Morto il giorno dopo il vaccino, la moglie:
«Vogliamo sapere cosa è successo
La notte aveva vomitato 3 volte»
MACERATA - Luciano Bettucci, 59 anni, era in pensione, aveva fatto il pasticcere e il panetterie e aveva lavorato al bar Narciso e alla Parima. «Ieri diceva di sentire la gola secca, aveva sete e abbiamo chiamato il medico. Aveva solo la pressione un pochino alta. Verso le 17 è andato a riposare, ho dormito un po’ anch’io, finchè non ho sentito un rumore e l’ho trovato in bagno». La procura ha disposto l'autopsia
di Gianluca Ginella
«Vogliamo sapere cosa è successo a mio marito, lunedì alle 18,50 ha fatto il vaccino, non so se possa essere collegato a quello», così la moglie di Luciano Bettucci, il 59enne trovato morto ieri nel bagno della sua casa in via Pace, a Macerata. Per capire le cause della morte la procura ha disposto l’autopsia. Bettucci era in pensione, quest’anno avrebbe compiuto 60 anni, e per tutta la vita ha fatto il panettiere e il pasticcere. Ha lavorato per 16 anni al bar Narciso di Macerata, poi ha lavorato alla Parima finché l’azienda non è stata chiusa e successivamente è stato impiegato alla pasticceria Zibaldone, a Sambucheto di Montecassiano, e prima di andare in pensione (due anni fa) al panificio Tamburrini di Macerata. «E’ sempre stato una persona energica, però l’ultima settimana l’ho visto preoccupato perché doveva fare il vaccino e non era sicuro» racconta la moglie, Elizabeth Chuchon, che con Bettucci era sposata da quasi vent’anni. La signora questo pomeriggio era a casa, ancora scossa per quanto accaduto ieri, quando ha trovato il marito morto nel bagno.
Il 118, intervenuto sul posto, preso atto che l’uomo si era vaccinato il giorno prima ha chiesto l’intervento dei carabinieri per gli accertamenti del caso e della vicenda è stata interessata la procura di Macerata. «Mio marito ha fatto il vaccino Pfizer, la prima dose, lunedì alle 18,50. Stava bene, poi la notte ha vomitato tre volte e la mattina verso le 7 abbiamo chiamato la Guardia medica – racconta Chuchon -. Sono venuti, e gli hanno dato il Plasil (un medicinale contro il vomito, ndr). Dopo mio marito era stato un po’ meglio. Io sono andata al lavoro, ma poi sono tornata a casa per stargli vicino visto che non si sentiva bene. Mi diceva di sentire la bocca secca, aveva sete. Più tardi abbiamo chiamato il medico. Gli ha misurato la pressione ed era un pochino alta, non molto, credo tra 140 e 160. Verso le 17 si è messo a riposare – continua Chuchon -. Quando è andato a dormire sono andata a riposare anch’io perché la notte, col fatto che aveva vomitato, non si era dormito». Verso le 18,30, continua Chuchon, «ho sentito un rumore, come un secchio che cadeva. Allora ho chiamato “Luciano, ti sei alzato?”. Ma non ho ricevuto risposta. Allora sono andata e vedere e l’ho trovato in bagno. Era vicino al water, come se volesse vomitare». La moglie di Bettucci non sa dire se in quel momento fosse ancora vivo, «sembrava vivo, io ho chiamato il 118 e sono uscita a chiedere aiuto ma nessuno è venuto ad aiutarmi» racconta la signora. Gli operatori del 118 sono arrivati sul posto, ma non hanno potuto fare niente per salvare la vita a Bettucci. La morte sarebbe legata ad un infarto. La famiglia, che al momento non ha presentato esposti, vuole conoscere le cause della morte. La procura, con il sostituto Stefania Ciccioli, magistrato di turno, han disposto l’autopsia. L’esame medico legale si svolgerà venerdì alle 9,30 all’obitorio di Macerata, se ne occuperà Roberto Scendoni.


L’autopsia troverà la verità? Non è il caso che ci sia un medico di parte della famiglia all’autopsia?
”Come è possibile allora per un medico che fa un’autopsia in Italia o in un altro Paese, e che a questi laboratori e tecnologie non ha accesso, come è possibile riconoscere un effetto di quelle sostanze che lui probabilmente non sa neanche come sono state composte?
Kennedy: I danni causati dai vaccini non lasciano delle impronte, se c’è un attacco di cuore dopo la dose del vaccino, non c’è quasi mai un modo per dire che questa è legata al vaccino oppure se è solo una coincidenza.
E lo stesso è vero anche per l’ictus o una reazione allergica, è molto difficile perché non lascia un’impronta.”
https://www.byoblu.com/2021/04/15/byoblu-intervista-robert-kennedy-junior/