Il viaggio in Libano, Siria e Turchia
raccontato da un’ingegnera e manager
PORTO RECANATI - "Sulla via di Palmira e ritorno" è stato menzionato alla 31esima edizione del Premio Italo Calvino. L'autrice Laura Cinquarla, nata a Macerata, l'ha presentato al pubblico nel cortile interno delle ex scuole Diaz. Ospite d’onore, e personaggio del volume, l’architetto di fama internazionale Piero Castiglioni
di Giulia Ciarlantini
Un sorriso colorato di nostalgia e due occhi lucidi pieni di immagini sul viso di Laura Cinquarla. La presentazione del suo primo libro “Sulla via di Palmira e ritorno” si lascia avvolgere dalle note della canzone Alexandra Leaving di Leonard Cohen, interpretate da Aurora Ballarini e Aurelio Scalabroni nel cortile interno delle ex scuole Diaz di Porto Recanati.
Ospite d’onore e personaggio del libro, l’architetto di fama internazionale Piero Castiglioni, caro amico e collega di Laura. In questa serata di fine agosto ricca di racconti, foto e lacrime, la platea portorecanatese viene portata indietro nel 2008, nell’Arco di Trionfo e Teatro Romano di Palmira, che Laura Cinquarla ha visitato con il suo amico Paolo, registrando su carta colori e odori di quello che oggi sono solo rovine e i ricordi di popolazioni devastate da sangue e distruzione. L’autrice nasce a Macerata, pur avendo radici che vanno ben oltre il confine marchigiano. Il papà si trasferisce in Italia dall’Eritrea nel 1963: albero genealogico multiculturale, che spiega anche la sua passione per i viaggi on the road. «Il desiderio di esplorare e conoscere realtà nuove è iniziato da subito, amavo Porto Recanati durante l’infanzia, ma poi ho sentito il bisogno di cambiare ambiente» racconta l’autrice.
Dopo il liceo scientifico si trasferisce al Politecnico di Milano dove si laurea in ingegneria. Prima generazione Erasmus, studia un anno a Barcellona, che fa nascere la passione per l’architettura: «gli architetti traggono ispirazione da tutto ciò che li circonda ed è un approccio al mondo che mi ha affascinata». Stesso approccio aperto con cui Laura viaggia e racconta le sue mete, senza «lenti colorate», dice Loris Sangelantoni. Ora manager di un’azienda internazionale, è tornata alle origini, dopo aver visitato tre quarti di mondo, e vive a Porto Recanati, mamma di Filippo e moglie di Nicola, anche lui ingegnere, che viaggiando per lavoro le «riporta a casa quel respiro di mondo che un po’ le manca». Il libro menzionata alla XXXI edizione del Premio Italo Calvino ha come protagonista un viaggio autobiografico che parte dalle Marche, attraversa Libano, Siria e si conclude in Turchia. Protagonista la storia e l’amore per il viaggio.
Laura e Paolo con lo zaino in spalla decidono di percorrere le tappe dello storico Taurus Express, continuazione asiatica dell’Orient express, dormendo nella stanza che ospitò Agatha Christie del Baron Hotel di Aleppo. Una «responsabilità verso la storia» quella sentita dall’autrice, che nel 2016 rispolverando foto e appunti di viaggio, si è resa conto della fortuna avuta nell’essere stata testimone di un Medio Oriente fiorente, moderno, internazionale, che non conosciamo oggi, coperto dalla polvere degli spari. Quando a migrare erano solo le cicogne nel cielo di Burgaz recita il sottotitolo del libro. Oggi quel tragitto non è più popolato da cicogne, ma da popoli in fuga dalla guerra che dilania quei Paesi dal 2011. Sente quindi la necessità di «rendere questa testimonianza pubblica». Sul palco anche altri cari amici dell’autrice: Elena di Giovanni, traduttrice e professoressa dell’Università di Macerata; Loris Sangelantoni, ginecologo e ex Presidente Archeoclub Porto Recanati, definito da Laura «il suo angelo custode». Con un omaggio consegnato dalla vice sindaco Rosalba Ubaldi viene ringraziato Piero Castiglioni. A sua moglie Chiara Baldacci è dedicato il libro. La coppia ha messo a disposizione all’autrice la propria casa rosada nell’arcipelago turco delle Isole dei Principi, ultima tappa del viaggio. «L’esempio vivente del significato di autenticità» afferma Laura commossa, pronti a «lasciare le chiavi sotto lo zerbino» per qualsiasi amico. «Chiara, fotografa, aristocratica nei modi e libera nei pensieri, da quest’anno venuta a mancare ed è diventata una cicogna più speciale delle altre» conclude Laura, coperta dagli applausi del pubblico.
(Foto di Nando Palmieri)







