Mense, parte la riorganizzazione
dopo le proteste dei genitori:
«Reinvestiremo i risparmi»

MACERATA - La lettera del sindaco Sandro Parcaroli e dell'assessora Katiuscia Cassetta in vista della ripresa del servizio, dopo la polemica e la raccolta firme: «Tutti i bambini della città avranno accesso allo stesso menu, alla stessa qualità e non ci saranno differenze»
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Oggi inizia la riorganizzazione delle mense a Macerata e, date le proteste dei genitori (che hanno raccolto e depositato oltre 500 firme per fermarla), l’amministrazione ha inviato loro una lettera per conciliare gli animi. La firma è del sindaco Sandro Parcaroli e dell’assessora Katiuscia Cassetta. «Dopo mesi di analisi, confronti, discussioni partirà la riorganizzazione delle mense scolastiche di cui si è parlato tanto in questi mesi – scrivono Parcaroli e Cassetta -. Con questa lettera, che ci piacerebbe diventasse una consuetudine di comunicazione tra amministrazione e genitori, vorremmo instaurare un rapporto diretto con ognuno di voi, senza nessun filtro, con rispetto e fiducia reciproca. Sappiamo quanto abbiate a cuore la salute dei vostri figli e sappiamo quanto il servizio mensa sia per molti di voi essenziale per garantire un pasto sano e nutriente ai vostri figli. Consapevoli di tale importanza, appena insediati come nuova amministrazione abbiamo subito intrapreso un percorso di analisi del servizio, delle sue potenzialità e dei punti critici. Insieme al Dirigente, al Responsabile del personale di cucina, che da anni seguono con attenzione e cura il servizio, e con gli assessori interessati abbiamo trovato un’organizzazione complessa che meritava attenzione nel rispetto dell’importante servizio che viene fornito alla comunità e delle risorse impegnate. Abbiamo iniziato un percorso di analisi e confronto, forti del principio che tutti i bambini della città che frequentano le mense scolastiche hanno diritto ad un pasto equilibrato, sano e sicuro e che il personale di cucina ha il dovere di prendersi cura della loro alimentazione avendo a disposizione tutta la strumentazione necessaria per garantire un pasto sano. Questo percorso, che per diverso tempo è stato fatto nel rispetto delle varie professionalità coinvolte, ad un certo punto è stato reso noto con una modalità impropria, quando il lavoro istruttorio non era stato completato, cosicché siamo stati costretti a rincorrere le notizie che, purtroppo, forse ancora oggi non sono chiare e arrivate a tutti con precisione e correttezza. Ribadiamo a tutti voi che la volontà dell’amministrazione non è di esternalizzare il servizio, né di eliminare il biologico dalle forniture di prodotti per la refezione scolastica.

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Il sindaco Sandro Parcaroli e l’assessora Katiuscia Cassetta

Quindi, proseguono Parcaroli e Cassetta, da oggi «verrà solo esteso un processo organizzativo che da anni viene già svolto con sicurezza e nel rispetto di tutte le norme previste. Cinque mense serventi, quelle meglio organizzate, prepareranno parte del pasto per altre cinque mense riceventi, mentre quattro mense rimarranno a gestione “diretta”. Questa organizzazione ci permetterà di iniziare la valutazione di un percorso che, nei programmi, dovrebbe mettere a sistema questa modalità di servizio nel maggior numero possibile di scuole. Le mense/cucine serventi saranno perciò dotate di tutta la strumentazione e personale necessari, mentre le mense che riceveranno non vedranno smantellata la loro cucina interna, la quale avrà ancora il personale addetto alla cucina, con meno passaggi ma con la dovuta attenzione e cura per la preparazione del pasto, rispettando i tempi e le modalità di somministrazione di ogni singola scuola. Le mense/cucine che riceveranno il pasto, proprio perché attrezzate con soldi pubblici non perderanno la loro funzione ma saranno a servizio della riorganizzazione e ottimizzazione del processo».

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La protesta dei genitori in piazza della Libertà il 15 febbraio

Inizia oggi quindi «un percorso che, tra le altre cose, prevede, con il supporto di esperti, un’analisi attenta del menu finalizzata alla sua rivisitazione alla luce dei nuovi e più aggiornati studi. Un percorso che permetterà di recuperare delle risorse, vista l’ottimizzazione dei tempi e la razionalizzazione delle spese, che verranno reinvestite in attrezzature e strumentazione a disposizione del personale delle mense. Un personale che vorremmo adeguatamente formato ed aggiornato sulle nuove tecniche di cottura e che insieme agli insegnanti e tutti i genitori saranno fonte di sostegno ed esempio per una nuova attenzione al cibo, al pasto che consumiamo e all’ambiente in cui viviamo. Tutti i bambini della città avranno accesso allo stesso menu, alla stessa qualità e non ci saranno differenze tra scuole o mense. Capiamo come ogni cambiamento possa spaventare, possa non essere compreso appieno e magari pensare che tutto funzionava e che non ci fosse bisogno di alcun intervento migliorativo, proprio ora poi che stiamo vivendo questo terribile momento legato alla pandemia. Vi assicuriamo che sentiamo fortemente la responsabilità delle nostre scelte; scelte ponderate attentamente insieme a tutto il personale che da sempre ha cucinato per i vostri figli e di cui crediamo possiamo fidarci noi e altrettanto voi. Un personale a cui confermiamo la nostra e vostra fiducia ed al quale, ci auguriamo tutti, dimostreremo rispetto. Ci aspettano ancora due-tre mesi di scuola in presenza, periodo nel quale ci impegneremo tutti per la serenità dei nostri alunni, insieme ai dirigenti ed insegnanti che fino ad oggi hanno dimostrato competenza, passione e spirito di sacrificio pur di garantire loro la più adeguata formazione». E concludono:  «Ora che torneremo in presenza, con le tutte le precauzioni e le dovute accortezze, continueremo tutti ad impegnarci per garantire oltre alla normale sicurezza in classe anche la sicurezza a mensa. Sicuri che con rispetto e fiducia reciproca la nostra città continuerà ad investire in cultura, formazione e attenzione alle nuove generazioni».

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