Franco Graziosi, dagli esordi a Macerata
alla fama nazionale
«Un grande, rubavo il suo modo di recitare»

RICORDO - Si è allontanato giovane dalla sua città natale ma non l'ha mai lasciata del tutto. Lo testimoniano i manifesti degli spettacoli giovanili ai Salesiani conservati negli archivi della Ctr, i premi che gli sono stati riconosciuti e il suo rispondere presente ad ogni invito. Piergiorgio Pietroni lo ha sempre seguito e stimato: «Nel 1968 si esibì al Lauro Rossi, ho avuto la fortuna di ammirare la sua magnifica recitazione nel Fondo di Gorki, con la regia di Strehler e poi a seguire tutte le altre grandi interpretazioni»
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Franco Graziosi sul palco (“Temporale”, di August Strindberg, regia di Giorgio Strehler ripresa da Enrico D’Amato, stagione 2004/05)

 

di Alessandra Pierini

«Franco Graziosi con un cappello di paglia in testa è stata la prima foto che ho visto quando, nel 1965 sono entrato nella sede del Gruppo Calabresi». E’ questa la prima immagine di Piergiorgio Pietroni, anche lui uomo di teatro che ha sempre nutrito un rapporto di profonda stima con Franco Graziosi, morto sabato a 92 anni. L’attore, nato a Macerata, viveva stabilmente a Roma dove aveva sposato Esperia Pieralisi, sorella di Virna Lisi da cui ha avuto due figli. Ma nella sua città natale tornava ogni volta che qualcuno lo invitava ma anche per far visita ai suoi familiari che qui vivono: le sorelle Clara e Assunta (moglie di Ugo Bellesi).
Piergiorgio Pietroni, nel 2014, ha intervistato Graziosi durante un appuntamento agli Antichi Forni e di conoscere così nel dettaglio i ricordi dell’attore: «Raccontò di avere avuto le sue prime esperienze con la compagnia Perugini, ai Salesiani di Macerata. Poi se ne andò per frequentare l’università e, passando tutte le mattine davanti all’accademia di arte drammatica, lasciò Giurisprudenza e si iscrisse. Poi fu preso al “Piccolo di Milano”. Voluto e amato da Giorgio Strehler, ha subito ricoperto ruoli importanti. Io ho avuto la fortuna di vederlo nel Giardino dei Ciliegi. Seguì Strehler anche al Metastasio e lavorò ancora con lui».
Nel 1968 si esibì al teatro Lauro Rossi: «In quella occasione – ricorda Pietroni – ho avuto la fortuna di ammirare la sua magnifica recitazione nel Fondo di Gorki, con la regia di Strelher e poi a seguire tutte le altre grandi interpretazioni. Il temporale, Il giardino dei ciliegi, Il Faust per finire con il Fattaccio di via Merulana sotto la regia di Ronconi».
Pietroni lo ricorda sempre pronto a rispondere ai suoi inviti: «E’ stato un grande, chi ha seguito il teatro non può non piangerlo. A Macerata ha dato lustro e più volte è stato premiato. Per quanto mi riguarda ho avuto la felicità di conoscerlo personalmente e mi porto dentro tutto quello che ho saputo e potuto rubare alla sua capacità di essere in scena».

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Uno dei manifesti degli spettacoli giovanili di Franco Graziosi

La Ctr, che ha riunito negli anni le storiche compagnie teatrali maceratesi lo omaggerà in una mostra dal titolo “Novecento Teatro ” che si svolgerà in autunno. La Ctr conserva i manifesti dei primi spettacoli del giovanissimo (tra i 18 e i 20 anni) Franco Graziosi. «Dai documenti  – racconta Roberto Sagripanti, vice presidente Ctr – che ho ritrovato nella sede storica (sotto palazzo del Mutilato) della compagnia Gad “Oreste Calabresi” di Macerata (dal 2007 Ctr-Calabresi Te.Ma Riunite) era l’ultimo fondatore ancora in vita della compagnia, che quest’anno festeggia il 70esimo dalla sua nascita (1 settembre 1951), e in programma avevamo anche un’intervista al celebre attore che purtroppo non ci sarà.
La compagnia, come si può notare dai documenti fotografici, aveva diverse denominazioni, ma si era formata dopo l’interruzione della seconda guerra mondiale, grazie al generoso impegno di Angelo Perugini che aveva riunito i migliori giovani che si erano formati nelle varie filodrammatiche locali, in unione alle attività teatrali promosse dall’Istituto Salesiano del paese dove insieme a Franco Graziosi mossero i primi passi Silvio Spaccesi, che seguì anch’egli la professione; Ugo Giannangeli, anima e regista della compagnia fino ai primi anni del 2000, Renzo Pallotta, attore ma soprattutto infaticabile organizzatore e curatore del nostro archivio storico; Jole Vaccaro, la Duse di Macerata, e molti altri e altre che hanno fatto conoscere la storia del teatro amatoriale maceratese in tutta Italia e nei vari festival europei a cui hanno partecipato».

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“Le balcon”, di Jean Genet, regia Giorgio Strehler, stagione 1975/76

Franco Graziosi è stato ricordato anche dal direttore del Piccolo di Milano Claudio Longhi: «Un’ironia sottile, un’autorevolezza rara appena camuffata da un ineffabile understatement, lo sguardo acuto, e penetrante, una saggezza dolente di calda umanità, l’inconfondibile timbro di voce… Franco se ne è andato con la semplicità toccante che lo ha sempre contraddistinto. Lascia il ricordo vibrante del suo “gioco” colto e sopraffino. Grazie Franco. Grazie di cuore».

Il funerale si svolgerà venerdì 24 settembre alle 14 a Roma al cimitero Flaminio a Prima Porta. La salma sarà tumulata nella tomba della famiglia Pieralisi dove riposa anche Virna Lisi.

 

 

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Franco Graziosi: “La mia Macerata non la riconosco più”

 

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L’intervista a Franco Graziosi agli Antichi Forni nel 2014: da sinistra Piergiorgio Pietroni, Ugo Bellesi, Franco Graziosi e Giuseppina Salsiccia

 

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Franco Graziosi riceve il premio Glomere

I manifesti degli spettacoli giovanili di Franco Graziosi sono conservati dalla Ctr Macerata

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Di seguito le foto degli spettacoli al “Piccolo” di Milano

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“I giganti della montagna”, di Luigi Pirandello, regia Giorgio Strehler, stagione 1993/94

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