«Creativa, vivace e misteriosa»
Mia Martini e gli anni a Porto Recanati,
il ricordo degli ex compagni di classe

L'INFANZIA di Domenica Mimì Bertè sarà ripercorsa in un docufilm le cui riprese inizieranno nella città costiera dalla metà di aprile. Il regista Gianfrancesco Lazotti ha incontrato alcuni testimoni che la conobbero da piccola. Luigi Fava: «Era più perspicace degli altri. Sapevamo un po’ tutti che avrebbe fatto qualcosa di speciale e si è meritata tutto il successo che ha avuto». Maura Filippi: «Mia madre Dina, che era la nostra maestra, aveva notato il suo lato artistico, e non siamo rimaste stupite quando abbiamo saputo che stava facendo delle audizioni importanti»
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Mia Martini

 

di Francesca Marchetti

Mia Martini sarà la protagonista di un docufilm le cui riprese inizieranno a Porto Recanati dalla metà di aprile (disposizioni anti Covid permettendo) e che sarà presentato a prestigiosi festival cinematografici nazionali da settembre.

Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì, nacque a Bagnara Calabra il 20 settembre 1947 e morì tragicamente a Cardano al Campo il 12 maggio 1995. La famiglia Bertè si trasferì a Porto Recanati all’inizio degli anni ‘50 quando il padre Giuseppe Radames Bertè, insegnante, fu trasferito nelle Marche. Anche la madre Maria Salvina Dato era una maestra. Rimasero in città circa sette anni.

Mimì Bertè diventò Mia Martini nel 1971, quando un noto produttore dell’epoca le trovò uno pseudonimo che fosse facile da ricordare anche all’estero. Tantissimi i successi e i riconoscimenti legati a canzoni indimenticabili come “Piccolo Uomo”, “Minuetto”, “E non finisce mica il cielo”. Interprete raffinata e appassionata, tornò alla ribalta grazie al pezzo “Almeno tu nell’universo” presentato al festival di Sanremo nel 1989 dopo anni difficili in seguito alle operazioni subite alle corde vocali, che le avevano lasciato una timbrica molto diversa.

Il regista Gianfrancesco Lazotti la settimana scorsa ha percorso le vie di Porto Recanati con la sua troupe e ha incontrato vari “testimoni” che conobbero Domenica Bertè durante l’infanzia e la gioventù per raccogliere preziose informazioni.

Domenica Bertè 1elem.1953-54 (foto da Luigi Fava)

Domenica Bertè in una foto scattata in prima elementare (1953-54) (foto da Luigi Fava)

Uno di loro è Luigi Fava, professore d’italiano e letteratura ora in pensione, che racconta:
«Io e Domenica siamo stati compagni di classe fino alla quarta elementare. La memoria si è affievolita col tempo ma ricordo la sua vivacità, non riusciva a star ferma sul banco ma la maestra le voleva bene e non la sgridava, forse aveva percepito la sua sensibilità. Eravamo appena usciti dalla guerra, eravamo piccoli, ma Domenica era più perspicace degli altri. Sapevamo un po’ tutti che avrebbe fatto qualcosa di speciale e si è meritata tutto il successo che ha avuto. L’ho rivista con piacere a un suo concerto all’arena Gigli negli anni ’80, si è fermata a parlare con noi ex compagni, è sempre rimasta molto legata alla nostra città, che spesso citava nelle sue interviste.»

A Porto Recanati la famosa interprete ha detto di aver trascorso anni d’infanzia felici, anche se non tutto era perfetto. Poco dopo la nascita della quarta figlia, Olivia, la madre delle Bertè volle tornare per un breve periodo a Porto Recanati, poi decise di portare con sé le figlie a Roma dopo la separazione dal marito.

Loredana e Mia Bertè (foto da Luigi Fava)

Loredana e Mia Bertè (foto da Luigi Fava)

«Domenica, per il suo carattere, aveva un rapporto turbolento con il padre, persona molto rigida a differenza della madre che era amante dell’arte e della musica – continua il professor Fava – Mi ricordo che a volte non veniva a scuola, faceva più assenze di noi, e diceva che era andata in campagna con la famiglia. Non so se fosse la verità, ma noi compagni eravamo molto incuriositi quando non la vedevamo in classe. Ci ricordiamo tutti anche di sua sorella Loredana, estrosa al cento per cento già allora. Erano due sorelle particolari.»

«Era una bambina creativa, come sua sorella Loredana, e ricordo che disegnava bene – afferma Maura Filippi, ex professoressa ed ex compagna di classe di Mimì – Mia madre Dina, che era la nostra maestra, aveva notato il suo lato artistico, e non siamo rimaste stupite quando abbiamo saputo che stava facendo delle audizioni importanti. Ho incontrato Mimì dopo un suo spettacolo qui in zona verso la fine degli anni ’70 ed è stata molto cordiale, abbiamo parlato del passato e di come stava andando la vita ad entrambe. Come tutti anche lei aveva i suoi guai nella vita, ma era molto famosa e le sue sventure erano esposte ai riflettori del mondo dello spettacolo. Mi è dispiaciuto molto apprendere la notizia della sua scomparsa. Nel Natale precedente la sua morte mi aveva mandato un saluto. È un ricordo che tengo caro.»

Angelica Sabbatini

Angelica Sabbatini

L’assessora alla Cultura e turismo Angelica Sabbatini, spiega come è nato il progetto: «Nell’estate del 2020, con l’appoggio dell’associazione Minuetto, la nostra città ha consegnato a Leda Bertè la cittadinanza onoraria alla memoria di Mia Martini durante una serata speciale all’arena Gigli. Si è trattato di un felice incontro nato sotto una buona stella, dal quale si è generato un interesse particolare intorno al rapporto della grande cantante con il nostro territorio. Grazie al coinvolgimento della signora Leda e della Fondazione Marche Cultura, con la quale abbiamo collaborato per la rassegna VediamoCineMarche, oltre che è nata l’idea del docufilm. Il regista Lazotti ha già fatto i sopralluoghi partendo da piazza Carradori fino a via Leopardi e via Bramante, dove la famiglia Bertè ha vissuto. Grazie poi al coinvolgimento delle persone che hanno conosciuto Mimì e al supporto dei concittadini, sono sicura che sarà un film molto emozionante.»

Porto Recanati ricorda Mia Martini e canta “Almeno tu nell’universo” (Foto)



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