Accoltellamento in via Roma,
denunciati i quattro cubani

MACERATA - La procura sta indagando per ricostruire quanto accaduto sabato pomeriggio. L'avvocato di uno dei cubani coinvolti: «al lago di Caccamo volgarità verso la moglie di uno di loro». Il legale dell'amico del ferito: «Avevano già cercato di aggredire il mio assistito e il figlio. Scattolini ha tentato di aiutarli ma questo gruppo li ha travolti»
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La polizia sul luogo dell’accoltellamento

 

di Gianluca Ginella

Accoltellamento in via Roma, sono quattro le persone denunciate dalla procura, si tratta di tre uomini cubani, che hanno 43 anni, 35 anni, e 30 anni, e una donna di 62 anni, anche lei cubana.

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Il pm Enrico Riccioni

Il pm Enrico Riccioni, che sta coordinando le indagini della Squadra mobile di Macerata contesta i reati di lesioni personali. Le indagini sulla vicenda sono in corso e la procura vuole sentire le versioni di tutti quanti, dalla vittima dell’accoltellamento, il 43enne Antonio Scattolini, italiano di origini brasiliane, ferito sopra al gluteo sinistro, ai 4 denunciati. Ieri Scattolini a Cronache Maceratesi aveva raccontato la sua versione di quanto accaduto. Ha spiegato che tutto è nato al lago di Caccamo, «per un malinteso» e che lui e un amico sono stati seguiti fino a Macerata dagli aggressori. Scattolini ha detto che i tre uomini cubani erano scesi dall’auto, tutti armati di coltello, e lo avevano aggredito e ferito sopra al gluteo.

Portato in ospedale, era stato operato d’urgenza. Su quanto accaduto sono in corso le indagini che dovranno verificare tutte le versioni e comprendere i motivi di questa aggressione.

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Antonio Scattolini all’ospedale di Macerata

Ad assistere uno dei cubani è l’avvocato Irene De Simio che in una nota sostiene: «Il malinteso cui fa riferimento Scattolini si sostanzia nelle volgarità rivolte dallo stesso alla moglie, al sesto mese di gravidanza, di uno dei cubani; donna che successivamente veniva colpita al ventre e, fortunatamente, verrà dimessa oggi dal nosocomio anconetano. Per quanto attiene ai coltelli, non corrisponde al vero quanto dichiarato da Scattolini». 

«L’episodio di via Roma è stato preceduto da altra aggressione perpetrata verso il mio assistito e suo figlio, e Scattolini era già intervenuto per proteggere l’amico e i loro famigliari – dice l’avvocato Federico Valori che assiste l’amico del 43enne ferito -. Si sono precipitati a casa del mio cliente, due di loro sono suoi ex colleghi di lavoro e quindi si devono essere informati sull’indirizzo. Io e l’avvocato Esildo Candria, legale di Scattolini, acquisiremo le testimonianze per chiarire ogni dubbio. Né Scattolini, né Cabrera si sono resi responsabili di alcun tipo di aggressione al lago di Caccamo».

Su quanto accaduto interviene anche un altro legale che assiste uno dei cubani, l’avvocato Simone Santoro: «E’ molto semplice offrire una versione unilaterale – dice l’avvocato Santoro -, soprattutto senza un contraddittorio, di quanto accaduto al lago di Caccamo ed in merito ad una supposta aggressione che avrebbe subito l’italiano di origini brasiliane. Gli accertamenti investigativi dimostreranno ben altra realtà fattuale e ricostruiranno ogni dinamica di quanto realmente accaduto».

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