«Pronto a restituire il marchio al Comune
che potrà darlo a Canil per la serie C
Ma chiamatela Maceratese»

CALCIO - Le parole del presidente Alberto Crocioni che oggi pomeriggio si è incontrato all'Helvia Recina con il dg Vissani e il tecnico Nocera: «Siamo tenuti in stand by dall’amministrazione e così non va bene per rispetto verso la nostra società, vorremmo fare un minimo di programmazione». Il mister: «Purtroppo la situazione non è chiara. Staremo a vedere quello che succede, l’importante è che arrivino risposte da chi di dovere»
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Il presidente della Maceratese Alberto Crocioni con il dg Enzo Vissani

 

di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)

«Io sono pronto a restituire il marchio e i simboli della SS. Maceratese 1922 al Comune che potrà darli a Canil o a chi vuole per fare la serie C. Anche domattina. Non ho alcun problema. Però dico anche che in città ci deve essere una squadra che non abbia nomi ibridi ma che sia la Maceratese per la quale verrò anche io al campo da sportivo a fare il tifo. Qualunque altro nome sarà accettato dai tifosi biancorossi? Ditemelo voi». Queste le parole di Alberto Crocioni, presidente della Maceratese, arrivato questo pomeriggio allo stadio Helvia Recina per rivedere mister Francesco Nocera e altri allenatori del suo club oltre ad un gruppo di giocatori under 19 che il tecnico voleva osservare in vista della prossima stagione.

nocera-crocioni-2-325x217Sulla quale, però, rimane un enorme punto interrogativo per la Rata che non è ancora stato sciolto dall’amministrazione comunale ed anche per questo Crocioni chiede che al più presto sia fatta chiarezza e si diano risposte nette e certe. Perché serve programmare la nuova stagione o annullarla, a seconda delle scelte che arriveranno da Palazzo Conventati. Che non possono, però, essere procrastinate a fine giugno, quando allenatori e giocatori si sono accasati anche nelle categorie dilettantistiche di Eccellenza o Promozione che sia. «Siamo tenuti in stand by dall’amministrazione –prosegue il patron biancorosso- e così non va bene per rispetto verso la nostra società che, per carità, non siamo nel professionismo, però un minimo di programmazione vorremmo farla. Nei confronti dei tanti collaboratori, allenatori, dirigenti e degli stessi giocatori delle giovanili che fanno parte delle nostre squadre. Capisco che avere una Lega Pro a Macerata sia di prestigio per la città. Ci siamo messi a disposizione attendendo risposte dal Comune che continuano a non arrivare. Col Matelica non ci sono stati contatti mentre con l’amministrazione ho parlato e mi dicono sempre che stanno valutando se ci sono possibilità di avere la serie C a Macerata. Non si è mai discusso di fusione tra la nostra società ed il Matelica, ma ho dato la mia disponibilità al Comune a restituire il marchio SS. Maceratese e quindi a trasferirlo al club che farà la Lega Pro. Da come la vedo io in città ci deve essere una sola Maceratese e, quindi, se l’amministrazione sceglierà di sposare il progetto Canil per me va bene. Solo che gradirei che me lo dicano adesso e non si continui in questa situazione di sospensione che non giova all’attività del mio club ma direi anche ai tifosi ed alla città intera».

Crocioni_Vissani_FF-2-325x217Dunque Crocioni è pronto a farsi da parte senza creare ostacoli al progetto Lega Pro su cui sta lavorando il Comune ma chiede che chi eventualmente lo sostituirà nell’essere la squadra del capoluogo lo faccia convintamente ed in toto prendendo il nome di SS. Maceratese senza inventarsi altri nomi ibridi (ndr. il riferimento è al Matelica-Macerata che da settimane circola in città) che farebbero scomparire lo storico blasone biancorosso. «Qualcuno dice che ci sono migliaia di tifosi che non mi vogliono perché non buco lo schermo –prosegue il patron della Rata-, non sono la persona adatta, non ho capacità e che vogliono solo a Canil. Va bene accetto tutto. Basta che qualcuno me lo dica e tolgo il disturbo. E’ chiaro che se arriva un’altra società in città alla quale vengono concessi gli impianti sportivi non c’è spazio per altre realtà come la mia, anche solo a livello di settore giovanile. Se Canil, contro il quale non ho assolutamente nulla ed anzi lo ammiro per le potenzialità che ha e per i risultati conseguiti, viene a Macerata è un discorso a 360 gradi che deve abbracciare prima squadra e settore giovanile. Per questo chiedo che l’amministrazione si esprima e ci dia delle risposte in tempi brevi. Perché se dobbiamo farci da parte bisogna che lo sappiamo per non iniziare a lavorare per la prossima stagione col rischio che il 30 giugno ci dicono che il loro progetto è un altro. Non voglio fare polemica con nessuno, Comune e Canil, ma credo che sia sacrosanto sapere che cosa dobbiamo fare. Il tempo delle promesse è finito serve una decisione. Qualunque essa sia».

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Francesco Nocera e Alberto Crocioni

Mister Francesco Nocera è l’esempio tipico di come questa incertezza che regna sul calcio biancorosso debba essere sciolta in tempi rapidi per dare modo anche ad allenatori e giocatori di trovarsi una collocazione per la stagione 2021-22 anche nei tornei dilettantistici regionali. «Siamo venuti qua oggi per rivederci dopo sette mesi con i ragazzi -ribadisce il tecnico campano – un incontro prima a livello umano ma anche per analizzare la situazione che si sta vivendo qui a Macerata e che purtroppo non è chiara. Staremo a vedere quello che succede, l’importante è che arrivino risposte da chi di dovere, il tempo scorre veloce e siamo nella fase in cui si programma la nuova stagione, si fanno scelte sia per gli allenatori che per i giocatori. Io credo che se il calcio professionistico torna a Macerata con la vera SS. Maceratese 1922 io non potrò che esserne il primo tifoso. Però deve diventare Maceratese e non altro, non so se si può fare questa cosa da subito. Ci sono troppe cose da valutare e vedere: è però necessario che si intraprenda una strada ci sia chiarezza e non si vada troppo per le lunghe. La Maceratese in questi anni in realtà non si è mai potuta vedere: quando sono arrivato in panchina ci ha fermato subito il covid, l’anno scorso abbiamo disputato una sola partita e ci hanno bloccato, pur avendo costruito una squadra per primeggiare. Stavamo programmando con la società per fare qualcosa di buono per il prossimo anno. Però adesso c’è questa situazione che rischia di stoppare nuovamente tutto. E’ il momento di contattare giocatori ma sei nell’impossibilità di farlo perché non sai cosa accadrà qui a Macerata».

 

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