Parrucchieri ed estetisti, l’Anci:
«Consentite gli spostamenti fuori Comune»

ZONA ARANCIONE - Appello della presidente dell'associazione Valeria Mancinelli alla Regione e alle prefetture: «La decisione ha suscitato malcontento e proteste da parte di alcuni sindaci, soprattutto di quelli ai Comuni di minor dimensione demografica, nei quali molte volte questi servizi non sono presenti»
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Valeria Mancinelli

 

«Signor prefetto, desidero segnalare che il congelamento da parte di codesta Prefettura del provvedimento regionale con il quale si consentiva di poter accedere ai  “servizi alla persona” nei Comuni limitrofi a quello di residenza o domicilio ha suscitato malcontento e proteste da parte di alcuni sindaci, soprattutto di quelli ai Comuni di minor dimensione demografica, nei quali molte volte questi servizi non sono presenti». Ecco come comincia la lettera firmata da Valeria Mancinelli, presidente di Anci Marche indirizzata al prefetto di Ancona Antonio D’Acunto e per conoscenza ai prefetti delle altre province e al governatore Acquaroli. Ieri infatti la Regione ha cambiato interpretazione, dopo la prima favorevole, escludendo gli spostamenti fuori comune per parrucchieri ed estetisti tra quelli necessari. Accogliendo così l’interpretazione data proprio dal prefetto di Ancona e fatta propria poi anche dalle altre prefetture.  Anci Marche ritiene che, «appurato lo sforzo congiunto di istituzioni, operatori economici e cittadini e i sacrifici più volte richiamati per contenere la diffusione del virus, le misure stabilite per consentire il corretto svolgimento dei servizi diano sufficienti garanzie per la tutela dei clienti e degli stessi operatori, indipendentemente dal fatto che il fruitore del servizio provenga dal territorio dello stesso comune o da uno limitrofo». Aggiunge la Mancinelli:  «Rivolgo pertanto un caloroso invito alla Regione Marche perché, in piena sintonia con la prefettura di Ancona, con le altre prefetture e con questa associazione, possano essere individuati i protocolli idonei per rendere possibile la mobilità anche in Comuni diversi da quelli di residenza o domicilio, per poter accedere a questi servizi».

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