensato anche ad un attraversamento ciclopedonale sul punto più stretto, all’inizio del Lago dove il Chienti si immette, per far godere i cittadini delle strutture che saranno da entrami i lati. Pensiamo in grande e vorremmo riuscire a farlo diventare realtà».
