Erosione della costa a Scossicci,
i cittadini lanciano la raccolta firme:
«Lavori bloccati per errore e distrazione»

PORTO RECANATI - Gli abitanti della zona nord hanno lanciato la petizione: «I 100mila euro a disposizione non sono stati utilizzati perché il Comune non era in possesso della valutazione di impatto ambientale. Questo denota quanta attenzione danno al litorale»

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di Marco Ribechi

Erosione della costa a Porto Recanati, i cittadini scendono in campo al fianco dei balneari, partita la raccolta firme. Non è più soltanto una questione di balneari e ristoratori quella delle mareggiate che da anni flagellano il lungomare Scarfiotti a Scossicci, ora anche i residenti sono stanchi di vedere il litorale perdere costantemente spazio a favore del mare. Nonostante le richieste e le proteste insistenti che ogni anno vengono rivolte al Comune e alla Regione il problema sembra non trovare soluzione e anche quest’estate le mareggiate, con il ritmo di due o tre al mese, non hanno dato tregua agli stabilimenti che si sono visti ridurre non solo l’arenile ma anche la possibilità di mettere ombrelloni già prenotati per la stagione, con il record di ventisei ombrelloni in meno tristemente conquistato da uno storico stabilimento.

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Foto d’archivio

Per questo, attraverso il “Comitato Lungomare Scossicci”, gli abitanti della zona nord di Porto Recanati hanno deciso di lanciare una raccolta firme per denunciare il grave rischio idrogeologico. «A muoversi sono stati i proprietari delle seconde case, anche loro arrivati ormai a non tollerare più questa trascuratezza – spiega Andrea Marcelli, vice presidente del comitato – Si tratta di  persone che hanno acquistato la casa in questa zona che apprezzavano particolarmente e che oggi la vedono ridotta a un colabrodo, senza contare la perdita di valore che gli immobili subiscono proprio a causa dell’erosione della spiaggia». La raccolta firme verrà consegnata ai primi di settembre alle autorità competenti che però sono ben al corrente delle problematiche della zona. «Erano stati stanziati dei fondi corrispondenti a 100mila euro (leggi l’articolo) – spiega Marcelli – delle briciole che dovevano servire per tamponare. Il Comune non è stato nemmeno in grado di spenderli perché ad aprile si sono accorti che mancava la valutazione di impatto ambientale. Questa inaccettabile trascuratezza denota l’interesse che il Comune ha per Scossicci. Avrebbero potuto fare i lavori prima dell’estate con tutta calma per permetterci di portare avanti al meglio la stagione invece saranno fatti a settembre per colpa delle loro disattenzioni. Non ci sono parole per descrivere la situazione». Per aderire si può firmare l’appello negli chalet Acropoli, Bebo’s, Da Massi, Barracuda, Palm Beach e all’Agenzia Vacanze Mare.


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