Pedemontana, la beffa del tracciato:
a Camerino diventa una “incompiuta”

IL COMMENTO di Ugo Bellesi - Si interrompe a 4 chilometri dalla Civitanova-Foligno. Dopo una rotatoria si proseguirà sulla provinciale Varanese (per la Sfercia) e la statale 256 (per Muccia). In pratica succede come quando, costruendo la superstrada 77, ci si dimenticò di fare lo svincolo per la Valnerina e fu trovata, grazie al presidente della Provincia Pettinari, una soluzione provvisoria
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Ugo Bellesi

 

di Ugo Bellesi

Immaginiamo per un attimo che uno si faccia costruire una casetta (al mare, in montagna o in campagna non ha importanza) e si accorga, al momento in cui ne prende possesso, che alla scala di accesso mancano gli ultimi due gradini, sostituiti con uno sgabello di legno. Ovviamente il malcapitato andrebbe su tutte le furie pretendendo che la scala sia ultimata a regola d’arte. E avrebbe ovviamente ragione. Una cosa molto simile sta succedendo per la Pedemontana, la bella superstrada che avrebbe dovuto collegare Fabriano con la superstrada Civitanova-Foligno. E’ stato invece definitivamente chiarito nei giorni scorsi che la Pedemontana non arriverà a collegarsi con l’arteria che attraversa la vallata del Chienti ma si bloccherà a quattro chilometri da essa.

Schermata-2021-02-16-alle-20.16.26-325x227In pratica la Pedemontana arriverà soltanto fino a Camerino e si chiuderà con una grande rotatoria. E da quel punto in poi? Semplice: dalla rotatoria uno svincolo consentirà, per mezzo di altre due rotatorie più piccole, agli automobilisti provenienti da Fabriano o da Matelica si imboccare la vecchia provinciale Varanese e così, con la viabilità normale piena di traffico (perché attraverserà la zona urbana ma anche artigianale di Rio) potrà raggiungere la Sfercia. Invece, per raggiungere Muccia, sempre partendo dalla grande rotatoria finale della Pedemontana, gli automobilisti potranno imboccare la vecchia statale 256 e quindi deviare verso il nodo stradale di La Maddalena. E per chi deve andare a Camerino? Sempre partendo dalla rotatoria grande si imboccheranno le attuali strade, strette e tortuose, che portano nella capitale dei Sibillini.

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Il cantiere della Pedemontana a Muccia

Un bel lavoro non c’è che dire! Adesso immaginiamo che una cosa del genere fosse capitata in Lombardia, in Toscana o nella vicina Emilia. Pensate che i presidenti di quelle regioni o i sindaci delle località attraversate da un’arteria importante come la Pedemontana, che però termina quattro chilometri prima di arrivare alla meta finale, se la sarebbero tenuta così monca? E’ impensabile che tutto sarebbe passato in silenzio come una cosa normalissima. Avremmo visto titoloni sui giornali e interviste a non finire in Tv!!! Ma qui siamo nelle Marche e anche un’incompiuta (l’ennesima) passa sotto silenzio. Ma è possibile che quando, a livello di enti locali, si è parlato del tracciato finale di questa Pedemontana nessuno si sia accorto che era una superstrada “monca”? Può anche essere successo che qualcuno se ne sia accorto ma abbia pensato: “Mica sono soldi nostri, è un investimento dello Stato…” E invece no, sono proprio soldi nostri, sono quelli che paghiamo con le tasse. In pratica succede che la famosa Quadrilatero non sarà più un “quadrilatero di strade”. Infatti rimarrà aperta proprio in provincia di Macerata. E poi soltanto per quattro chilometri. L’azienda impegnata nei lavori ne sarà stata felicissima perché si tratta di un risparmio di denaro. I vertici avranno pensato: “Qui siamo nelle Marche e i marchigiani sono ‘magnapolenta’ per cui è facile passar loro una ‘sola’, l’ennesima. Tanto ci sono abituati…” E chi ci conosce sa bene quanto ci costa scrivere questi concetti.

muccia-cantiere-pedemontanaChi ci rimette da questa situazione? Qualcuno ha scritto che ci rimettono Camerino e il suo hinterland. E invece no ci rimette tutta la provincia di Macerata e in particolare tutta quella vasta area che va da Pieve Torina a Visso e Castelsantangelo, quella che maggiormente fa affidamento sul turismo e sul rilancio delle località sciistiche. E invece quando gli automobilisti della provincia di Ancona si renderanno conto che la Pedemontana si arresta a Camerino imboccheranno quell’arteria solo per andare a Matelica o Castelraimondo e non per raggiungere la Civitanova-Foligno visto che gli ultimi chilometri sono intasati di traffico, pieni di curve e i sorpassi vietati perché le arterie sono troppo strette. L’impresa impegnata in questi lavori, direttamente o con aziende in subappalto, è la Astaldi, che è sotto attacco da parte dei sindacati che l’accusano di non rispettare il contratto integrativo degli edili – industria in vigore per la provincia di Macerata e che prevede delle maggiorazioni retributive in situazioni di particolare rischio per le maestranze, come accade per i lavoratori impegnati nello scavo della galleria Croce di Calle. Da ben 16 mesi l’Astaldi non rispetta questo contratto integrativo per cui i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e già attuato uno sciopero di otto ore bloccando la turnazione a ciclo continuo sette giorni su sette in attesa della firma di una intesa tra le parti. Ma la Astaldi non ha ancora impiegato il badge di cantiere che consente di controllare quanti sono impegnati al lavoro e quindi combattere il lavoro nero. Tra l’altro la Astaldi è già iscritta alla Cassa edile a carico della quale c’è il costo del badge per cui l’impresa non avrebbe alcun onere da sostenere.

 

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